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LA MENTE VOLA TRA I COLORI

 

 testo di Donata Bonometti

L’arte ha fatto il suo ingresso ufficiale nell’ex manicomio di  Genova Quarto. Numerosi concorsi d’Arte Contemporanea hanno avuto il meritato successo, con decine di partecipanti  e poi è stato tutto un susseguirsi di eventi legati all’arte visiva in generale e ai manufatti in particolare. E numerose sono state le performance negli ultimi tempi. Il tutto sotto il grande ombrello dell'Istituto Per le Materie e le Forme Inconsapevoli. Museo dove dagli anni Ottanta artisti e malati hanno esposto le loro creazioni.   Entriamo dunque nell’ex manicomio di Quarto a Genova, dove , delle migliaia di sventurati ospiti del secolo scorso, è rimasto un ridotto reparto di malati.  Il luogo è pesantemente disadorno, l’immenso parco è inghiottito in parte dai rovi, i padiglioni sono sprangati e ovunque ci sono impalcature per sostenere i numerosi crolli.

 

Eppure in questo deserto urbano, dove va in scena la lungaggine burocratica ma anche l’incapacità delle istituzioni di avere una idea di riutilizzo e concretizzarla, c’è un laboratorio di ceramica messo su da volontari e frequentato da degenti, artisti e  cittadini di tutte le età. Attraverso l’arte si è realizzata una integrazione perfetta. Rossella Soro e Simonetta Marinari sono le due professioniste, insieme a Marta Merello, che da volontarie hanno voluto questo progetto e ora si godono il risultato.  Persone che si dedicano tutte insieme alla decorazione di piatti,  piastrelle,boccali, oggetti vari:  il ricavato della vendita è utilizzato per acquistare materiale utile all’attività.

 Simonetta Marinari, artista ceramista  che dopo trenta anni di attività ha chiuso il suo atelier, ha donato tutti gli strumenti del mestiere al laboratorio dell’ex manicomio: i colori, gli smalti, i pennelli, il forno. E la sua presenza.

Due giorni la settimana Simonetta Marinari le passa nella comunità psichiatrica e dipinge, decora, insegna . Girando per i porticati dalle colonne scorticate, alzando gli occhi alle torrette dentro le quali i malati  erano costretti a bagni gelati, osservando  panchine vuote e scalcagnate nei cortili vuoti,   la bottega della Ceramica è lì con i suoi colori e le voci allegre di chi vi lavora:  i corsi, Simonetta, li tiene  insieme a Rossella Soro e  a Marta Merello. Spesso insieme ad artisti come Sturla, Degli Abbati, Pastura,Bocchieri, Maroni, Oliveri, Palerma. .Dice Simonetta: “I malati psichiatrici hanno una creatività profonda ed entusiasta! E acquisiscono le tecniche con una tale spontaneità che rende ancor più bello l’oggetto. Qua sono tutti ugualmente abili. La creatività fluisce libera in tutti”. E aggiunge  “Questo è il posto giusto per mescolarsi bene. E a me  sembra di essere in perenne ricreazione. Vengono qua anche miei vecchi clienti a imparare e ad acquistare.” E quali siano i matti o i sani, gli artisti o i principianti non è importante capirlo.

  Simonetta ha chiuso “con gli anni di lavoro, appassionanti  certo, ma ero sempre inseguita dalle scadenze, dagli impegni, dalle contingenze. Ora qua sono davvero serena e creativa. Riempita dall’arte, non per produrre, ma per diletto. E il mio laboratorio non è morto. E’ qui con voi –conclude girandosi verso  gli “alunni” del sabato mattina tra cui una sordomuta di grande talento- e vedere che siete contenti di questo riempie di contentezza anche me”. 

 

.E poi c'è l’apertura di Spazio 21,  luogo d’integrazione per attività sociali e culturali aperte alla città, racconta Rossella Soro, che ha visto recentemente una mostra di arte contemporanea con la partecipazione di oltre 150 artisti da tutta Italia, con opere di pittura, scultura, ceramica, grafica e incisione, fotografia, arte digitale, installazioni, performance e arte ambientale, esposte nei locali che un tempo ospitavano le cucine dell’ex Ospedale Psichiatrico.

Grazie all’impegno volontario dei soci dell’IMFI (Istituto per le Materie e Forme Inconsapevoli), dei ragazzi di Code War, degli utenti del Centro Basaglia, dei richiedenti asilo e del Coordinamento per Quarto e con il sostegno di ASL3, è stato possibile ripristinare e offrire alla città questo importante luogo di aggregazione per attività sociali e culturali. Circa 500 mq per organizzare convegni, mostre, attività teatrali, musica e quant’altro utile per creare un collegamento con il territorio e la città.Uno spazio finalmente rigenerato, pronto a "cucinare" il necessario per costruire una nuova vita dell'ex Ospedale Psichiatrico, “finalmente un segno concreto di inversione di tendenza” per il recupero di queste aree, che ha riscosso il plauso e l' apprezzamento anche da parte dei lavoratori e dei pazienti che gravitano nella struttura. Oltre alla mostra delle opere in concorso si è inaugurata, sempre nello stesso spazio, l’Installazione permanente realizzata dagli artisti del “Collettivo Quarto Pianeta”, dedicata al tema di un ambiente martoriato che, proprio perché rigenerabile solo con il convinto contributo di tutti, possa anche divenire spazio d'incontro e di condivisione di diverse realtà, che collaborino per una nuova umanità. 

Oltre tremila persone hanno partecipato alle iniziative di Spazio 21.

L'Istituto per le Forme e le Materie Inconsapevoli, Spazio 21e il laboratorio di ceramica sono in via Giovanni Maggio 6, Genova Quarto

 

 

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