LA CAFFETTIERA DI NOME PIETRO


testo di Donata Bonometti

Attivo nel quartiere della Maddalena, a Genova, nel centro storico, un portale per scambisti. No, niente equivoci. Ci si scambia oggetti ed è una sorta di economica circolante molto apprezzata da ambientalisti ed ecologisti. Ma anche da chi è stufo di buttare via soldi, di consumare. Si chiama Pietro” (www.sichiamapietro.net) nasce con l’intento di aiutare chi desidera “condividere uno stile di vita attento a consumi intelligenti”: il principio è quello di mettere in contatto diretto chi ha oggetti da cedere in prestito e chi ne è in cerca, in modo da evitare sprechi e recuperare allo stesso tempo un senso di comunità. Se un oggetto mi serve solo qualche volta, perché comprarlo se c'è il mio vicino di casa che me lo può prestare? E magari quando lo vado a trovare mi offre anche una tazza di caffè!

Come funziona? Basta mettersi in gioco proponendo almeno un oggetto da condividere, entrando nella community. Potrai a quel punto verificare se qualche tuo vicino ha qualcosa che ti serve ed aggiungere altri oggetti da prestare nel tuo profilo. Grazie al Progetto "Un passo avanti" è stato possibile far crescere il portale per il prestito di oggetti www.maddascambio.it . Obiettivo di questo "upgrade" non è stato solo il miglioramento della funzionalità del portale, ma anche, e soprattutto, l'ampliamento del territorio di riferimento. Se prima erano solo i residenti della Maddalena (e zone immediatamente limitrofe) a poter utilizzare i servizi di maddascambio.it, ora il portale è accessibile anche da chi abita nella zona di S.M. di Castello, Erbe, Circonvallazione a Monte "bassa", Principe bassa ed alta, Zona Prè. Questo grazie al coinvolgimento di altre associazioni, come "Le Matrioske" (per la zona Prè), "Casa Gavoglio" (per la zona di Principe) e Giardini Luzzati (zona Castello, Erbe, S. Bernardo)

Insomma anche per questa iniziativa si deve dire grazie all'Associazione AmA, Abitanti Maddalena. .La Maddalena, è noto, è una delle zone del centro storico di Genova che ha stentato per anni a ritrovare una nuova identità. Posto vivacissimo di negozi d'antiquariato popolare, i cosidetti repessin, fino agli anni Ottanta, piano piano le saracinesche si sono abbassate anche sulla qualità abitativa. Qualche negozio è sopravvissuto e diventa presidio sociale, come l' enoteca e il panificio di Postavecchia, la rosticceria dove spesso la sera i senza tetto trovano un cartoccio di polpette, una "jatta" di minestrone, l'elettricista e via dicendo. Altre attività hanno osato recentemente riaccendere le luci, artigiani, abbigliamento usato e non, una libreria, un negozio riferimento di produttori bio, un posto di ritrovo per genitori bambini e educatori. Si prova. Intanto i turisti cominciano a spingersi a gruppi nel reticolo dei carrugi, sorpresi, non sempre negativamente.

Va detto che l'attività associativa è vivissima e proprio negli ultimi anni la capacità di fare rete ha fatto scaturire progetti, che hanno concesso alla Maddalena di tornare a sentirsi bella e viva. Ecco dunque AMA, Associazione Abitanti Maddalena, che si impegna da alcuni anni in diverse iniziative per i bambini soprattutto, ma anche mercatini, cene in piazza,incontri apericena con prodotti di orti speciali, per ragionare e progettare e brindare,godendo anche della ospitalità del Teatro Altrove. Il terzo venerdi del mese si incontrano per il tradizionale momento delle 52 chiacchiere, un po di tempo da passare insieme, sbocconcellando torte e conversazioni.

Si combatte per avere per il quartiere i beni confiscati in zona alla mafia (oramai da molto tempo), si ragiona insieme su come sostenere anziani e bambini, e si organizzano manifestazioni che hanno come finalità lo stare insieme. Invitando il resto della città, che non si fa pregare. Negli ultimi giorni dell'anno ci sono state varie allegrissime iniziative tra cui i classici repessini e poi un defilè con gli abiti dei negozi della Maddalena fra cui anche noi di Ciacchi della Comunità di San Benedetto. E il calendario del 2018 è altrettanto ricco. Peccato che ogni volta che un miglioramento, una apertura, un cambiamento migliorano sempre piu la strada c'è chi ricambia con la punizione, lo sgarro. Come recentemente l'atto vandalico della colla spremuta nella serratura di due negozi, il fruttivendolo che vende anche birre pregiate e il ristorante-bar Jalapeno. Quasi a mandare un messaggio orrendo: che qualcuno preferisca il buio il vuoto le ombre alle luci di nuove attività. Ma attorno è scattata immediata e compatta la solidarietà e la vicinanza. E tanto basta.

Nella foto abitanti e soci di Ama in un momento di festa collettiva.

La sede dell'associazione è in via della Maddalena in un negozio poco dopo la scuola materna.

L'AssociazioneAma. http://www.amaddalena.org/wordpress/ ha una pagina su facebook

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