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SCOLARI STRAPPATI DAI BANCHI

 

testo di Concetta Cintoli e Claudia Pellegri

1938-2018 Sono passati ottant’anni da quando il regime fascista promulgò le Leggi Razziali che furono l’anticamera di tanta sofferenza e strazio per migliaia di Ebrei italiani. La maggior parte di noi -che siamo nati dopo quei fatti, che li abbiamo studiati sui libri, o sentiti raccontare dai sopravvissuti, o visti nei film- ha giurato che mai avrebbe permesso che qualcosa di simile si potesse ripetere. Purtroppo non tutti. Uomini politici che parlano di “razza bianca” in periodo di elezioni, tifosi che usano l’immagine di una ragazzina morta in un lager per offendere gli avversari, o ragazzi che usano la parola “ebreo” per apostrofare un compagno o un insegnante. Ma allora la Storia non insegna propria nulla, la frase “PER NON DIMENTICARE” è formata da parole vuote? No, noi, che siamo insegnanti, non ci stiamo: ai nostri bambini vogliamo trasmettere i valori veri e sani della solidarietà umana, non solo il 27 gennaio, ma tutto l’anno.

A Genova, nel quartiere di san Vincenzo, c’è una Scuola Primaria, la “Descalzi”, che nel 2001 è stata contitolata a due bambini ebrei genovesi, figli del custode della Sinagoga, Carlo e Roberto Polacco, morti nei campi di sterminio. Avevano 6 e 5 anni quando, il 3 novembre del 1943, furono catturati e deportati.

A seguito delle Leggi Razziali gli studenti ebrei furono espulsi da tutte le scuole, così come i loro genitori da tutti i luoghi di lavoro pubblici: ospedali, università, uffici, ministeri, banche…Per i bambini e i ragazzi furono organizzate scuole “speciali”, con corsi tenuti da docenti ebrei, per dare loro la possibilità di continuare il percorso di studio iniziato.

La Descalzi fu una di quelle scuole, la scuola dei bambini ebrei genovesi.

Ancora oggi negli archivi sono conservati i registri con la dicitura “RAZZA EBRAICA” e i documenti dei maestri ebrei che furono riassunti dopo il licenziamento.

Ogni anno gli insegnanti della scuola accompagnano gli alunni in un lavoro di ricerca e di riflessione che li porta a scoprire una realtà completamente diversa dalla loro. Oggi è normale che i bambini di religione e di nazionalità diversa frequentino la stessa classe, studino e giochino insieme; nell’era fascista, invece, dopo le Leggi Razziali, i bambini ebrei non potevano incontrare “gli altri”: avevano orari differenti, entrate e uscite diverse.

Tutto ebbe inizio nel 2001 grazie all’impegno di tre insegnanti: Domenico Ricci e Claudia Parisio, ora in pensione, e Concetta Cintoli ancora in servizio. Con  entusiasmo e impegno civile si è riusciti a coinvolgere i colleghi e gli alunni della scuola, cominciando ad approfondire alcuni aspetti di quel tragico periodo.

Nel mese di gennaio,  dal 2002 al 2005,nei locali della scuola il risultato delle ricerche e delle riflessioni dei bambini è stato esposto e visitato da molte persone anche di scuole diverse. Nelle cinque edizioni è stata percorsa la successione temporale dei fatti storici: la storia dei pregiudizi, la storia degli Ebrei, le leggi razziali, i campi di concentramento e la libertà, i giusti fra le nazioni. Accanto ai testi e ai disegni degli alunni, sono stati messi in mostra i registri dell’epoca e “ricostruito” un piccolo ambiente di allora: la scuola, la strada, la casa, il vagone della deportazione, la collina dei giusti. Dal 2006 al 2017 gli alunni hanno sempre partecipato al concorso del MIUR “I giovani ricordano la Shoah” ottenendo molti riconoscimenti sia a livello regionale sia a livello nazionale con tre menzioni (l’ultima lo scorso anno) e una vincita.

In questi diciassette anni gli insegnanti hanno invitato alcuni testimoni per incontrare gli alunni: Gilberto Salmoni, Lilli della Pergola e le sorelle Brunetto  hanno raccontato la loro sconvolgente esperienza.

Noi due insegnanti, che firmiamo questo testo, ci siamo formate a Gerusalemme, allo Yad Vashem, l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah, istituito nel 1953 con un atto del Parlamento Israeliano, ed abbiamo approfondito gli aspetti relativi alla didattica della Shoah ai bambini di scuola primaria. Ogni anno collaboriamo con i docenti che ne fanno richiesta ed organizziamo dei percorsi di lavoro e di visita della scuola. Sono a disposizione di tutti coloro che credono negli insegnamenti della Storia e che veramente vogliono RICORDARE.

La scuola elementare De Scalzi-Polacco si trova in via Ricci 8 a Genova. Numero di telefono: 010532471. Il numero di fax  (0108601073). 

Nella fotografia i fratellini Polacco

 

 

 presentati”.

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