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MANDILLO, LO SCAMBIO DEI SEMI

 

testo di Donata Bonometti

"Mandillu da gruppu" in lingua genovese "mandillu" significa   fazzoletto e "gruppu" vuol dire nodo: si tratta di un grande fazzoletto di cotone solitamente di colore blu a quadri bianchi, con una  rifinitura rossa. "Ogni contadino ne possedeva almeno uno e spesso lo portava con sé. Il mandillo era utilizzato per portare la spesa o il cibo nei campi, per andare a funghi, per  trasportare frutta, tegami di torte, pani fino al forno per la cottura. I bordi del fazzoletto venivano annodati incrociandoli per poterlo agevolmente portare in mano o con un bastone sulla spalla." cit. Sergio Rossi - Parole per leggere luoghi - Montoggio 2004.

Prende il nome di questo antico fazzolettone Il Mandillo dei Semi che è la prima festa in Europa di liberi scambi di liberi semi, cioè semi autoprodotti. Perchè  partecipando a questa festa puoi andare o venire con i semi, volendo anche raccolti in un fazzolettone. Gesti da rivivere con nostalgia..

Il Mandillo  dei Semi nasce come iniziativa di protesta e resistenza civile dopo l'emanazione della Direttiva UE 98/95 che rendeva illegittimi la vendita, lo scambio e persino il dono di sementi non inserite nei registri sementieri. E da allora ogni gennaio, in diversi paesi dell'entroterra ligure, si incontrano questi eroi che sventolano la bandiera della biodiversità agricola, della coltivazione contadina.

Dieci anni fa il governo riconobbe la biodiversità italiana. Ma la manifestazione del Mandillo è cresciuta come un seme forte e sano e durante la scorsa edizione hanno contato piu di duemila partecipanti. Contadini, orticoltori urbani, collezionisti, pensionati, casalinghe, insegnanti, impiegati vanno e vengono con i propri semi. E li barattano: semi di zucca con semi di fagioli, mele trentine con fagiolini tegolini, granoturco di diversi tipi e cosi pure semi di pomodori... Non importa se pochi o tanti, rari o comuni, purché siano semi autoprodotti.. E' vietata, va da sè, ogni tipo di vendita.

Scrive sul Secolo XIX Massimo Angelini, del Consorzio della Quarantina, fondatore della manifestazione "Le varietà di mele sono centinaia, ciascuna più adatta di un'altra a un particolare terreno, a un particolare microclima, a un luogo specifico, eppure - per ragioni di economia di scala, di standardizzazione dei processi produttivi e di distribuzione – sui banchi dei negozi non ne troviamo più di 5 o 6: le stesse in tutto il mondo. E come per le mele, così è per il frumento, per il mais, per i fagioli, per le patate, per ogni genere di frutta o di specie coltivata, da campo o da orto. Alla capacità inscritta nel codice della natura di esprimere la più ampia e illimitata molteplicità di forme, colori e comportamenti, la nostra civiltà ha risposto con la progressiva restrizione delle piante commestibili a poche specie e, all'interno di ciascuna specie, a poche, pochissime forme".  Particolare non da poco l'antica (e moderna) ricchezza della varietà che il Mandillo dei Semi dimostra e propaga.

Dunque la manifestazione torna domenica 21 gennaio a Montebruno, nell'entroterra genovese , nel chiostro del Santuario. Ad organizzare la giornata  sono il Consorzio della Quarantina, padre storico dell'iniziativa, con Gal Verde Mare Liguria e Rete Semi Rurali che è un assemblaggio strepitoso di 42 associazioni che si battono per un certo tipo di agricoltura di qualità.

Dunque ancora una occasione di libero scambio di semi autoprodotti, marze di fruttiferi e lieviti di casa. Lo scambio funziona se porti i tuoi prodotti e la tua esperienza, dicono gli organizzatori. Che annunciano la novità dell'Albo dei Custodi dei Semi  di Mandillo dove chiunque può iscriversi con il solo obbligo morale di continuare la riproduzione di una o due varietà, con l'impegno al mantenimento e alla riproposizione, per la prossima edizione del Mandillo. Ci sarà anche una mostra pomologica tra cui Le Patate del Mondo.

Leggete anche ,aprendo questo link (https://munchies.vice.com/it/article/59yeek/archivio-semi-antichi-puglia?utm_campaign=sharebutton) , l'affascinante storia di due giovani uomini pugliesi che, lasciando posti di lavoro sicuri e prestigiosi, si sono votati alla biodiversità, ai semi della disobbedienza. Hanno fondato una società benefit che si chiama Ex Terra. Una azienda che si occupa di semi di varietà dimenticate, rare e preziose, antiche e particolari, si occupa di coltivarle, di studiarle e di diffonderle, e di proporle in nuovi mercati. "È un lavoro bellissimo, ma dobbiamo lottare come leoni!”dicono. Perchè la lotta è contro le multinazionali.

Dunque appuntamento a domenica 21, dalle 10 alle 17,  nel santuario di Montebruno con il Mandillo dei Semi, con ingresso libero per chi scambia e chi vuole solo vedere.

La foto è tratta dal sito di Rete Semi Rurali

Il Mandillo dei Semi ha una pagina facebook

 

 

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