I BACI FOCOSI DELLA PARTIGIANA


testo di Maura Covati.

"Qui li contiamo uno per uno teneramente, chiamandoli con nomi giovani, per ogni tempo ". Sono le parole di Salvatore Quasimodo, che campeggiano all'ingresso di una sezione Anpi . E' quello che avviene nella Casa della Resistenza di Bolzaneto ed è per questo che è stata chiamata casa e non museo. Nei giorni in cui la storia e il significato della città medaglia d'oro della Resistenza sembrano subire attacchi pesanti, ci fermiamo a parlare di questa piccola realtà di quartiere che , con le attività e la presenza, è a modo suo un gigante che vi si contrappone. La Casa, inaugurata nel 2012, viene tenuta aperta da nove volontari dell'Anpi che accompagnano scolaresche e gruppi. Sono volontari anche i sette componenti del Comitato Scientifico. Qui i ragazzi delle scuole entrano,seguiti dalle note della canzone «dalle belle città» del partigiano Emilio Casalini, col ritornello «Siamo i ribelli della montagna, viviam di stenti e di patimenti, ma quella fede che ci accompagna,sarà la legge dell'avvenir». Qui gli studenti conoscono la storia del partigiano quindicenne Aria, Mario Ghiglione, e di Littorino,Valerio Parodi,che non c'è più ma che continua a vivere nel giornalino a lui dedicato dai ragazzi della scuola chiavarese del fumetto; quando Aria va a trovarli a scuola lo "circondano" e lo abbracciano, anche con le domande. Nella sala dedicata alle donne e ai ragazzi c'è la fotografia di Nina Bardelle, la partigiana Fioretto. Fioretto raccolse, per consegnarli alle famiglie, i biglietti gettati sui binari del treno dagli operai delle fabbriche genovesi,deportati in Germania il 16 giugno 1944. Fioretto che, quando va a scuola a trovare le classi dopo la visita alla Casa, racconta di quella sera in cui, mentre accompagnava a casa sua un partigiano, protagonista di un'azione di sabotaggio, incontra una pattuglia di fascisti e i due fingono a quel punto di baciarsi appassionatamente. Scambiati per amanti impegnati in effusioni, vengono lasciati passare. A cosa mira il volontariato nella Casa della Resistenza? alla ricerca storica, all'organizzazione di eventi, alla conservazione di materiali e documenti,le visite guidate, l'accompagnamento di classi e gruppi. Entrarvi e attraversarla è come un micro viaggio tra documenti foto e libri, divise, armi, manifesti, oggetti che raccontano storie della Liberazione ma anche delle fabbriche dove ci furono azioni di boicottaggio, storie di donne e ragazzi che ebbero un ruolo significativo soprattutto nella comunicazione con i partigiani. Ed infine i giorni della resa dei nazisti della liberazione. Si arriva infine alla Costituzione e ai suoi valori.. Nella Casa della Resistenza gli eventi sono occasioni di forti emozioni , soprattutto quando si ascoltano le testimonianze dei pochissimi partigiani rimasti in vita. Emozioni come quella provata dall'avvocato Vanzetti che, alla cerimonia della presentazione della biblioteca da lui donata alla Casa, incontra un compagno di lotta clandestina che non aveva più visto dopo il suo arresto... Ma che senso ha oggi operare per salvaguardare la memoria? Si potrebbe rispondere con le parole di Giacomo Ulivi, condannato a morte della Resistenza : "Non dite di essere scoraggiati e di non volerne più sapere; pensate che tutto è successo proprio perché non ne avete voluto sapere. In quest'epoca di crisi politiche e di retrocessione dei valori, conservare la memoria di quei fatti, trasmetterli alle nuove generazioni, diventa una missione .Una ultima annotazione, citando la riflessione di Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice di numerosi libri dedicati soprattutto a storie di donne partigiane di cui ha raccolto le preziose testimonianze: Possibile che Genova città Medaglia d'Oro non esista un museo della Resistenza oltre quello di Bolzaneto, che le stesse istituzioni pubbliche fondino e gestiscano? Succede in Francia, dove i musei della Resistenza facilmente visitabili sono numerosi. E perchè qua no?

Comunque grazie di esistere alla Casa della Resistenza Anpi di Bolzaneto, che si trova in via Pastorino 8. Il museo è aperto al pubblico con ingresso gratuito tutti i martedì e i giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. La Casa è stata aperta su delibera del V Municipio Valpolcevera che lavora con il comitato scientifico. In stretto rapporto con l' ANPI e con l'ILSREC,Istituto Ligure per la Storia della Resistenza in LIguria e dell'Età contemporanea.

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