CAPODANNO CON I BIMBI DI STRADA

testo di Donata Bonometti

Capodanno in Transilvania. Una festa al castello con fiumi di birra? No una tombola, in un orfanotrofio. Giocando con bambini soli al mondo o che abitano in casupole a meno quindici sottozero e per i quali una casa alloggio diventa una reggia. Altro che castello.

Capodanno con movida nelle strade di città stralunate di botti e di musica a palla? No, San Silvestro traversando strade che sono asfaltate dal ghiaccio per correre al riparo di una stufa con altri cinquanta amici, giovanissimi tutti, nessuno eroe. Ecco: dei tanti capodanni alternativi abbiamo scelto questo in cui sono protagonisti ragazzi dai 16 ai 30 anni che fanno parte della Lega Missionaria Studenti e partono oggi, 26 dicembre su un camioncino da Genova (in tutto 12 ragazzi) per trovarsi a Bologna con altri quaranta coetanei provenienti da tutta Italia.

Da Bologna inizia il viaggio, diciotto ore, se va bene, per raggiungere Sighet un paesone sul fiume che divide la Romania dall'Ucraina nel Maramures, regione molto arretrata, dai conflitti storici, dove i bambini che vengono abbandonati per strada là vengono lasciati. Come se, in quanto bambini infelici si meritassero quella sorte di reietti. Si dice che il blocco sovietico un minimo di welfare lo garantisse. Poi no.

La carovana dei ragazzi arriverà lassù carica di giocattoli, vestiti, alimentari, coperte per dotare le due case famiglia del minimo indispensabile a far percepire a questi piccoli, circa una ventina, che esiste un barlume di qualità di vita, oltre le baracche dove sono nati. Esistono bambole e caramelle, pantofoline, berretti e panettoni.

Parliamo con il genovese Matteo Sericano, 22 anni, studente e lavoratore. " Un anno non avevo voglia di sciate fiaccolate bevute concerti. Cercavo di festeggiare diversamente. Ho incontrato per caso padre Cavallin, gesuita genovese, mi ha indicato questa alternativa. E' un po banale dirlo, ma mi ha cambiato la vita. E la testa. E' la terza volta che parto per Sighet. Tutti cattolici e religiosi? No per niente, il mondo è bello perchè è vario...e anche ateo"

Michele Cantone , torinese, 23 anni, studente in statistica è il referente nazionale della Lega Missionaria Studentesca, un movimento nato nel 1927 da "ragazzi per i ragazzi" con una radice gesuitica ma non solo, ci spiega il pensiero di queste puntate a Sighet d'inverno e d'estate, nelle case alloggio (una costruita nel 2001 dopo una colletta in Italia): l'intuizione del campo in questo paese desolato è forte, non portiamo nozioni o competenze, non siamo medici nè geometri,portiamo noi stessi ragazzi. Portiamo in questo caso la gioia di un capodanno che festeggeremo in oltre duecento nei locali della scuola. Ci sono andato Per la prima volta a 16 anni, Sighet ti cambia la visione del vissuto, apri gli occhi. Il vero campo è quando torni a casa, la normalità non ti riassorbe con la relativa rimozione, sei diventato un altro".

Le case alloggio sono sostenute economicamente tutto l'anno dalla Lega Missionaria Studenti, e da altri benefattori, ed è retta da una coppia di genitori la cui presenza è integrata da educatori e psicologi. Ora si è dato il via, in Romania, ad una onlus "Un due tre futuro" che ha come missione quella di preparare una prospettiva anche lavorativa ai bambini che diventeranno adulti.

La foto è tratta dall'archivio della Lega Missionaria

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