di Donata Bonometti
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NOI COSÌ

111 AMICI...E SONO TUTTI CANI

Parliamo e scriviamo dei nostri cani, amici di una vita. E leggiamo storie di nostri cani. Maria Teresa Carbone è una giornalista genovese che ha fondato a Roma una iniziativa straordinaria, davvero una buona azione, dedicata alla lettura che si chiama Plautilla e ne parleremo diffusamente piu avanti perchè merita conoscerla e replicarla in altre città, Genova compresa. Maria Teresa Carbone ha scritto recentemente un libro dal titolo "111 cani e le loro strane storie". Storie di qUadrupedi piuttosto famosi che vale la pena di conoscere parchè attraverso loro si puo rileggere la storia dei loro padroni ancor piu famosi. una lettura avvincente. Dove ritroveremo anche il sentimento di benes

L'IPOCONDRIA DEL BENEFATTORE

testo di Donata Bonometti E’’ la storia di uno storico benefattore, quell’Emanuele Brignole che fondò a Genova l’Albergo dei Poveri (nella foto una delle visite organizzate nelle giornate Fai) dove ospitare oltre quattromila derelitti della città, la storia di un uomo alla fine impegnato socialmente che venne osteggiato dai notabili della città, nella realizzazione di questa gigantesca "opera" pagata di tasca propria, subendo pressioni e vessazioni che lo portarono alla malattia. Far del bene fa male? Gli venne insomma diagnosticata l'ipocondria. Oggi gli psichiatri definiscono ipocondriaco oltre che spesso un malato immaginario, anche e soprattutto un fobico. E secondo Galeno nella cavi

QUANDO L'AMORE E' UN RISCHIO

testo di Donata Bonometti Ventiquattro anni fa ,in questi giorni, moriva un fraterno amico, ucciso dall'Aids. Si chiamava Stefano Marcoaldi, aveva 41 anni, era un giornalista del gruppo editoriale Rizzoli, un omosessuale dichiarato, e alla fine della sua vita anche un uomo di spettacolo. Lui, così pudico, aristocratico nel profondo e nei modi, restio ad ogni esibizione, si era trovato catapultato sui palcoscenici televisivi per propagandare una associazione, fra le altre, che si occupava di questa impressionante emergenza che era allora l'Aids. Stefano , nella malattia,è diventato un uomo libero. Dalla paura di sembrare quel che non era, dai pregiudizi e dai giudizi di amici e non, da

NEL VILLAGGIO DEGLI SMANETTONI

testo di Manuela Arata Dice “che c’entra la tecnologia con la solidarietà?” C’entra eccome: la quarta rivoluzione industriale, quella che introduce Internet e la robotica nella produzione e distribuzione dei beni, è già in corso…E una comunità saggia si prepara, non si fa cogliere di sorpresa, e lo fa a tutti i livelli impegnando persone di tutte le età. Oltre ai convegni e alle spiegazioni di cosa è la quarta rivoluzione industriale e a quale velocità si propaga, bisogna mettersi in moto e organizzare la comunità. Provo a spiegare alcune cose in maniera semplice, così come le ho capite io che non sono una specialista, ma una manager innamorata della scienza e dell’innovazione. Del cambiame

LAURA, NEL GIRONE DI QUARTO

testo di Carlo Bancalari "La stanza era al buio, illuminata malamente dal sole che filtrava dalle tapparelle. A fatica riuscivo a distinguere la giovane donna che avevo di fronte...Aveva gli occhi spenti, i capelli trasandati. I vestiti senza alcuna cura. Senza alcuna bellezza. Sembrava avesse paura. <Buongiorno>, "Buongiorno" la risposta. La voce, ecco la voce mi aveva colpito. Sapeva di limone, di frutta, della stessa frutta di quell'uomo che sul sagrato della chiesa di San Martino a Genova vendeva "fruta" (con la u chiusa alla genovese) quando a voce alta e roca voleva richiamare i passanti per vendere la sua merce...aveva molti figli, viveva in un forte sulle alture di San Martino. Le

I BACI FOCOSI DELLA PARTIGIANA

testo di Maura Covati. "Qui li contiamo uno per uno teneramente, chiamandoli con nomi giovani, per ogni tempo ". Sono le parole di Salvatore Quasimodo, che campeggiano all'ingresso di una sezione Anpi . E' quello che avviene nella Casa della Resistenza di Bolzaneto ed è per questo che è stata chiamata casa e non museo. Nei giorni in cui la storia e il significato della città medaglia d'oro della Resistenza sembrano subire attacchi pesanti, ci fermiamo a parlare di questa piccola realtà di quartiere che , con le attività e la presenza, è a modo suo un gigante che vi si contrappone. La Casa, inaugurata nel 2012, viene tenuta aperta da nove volontari dell'Anpi che accompagnano scolaresche

FINO ALLA MORTE. SCELTA

lettera di Alberto Stanganini "Caro Loris, amico mio, la tua decisione lascia un grande vuoto e un profondo dolore. Ventitré anni fa da Milano sono stato inviato come obiettore a Fiesso. Molti dei giorni di quell’anno li abbiamo passati insieme. Settimana dopo settimana ci siamo conosciuti sempre meglio ed abbiamo costruito un’amicizia durata fino ad oggi. Ho imparato molto da te, dalle tue parole, dal tuo coraggio e dalla tua grande forza di volontà che si manifestava in ogni aspetto della vita quotidiana. Ricordo che ogni giorno, in pieno inverno o sotto il torrido sole estivo, nel primo pomeriggio si DOVEVA andare a camminare. Dalla tua casa lungo il canale, costeggiando prima il pioppe

Una piazza per il "don"

Lunedi mattina, 13 novembre, un piccolo Comune toscano inaugura una piazza (un luogo di socializzazione, si legge sul sito) dedicata a Don Andrea Gallo. Succede a Capannoli in provincia di Pisa e al taglio del nastro saranno presenti oltre alla gente e alle istituzioni della cittadina, Domenico Megu Chionetti e don Gianni Grondona per la comunità di san Benedetto al Porto. Un momento di intensa riconferma di come a oltre 4 anni dalla morte don Gallo sia ancora nel cuore di tanta 'Italia. Chi non conosce ancora la piazza genovese dedicata a Don Gallo vada a visitarla e troverà un posto di pace e di silenzio nel cuore di un ghetto che ancora attende da anni una riqualificazione. Ma la piazza

PROVO A CANTARE SENZA VOCE

l testo di Donata Bonometti Alle tre del pomeriggio di ogni giovedi arrivano il maestro e le due logopediste. Volontari per seguire un coro cosiddetto degli "afasici", cioè composto da persone che un ictus ha colpito nel linguaggio, nella lettura, nell' uso della voce. Nella clinica neurologica dell'ospedale San Martino di Genova si ritrovano in quaranta,:c'è una ragazza di poco più di trent'anni che deambula col carrellino e c'è il signore coi baffoni bianchi che intona "ma se ghe pensu"emozionandosi e saltando le parole. Tuttavia il maestro Sergio Micheli li esorta "dai coraggio, chi non ce la fa con le parole provi con il lalala che è comunque musica, anche il coro muto è musica..." Al

LA FABBRICA DEL RICICLO

testo di Renata Barberis Recuperare, riparare, riutilizzare,riciclare....sono parole ri-tornate a far parte del nostro lessico quotidiano. Un tempo erano comuni a tutti, non erano considerate"etiche" ma erano parte del linguaggio e della vita di tutti. Il boom economico le aveva spazzate via, le aveva demonizzate. Solo i poveri le conoscevano e le traducevano in azioni indispensabili al loro vivere. La società dei consumi aveva vinto e tutto doveva essere all'insegna dell'usa e getta e del tutto e subito. Non solo abiti , mobili,elettrodomestici ma anche le relazioni umane finivano per essere governate da questa legge. Essere o avere? Quesito ampiamente dibattuto negli anni settanta, quando

L'ESTETISTA CHE TRUCCA LA CHEMIO

testo di Donata Bonometti Esiste l’estetista oncologica. Esistono estetiste che offrono il tempo libero dal lavoro alle donne che la malattia e la chemioterapia hanno privato della bellezza: capelli, pelle, labbra, occhiaie, unghie che cambiano colore e trasparenza, si sfaldano o si ispessiscono e con questi particolari del corpo muta anche la stima di sé. Non essere piu esteticamente le stesse ti dà la sensazione di un cambiamento pericoloso, che non virerà piu verso la normalità. Ecco intervenire le professioniste del make up con pennelli fard, fondo tinta, rossetti, ombretti e rimmel tutti prodotti di alta qualità e tollerabilità (spesso omaggio di aziende cosmetiche che restano poi al

COCCOLATI NEL MUSEO

testo di Donata Bonometti Entro il giorno dopo Natale con due amici milanesi nella chiesa di Santa Maria di Castello. Due chiostri perfetti con marmi medievali e aranci in fiore, una chiesa scandita da colonne romane, un museo dentro la chiesa con colombe paleocristiane e madonne popolane, e poi un affresco fiammingo detto di Ravensburg sulla parete di un colonnato in faccia al mare a alle navi che vanno e vengono, arte gotica e seicentesca, storie di potere e preghiera. Insomma torno ogni volta in questo luogo per farmi stupire e ci porto gli amici. Cosi il giorno dopo Natale, convinta di essere arrivata inutilmente fin li , ho trovato un volontario che ci ha accolto e ci ha fatto fare il

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