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SE IL LAVORO È UN ABITO USATO

 

testo di Donata Bonometti

Il negozio Ciacchi nasce una trentina di anni fa in locali medievali di via della Postavecchia nel centro storico di Genova,  nel “ventre” di Genova. Una delle numerose, geniali idee di don Andrea Gallo .Che era, in tutto, un precursore. Oggi i  negozi di abbigliamento usato fioriscono come gli alberi a primavera, ma allora Ciacchi era forse l’unico. E nasceva già con uno stile ben preciso che ha portato avanti fino a oggi: prezzi molto ma molto contenuti per rivolgersi a ogni tipo di clientela, quella del centro storico anche ma non solo, mentre quasi tutti i negozi di vintage oramai sono boutique. E poi Ciacchi fa parte della cooperativa di tipo B che si chiama La Lanterna: insomma quel che si guadagna va a sostenere quella fetta di mondo svantaggiato che si allarga sempre più.

 Una storia semplice quella di Ciacchi:  arrivano in regalo abiti usati, in negozio, o  in comunità dove  vengono selezionati soprattutto da Lilli, grande madre di San Benedetto, e quindi messi in vendita da Ciacchi. Si è detto  a prezzi competitivi. Ciò che il negozio incassa serve non solo a pagare affitto e bollette, ma anche a sostenere contratti a tempo indeterminato di  persone che sono indicate dai servizi sociosanitari.

Va da sé che se non ci fosse il volontariato il negozio rimarrebbe chiuso almeno per metà settimana. Perché le ore di lavoro delle persone assunte coprono cinque mezze giornate circa.  Ed ecco il micro esercito  in azione: formato da alcuni pensionati e un paio di juniores.

 Dunque la truppa è in parte formata da ex, nella vita attiva siamo stati chi impiegati nei giornali, chi nei negozi, chi  nella scuola, chi nei servizi sociali e via dicendo. Persone e caratteri diversi tenuti insieme dai "registi" della cooperativa  Michele  e Ilaria (anche loro ex, perché ex ragazzi di Don Andrea Gallo) e dallo spirito che si è piano piano uniformato.

Imparare un nuovo lavoro, il contatto con il pubblico, la cura dei vestiti e delle vetrine, persino la "familiarità" con cassa e scontrini, ti dà la sensazione netta che la vita può sempre sorprenderti con cambiamenti radicali. Che tu scopri di essere in grado di affrontare.  Comprendere i meccanismi del consumo, perchè Ciacchi è quasi un osservatorio di ciò che la gente usa e butta, e anche il senso di civiltà che esprime portando ciò che elimina, in un certo modo. E poi la relazione, cosa che avrebbe molto apprezzato don Gallo il padre fondatore, la porta aperta a chiunque cerchi,nel negozio, anche un aiuto per vestirsi con pochissimi euro, una seggiola dove riposarsi e scambiare due chiacchiere, comprensione, attenzione. Ci piace chiamarci psico-commesse perché la nostra clientela sovente ha bisogno di vicinanza non superficiale, di raccontare la vita, o di mostrarla senza troppe parole. Perché stranieri in difficoltà e prostitute, che vivono fuori dalla porta di Ciacchi. Ma

anche italiani che transitano per una vita sofferente, siano essi giovani o no. Sogniamo insieme ai responsabili della Cooperativa di guadagnare sempre piu per poter offrire ad un altra persona “svantaggiata” un contratto di lavoro. Questo alla fine è il senso profondo del nostro volontariato: sostenere la realizzazione di una occupazione che è davvero riscatto da vite complicate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il resto ci divertiamo con la varia umanità con cui veniamo ogni giorno in contatto e con i manichini da vestire e svestire.

Ciacchi è in via della Postavecchia a Genova e lo trovate su facebook

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