di Donata Bonometti
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NOI COSÌ

VITA DA CONDOMINIO... FOTOGRAFANDO I VICINI

testo di Gianni Avallone In questa storia c’è un prima e un poi. Il prima era il periodo che precedeva la diffusione del Covid 19 e il poi comincia il mese di febbraio. Nel condominio in cui vivo il prima e il poi sono stati così, almeno per me. Nel mio condominio vive una ventina di famiglia, quindi circa una cinquantina di adulti e qualche ragazzo. Non ci sono spazi comuni, se non un prato, dove ogni tanto giocano i bambini. E il garage. Ma, al contrario, ci sono una serie di confini, materiali e sociali, che abbiamo costruito conformandoci alle regole in cui la società costringe la nostra vita. E li continuiamo a costruire. Il risultato è che, coscientemente o incoscientemente, ci allon

CIBO RICICLATO SE LA CUCINA E' LA STRADA

testo di Stefano Villa Il tempo difficile, angosciante e bastardo per tutti della devastante pandemia è ancora più duro e amaro del solito per quelle persone che non possono restare a casa, perché semplicemente un tetto non ce l'hanno: gli ultimi, i più esposti al mondo esterno sempre, oggi sono anche le vittime non del coronavirus, ma delle difficoltà sempre più forti di avere accesso ai beni primari, come il cibo, un riparo, un posto dove lavarsi e cambiarsi. “Nessuno sembra porsi questo problema” dice Marco Malfatto della Comunità di San Benedetto al Porto, referente per la rete Ricibo di cui San Benedetto è capofila. Ricibo, a cui ha dato impulso il Comune di Genova nel 2016 per il rec

APERICENA DAL GIRONE DANTESCO

testo di Donata Bonometti "Non vorrei fare la figura di quello che si crede prima donna e chissà chi. Mi sono sempre considerato niente più di un decente insegnante come tanti (e meno di tanti che conosco) per di più rottamato da un decennio. Ma dato che qualche ex alunno/a mi chiede,in questi giorni di quarantena obbligata,di fare qualcosa,mi sono scaricato Zoom(è semplicissimo,ci sono riuscito persino io) e posso,se a qualcuno fa piacere(e qualcuno fa finta di sicuro per consolare il vecchietto inoperoso)raccontare qualcosa. Si possono collegare dietro mio invito fino a cento persone per quaranta minunti. Quest'anno stavo facendo un corso sulle origini della lingua e della letteratura ita

L' ANTIVIRUS IN ENDECASILLABI SCIOLTI

testo di Donata Bonometti Fumava due sigarette contemporaneamente in bocca, mentre leggeva le sue poesie davanti agli accademici, rigando i volti di lacrime. Anche Angelo Guarnieri, psichiatra genovese, era li in quell'aula magna di Milano dove la poetessa Alda Merini stava sul palco, narrando di sè. Della malattia e della poesia scaturita dalla follia. Ne rimase quasi sconvolto. Intrecciò con lei una relazione personale molto intensa, mai impostata dal fatto che lui fosse un medico e lei una malata, durata fino alla morte della Merini nel 2009. Relazione fatta di epistole, visite nella casa di lei sui Navigli, telefonate serali dove la poetessa dettava versi all'impronta all'amico, a sua

RAGAZZI CONNESSI CON LA FILOSOFIA IN MUSICA

testo di Gianni Avallone Sempre sdraiato sul banco. Annoiato. Ma un corso di filosofia, centrato sulle canzoni, lo ha restituito all’interesse delle lezioni. Altri come lui, studenti di scuola media inferiore soprattutto, attraverso laboratori musicali o artistici, nuove metodologie didattiche, percorsi di apprendimento virtuale logico-matematiche, tutoraggio on line, hanno visto crescere i propri personali talenti. E di conseguenza imparano ad amare la scuola, a non disertarla. Meno dispersione, meno bocciature. È un lavoro che si sta svolgendo da mesi in 5 scuole di due valli urbane genovesi, Val Polcevera e Val Bisagno, con popolazione, diciamo cosi, più fragile, a rischio devianza per qu

BALLATA PER DARE CORAGGIO A UNA DONNA

testo di Stefano Villa Afferrata per i capelli, coperta d'insulti e gettata con la testa nel water perchè ha passato una serata a cena con le amiche. Sono anni che suo marito si comporta da aguzzino, e che, in un crescendo di violenza la umilia e la terrorizza, ma la barbarie di quella sera è l'ultima. Lei dice Basta! Come il titolo della canzone scritta da Ivano Malcotti per dar voce a questa e altre storie, tutte purtroppo vere di violenza maschile contro le donne. "Questa sera ti ho sfidato/ho raccolto le mie botte/ti ho sputato sulla faccia/con le ossa ancora rotte". E poi la telefonata per denunciarlo "chiusa nella stanza/col rumore dei tuoi calci/le minacce di obitorio/brutta troia non

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