EMOZIONI A QUATTRO ZAMPE


Testo di Donata Bonometti

Come insegnare ai bambini che cosa è la diversità? "Parlando di animali. Diversità fra sessi, diversità fra razze. Partendo proprio dalla diversità della specie uomo-animale, argomento che crea ancora angoscia. Quindi piu che mai quel mondo rimane un confine inesplorato. Mentre già nelle scuole dovrebbe essere argomento educativo e didattico"Luisella Battaglia, professore ordinario di Bioetica e Filosofia morale, docente universitario a Genova, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica,che fa divulgazione nelle scuole seguendo la mission dell’istituto italiano di Bioetica, ha scritto numerosi libri sul tema. Tra questi “Un’etica per il mondo vivente”, presentando anche un inedito di Konrad Lorenz: “Gli animali hanno esperienza?”. E ancora "uomo, natura, animali".

La scienziata sottolinea quanto sia sostanziale entrare nel profondo di questa relazione «che già con gli animali umanizzati dei film di Disney è conosciuta anche dai bambini più piccoli» e che ritrovano in letture come “Il piccolo Principe” «dove si invita a riflettere sul tema dell’addomesticazione, del percorso uomo-animale. Dove si affronta con i bambini il tema della responsabilità: ragion per cui essi cominciano ad apprendere che una relazione non si allaccia solo per motivi economici...».

Va bene dunque recuperare antiche letture : dal tema della Fedeltà e dell’Amicizia in Argo e Ulisse, nelle pagine dell’Odissea, alle favole di Fedro, o di La Fontaine. L’obiettivo? «Insegnare ai ragazzi un umanesimo capace di andare oltre le mura della città dell’uomo, nel riconoscimento dei nuovi soggetti che appartengono anch’essi alla comunità di vita della terra». E siccome si sa che è tabu spiegare nelle scuole teorie darwiniane, parlare di bioetica animale che si occupa appunto dei diritti degli animali, parliamone coi bambini in casa. Perchè vorrebbe dire crescere gli uomini di domani senza paura dell’alterità, senza violenze o consumismi nei confronti degli animali, perchè apprenderebbero atteggiamenti di giustizia da rivolgere alle varie specie «impegnati a garantire ad ogni creatura quella forma di benessere che è proporzionata alle sue esigenze». Incalza Battaglia.Prendendo consapevolezza che «gli animali non sono macchine, ma creature capaci di provare come noi emozioni, di avere dei comportamenti sociali complessi, tutto questo ci deve indurre a considerarli con una particolare preoccupazione anche da un punto di vista morale. Partendo proprio dai bambini: a loro si raccontano fiabe dove sono proprio gli animali ad insegnare le virtù e i fallimenti della vita»

La scienziata conclude ricordando a tutti, grandi e piccoli, che «il primo teorico dei diritti degli animali, Henry Salt, è stato anche il difensore dei diritti degli schiavi, delle donne, dei bimbi, di tutti gli oppressi al di là delle differenze di razza, di sesso, di specie. Perchè ricordo queste cose? Perchè i ragazzi devono sapere che il cammino dell’emancipazione coinvolge anche gli animali".

Va dunque presentato l'Istituto Italiano di Bioetica (IIB) che è una associazione di volontariato culturale fondata a Genova nel 1993 dalla stessa Luisella Battaglia. L’istituto fa divulgazione e formazione soprattutto nelle scuole e in università, ma non solo. Si rivolge ad associazioni, a imprese, a studiosi, ai cittadini tutti. E organizza seminari, meeting, conferenze,dove la partecipazione è gratuita. In tempi così delicati, di trasformazioni, la bioetica, intesa come "etica del mondo vivente", quindi che riguarda l’uomo e l'ambiente entro il quale le diverse forme di vita si svolgono, è un sapere da approfondire. Seguendo l’impostazione dell’Istituto che batte sulla consapevolezza della sostanziale unità del mondo vivente e della necessità della tutela della biodiversità e della complessità, e sul rifiuto della contrapposizione ideologica tra etica laica ed etica religiosa o dell'alternativa tra qualità della vita e sacralità della vita.

Ovviamente diverse sono le dimensioni che riguardano la bioetica: quella medica, ambientale, animale. Spiegano gli esperti dell’Istituto che “ la bioetica medica, ‘quotidiana’ e ‘di frontiera’, riguarda la nascita dell’uomo (aborto, diagnosi prenatale, nuove tecnologie riproduttive etc.), la sua salute (sperimentazione clinica, trapianto di organi, diritti del malato, rapporti medico/paziente etc.) e la sua morte (accanimento terapeutico, dichiarazioni anticipate di trattamento, eutanasia etc.), dinanzi alle nuove possibilità offerte dalle biotecnologie”; Ma si lavora molto anche sulla bioetica animale con particolare riferimento alle questioni relative ai diritti, alla sperimentazione scientifica, all’etica della biocultura, alla pet therapy e alle attività assistite con gli animali. Confrontandosi con la medicina veterinaria. Infine la bioetica ambientale punta al rapporto tra l’uomo e la natura riservando particolare attenzione alla ‘questione ecologica’, ai rapporti tra diritto, economia e sviluppo sostenibile, all’educazione ambientale. Con un lavoro importante e impegnativo e tutto volontario è stato organizzato alla fine dell’estate il primo Festival della Bioetica a Santa Margherita Ligure, il cui successo fa prevedere una seconda edizione il prossimo anno, Dice Luisella Battaglia: “Abbiamo cercato di restituire l’idea della bioetica quotidiana che noi tutti dobbiamo conoscere per imparare a rispondere alle domande fondamentali che ci riguardano da vicino e riappropriarci della responsabilità prima di tutto come cittadini” . Sintetizzando cosi il senso di questo volontariato culturale: “Tutelare la salute umana contro le truffe dei ciarlatani, difendere l’ambiente dalle continue aggressioni, vigilare sul benessere degli animali contro gli abusi è fare opera di bioetica quotidiana, rafforzare il sentimento e la responsabilità di una salute globale e indivisibile”.

La sede a Genova dell'Istituto Italiano di Bioetica si trova in piazza Verdi 4

ARCHIVE
RECENT POSTS
SEARCH BY TAGS
  • Facebook - White Circle
  • Instagram - White Circle

© 2107 Pieni di giorni

 Ci riserviamo il diritto di cancellare ogni commento che riteniamo inopportuno se non addirittura offensivo dichiarando fin d’ora che non ci riteniamo responsabili di affermazioni lesive nei confronti di terzi.