MIO FIGLIO TRANSESSUALE


testo di Donata Bonometti

Riparliamo di Agedo, associazione genitori di omosessuali bisessuali e trans, che è associazione nazionale ma da oltre dieci anni ha sede anche a Genova. Li abbiamo incontrati prima dell'ultima edizione del Pride, e in altri precedenti occasioni. Abbiamo simpatizzato, sono persone vere. Un gruppo di genitori uniti da obiettivi comuni, da angosce e paure ma anche da pensieri positivi comuni, da amicizia profonda. Che non hanno mai alcuna remora nell'esprimere cio che sentono.

Hanno sfilato nei Pride chiamando ad unirsi a loro anche i genitori di ragazzi etero, perchè, ci hanno detto, abbiamo bisogno di queste vicinanze.

In questo fine settimana un paio di occasioni per conoscerli. Nel negozio Lush di via San Vincenzo 197 B il 7 e 8 Giugno si devolvono i proventi della Charity Pot ad Agedo e trovate nel negozio di saponi e creme anche un rappresentante dell'associazione. E da sabato 8 una settimana di musica, arte, teatro, condivisione e socialità. "Perché la vera Bellezza ha i nostri volti se ripensiamo la città come la vogliamo".Così inizia il programma del Liguria Pride Village, il primo village organizzato dal Coordinamento Liguria Rainbow, rete di associazioni che da cinque anni ha riportato la Parata del Pride a Genova, in collaborazione con i Giardini Luzzati, l’associazione il Ce.Sto, Love What U Love e il Teatro della Tosse.Sono alla prima edizione ma iniziano alla grande, con 67 appuntamenti in calendario dal 8 al 16 giugno. Lasciamo al sito www.liguriapride.it il compito di raccontare tutto quello che hanno in programma.Tante offerte per stare insieme, tra musica, arte, teatro, workshop, laboratori kids e sport.

Ora vi facciamo una cronaca di una seduta di auto-aiuto che si svolge due volte al mese. Atmosfera di complicità. Una gran voglia di parlare, il che avviene per oltre due ore senza pause.

Mamma di Jacopo

"Quando sono venuta qua non avevo sentimenti, solo nozioni. Non ero in grado di far crescere sentimenti. Capivo ma non comprendevo. Mio figlio di 17 anni mi aveva detto che era bisessuale. Qualcuno dei genitori di Agedo mi disse : i figli non sono piastrelle, sono figli, hanno un' anima. Ma un conto è dirlo, un conto è sentirlo. Ora lo sento. Quando aspetti un figlio e ce l'hai nella pancia ti chiedi sì se sarà maschio o sarà femmina, ma ti auguri soprattutto che stia bene. Così è per me oggi, con mio figlio di 17 anni. Nato una seconda volta"

Mamma di Francesco

"Mi ha detto, mamma sono omosessuale. Ero spaventata per lui, che potesse soffrire molto, che facesse cattivi incontri. Noi genitori dobbiamo essere testimoni il più sereni possibile, metterci la faccia, spiegare, raccontare..anche l'Italia più cattolica la strada l'ha imboccata per capire, per accettare. Sono passati dieci anni, ora Francesco fa un dottorato in Scozia e ha un compagno da 4 anni"

Papà di Nicole

"Quando mi ha annunciato: sono transessuale, io non sapevo nulla di questa condizione, ma neanche mio figlio sapeva qualcosa. Figli che si sentono solo sbagliati, che hanno patito chissà quanto da piccoli, che hanno incontrato compagni di scuola malvagi. E si affacciano su un baratro, su un mondo sconosciuto, insieme a te genitore, dove ti immagini di tutto, devianza, prostituzione. Non è così...la transessualità è uno sbarellamento ma poi assumi una altra identità! Ora Nicola è Nicole. Con mia figlia va bene così. Ma se non c'erano gli amici di Agedo, non so come avrei affrontato questa strada molto in salita"

Mamma di Sofia

"Sono andata con lui a Bankhog per farlo operare. Ho avvisato anche gli insegnanti dell'altra figlia che sarei mancata per tre settimane e che poteva, per questa nostra lunga assenza, essere piu inquieta a scuola. Ho spiegato anche ai miei vicini che mio figlio sarebbe ritornato con il seno. Seguo una pagina facebook che parla di loro. E intervengo spesso, perchè spesso questi ragazzi hanno bisogno della parola forte di un genitore. Qua in Agedo poco tempo fa sono venute due ragazze a raccontarci che aspettavano un figlio, si respirava gioia famigliare....ora mi sento anche un pò zia"

Mamma di Luisa

"A volte le persone mi chiedono: ma perchè racconti i fatti tuoi, perchè racconti di tua figlia in transizione?Il che significa che sta facendo il percorso della transessualità. In realtà certa gente non vuole sapere niente per non essere a sua volta messa in crisi. Perchè rompi l'equilibrio della normalità. Invece bisogna comunicare anche la propria difficoltà, senza l'aggressività che a volte comporta la sofferenza, ma con naturalezza. Io ne parlo in ufficio, in palestra...sono i diritti dei nostri figli"

Papà di Massimo

"Lo stigma esiste ancora, eccome. Bisognerebbe bruciare le radici del pregiudizio. Le cose sono un pò cambiate rispetto ad anni fa. In realtà con l'avanzare del riconoscimento, esce allo scoperto anche l'opposizione, duro conflitto con chi rifiuta. Finchè i nostri figli sono fantasmi, con orientamenti sessuali non conformi, tutto bene, ma se si dichiarano e chiedono gli stessi diritti allora ecco insorgere lo stigma. Anche per cercare e trovare un lavoro, non è cosi facile. Secondo la mia esperienza. Certo io stesso mi sentivo persona aperta, se il mio vicino mi avesse detto sono omosessuale non avrei battuto ciglio.Quando è stato mio figlio a dirmelo, ecco il mio pregiudizio, sulla pelle di mio figlio,è scattato, eccome. E' una reazione emotiva, iniziale, comune a tutti noi genitori. Poi la superiamo chi più, chi meno. L'apertura mentale non è una frattura del cranio..."

Genitori che si incontrano si confrontano. Cercano anche di fare informazione nelle scuole ma dicono che non tutte sono disponibili ad aprire le porte a certi argomenti . Stando insieme hanno imparato ad abbracciare piu stretti i figli, a ridurre le paure e gli stereotipi sulle identità sessuali proprie e degli altri, là dove vedono discriminazioni si fanno avanti, educano al rispetto. Ma Agedo si apre anche ai ragazzi che non sanno come fare coming out con gli amici e con la famiglia. E sono molto disponibili ad ascoltare educatori e insegnanti che vogliono lavorare contro il bullismo omofobico, acquisendo informazioni sulle diversità per poi trasmetterle.

Agedo Genova, organizzazione di volontariato nata nel 2009, fa parte di una rete nazionale radicata in molte città. Il gruppo genovese si riunisce nel CircoloPortuale di via Albertazzi e sul sito https://agedogenova.jimdo.com trovate tutti i contatti e gli orari degli incontri

Email agedo.genova@gmail.com. C'è una pagina facebook.

ARCHIVE
RECENT POSTS
SEARCH BY TAGS
  • Facebook - White Circle
  • Instagram - White Circle

© 2107 Pieni di giorni

 Ci riserviamo il diritto di cancellare ogni commento che riteniamo inopportuno se non addirittura offensivo dichiarando fin d’ora che non ci riteniamo responsabili di affermazioni lesive nei confronti di terzi.