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QUANDO LE MEDICINE SONO FEMMINE

 

 

 

Tempo di influenze e di  malanni invernali. Uomini e donne, in parte anche i bambini si curano tutti con le stesse medicine, aspirine,  sciroppi, antibiotici quando serve e via dicendo. Ma non sempre dovrebbe esistere questa uniformità di cure. Queste terapie per tutti.

Perchè lo sapete che esiste anche la medicina di genere? che molte ricerche hanno dimostrato che tra uomo e donna esistono importanti differenze, rispetto ai sintomi, all’ evolversi e alla prognosi di molte malattie, e quindi alle cure?'

 Ci sono diversi studi anche internazionali a dimostrarlo, c'è anche l'Istituto Italiano di Bioetica (una associazione di volontariato culturale con sede anche a Genova e già citato in questo blog) che tratta l'argomento e lo approfondisce. Ma anche la Spi Cgil  della Bassa Valbisagno a Genova (Sindacato Pensionati) ha svolto a suo tempo una ricerca sul tema della medicina di genere, coinvolgendo medici di base e pazienti.  Risulta che il 67 per cento degli intervistati  ha dichiarato di non sapere dell'esistenza della medicina di genere.

Soltanto il 31.4% è consapevole che la prima causa di morte nelle donne sono le malattie cardiovascolari, mentre il 56 per cento ritiene ancora sia il cancro alla mammella. In realtà, in Italia, si registrano 30 mila decessi per infarto nelle donne ( 4500 in Liguria ) contro gli 11 mila per tumore al seno. Anche il campione dei 41 medici intervistati mostra evidenti lacune : tuttora il 19,5%  di essi la pensa come i pazienti, riguardo le cause di decesso della donna, mentre il 69,5% riconosce le malattie cardiovascolari come prima causa di mortalità .

Raccontano gli esperti che hanno seguito l'indagine  che persino la risposta ai farmaci appare, in alcuni casi, diversa : "e ciò perche’, sino a qualche anno fa’, la ricerca farmaceutica  tendeva a sperimentare solo su maschi, in quanto meno onerosa, per la maggior complessità del corpo femminile, e questo avveniva anche nelle cavie animali. Quindi le donne, sono state considerate, sin dai tempi dei filosofi greci, come piccoli uomini, o comunque, prese in considerazione, in termini di differenza, solo per quanto attiene gli organi riproduttivi".

Così, mancanza di conoscenza, luoghi comuni e pregiudizio hanno impedito di riconoscere che," i sintomi delle malattie cardiovascolari, ad esempio – che sono come si è detto la principale causa di morte per le donne – si manifestano in modo diverso rispetto agli uomini, con una sintomatologia più complessa e meno facile da diagnosticare. Sapendo che, nelle cardiopatie, il fattore tempo è determinante, è facile immaginare quanto sia importante utilizzare un’ottica “ di genere “ in questo contesto".
“La medicina di genere – afferma Giovanella Baggio, Presidente Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere - è una nuova dimensione della medicina che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, la fisiopatologia e la patologia umana.... nell’era delle grandi scoperte mediche, non sappiamo ancora se dobbiamo curare le donne e gli uomini in modo diverso! Per la maggior parte delle patologie, infatti, non ci sono dati sulle donne. Per questo a Padova è nato il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere con l’obiettivo di stimolare l’attenzione della comunità scientifica locale e nazionale su nuove ricerche, oltre che fare formazione e informazione "

Dunque si studia il tema, e la  medicina di genere è un approccio innovativo, alle diseguaglianze di salute, legate non solo a una differente  diagnosi, ma soggette anche a diseguaglianze sociali, culturali e perfino etniche, psicologiche, economiche.

 

L'Istituto Italiano di Bioetica, sede di Genova, in questi giorni sostiene e propaganda il congresso  Sidep che si terrà a Genova dal 9 al 10 febbraio 2018, presso Hotel NH Marina. Osserva Ivana Carpanelli dell'Istituto Bioetica " Unire attenzione alle evidenze scientifiche ed attenzione agli aspetti etici è presupposto imprescindibile per tracciare un sentiero di cura sempre di più attenta alle esigenze della persona e alla sua individualità. Su queste direttive si snoda il Congresso della Società Italiana di Psicodermatologia, che il nostro Istituto vuole promuovere perchè propone una idea di autentica umanizzazione della cura"

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