SONO PARTITO PER SFIDARE L'OCEANO

Testo di Matteo Sericano

Sono genovese, ho 20 anni e studio filosofia all'università di Genova.

Navigo da quando avevo sei anni. La mia famiglia scarpinava in montagna e io pure, ma già da bambino il mare era per me un richiamo fortissimo. Ieri come oggi mi fa sentire in pace con me stesso, sereno, mi spinge a mettermi alla prova e a dare sempre il meglio di me.

Sono determinato a rincorrere il mio sogno, intraprendere la carriera di navigatore solitario, portando alti i valori etici di difesa del ambiente e del mare, e per farlo il primo passo non può che essere la Mini Transat. Che per me, dopo mesi di preparativi, è iniziata sabato scorso 4 ottobre.

È una regata che parte da La Rochelle, costa ovest della Francia e arriva fino a Martinica nei Caraibi.

La Mini é considerata la più solitaria delle regate oceaniche: più di 4000 miglia tra le onde dell'Atlantico con barche di sei metri e mezzo, senza assistenza esterna e con il divieto di comunicare con la terra ferma. Un mese di navigazione in solitario tra cielo e mare, in condizioni anche molto dure ; una sfida estrema ed affascinante ai limiti delle possibilità psicofisiche umane.

Si legge su uno dei siti specializzati ".Creata nel 1977 dall’inglese Bob Salmon, la Transat 6.50 è la risposta al gigantismo finanziario e ultra tecnologico delle regate transoceaniche che si corrono con barche dai costi iperbolici, e che lasciano meno spazio alla componente umana e alle capacità individuali.Si racconta, ma forse è solo leggenda, che per la prima edizione della regata Bob Salmon avesse voluto sottoporre le barche ad un “curioso” test per valutarne la resistenza: una gru sollevava l’imbarcazione fino a quattro metri sul livello del mare, e quindi la lasciava cadere in acqua.Se dopo il salto risultava indenne… poteva affrontare le onde dell’Atlantico!Le prime MiniTransat si disputarono partendo da Penzance, un piccolo porto che si trova a 100 km. ad ovest di Plymouth per arrivare, dopo uno scalo alle Canarie, nelle Antille Francesi. Successivamente il percorso venne modificato".

Dunque la regata parte ogni due anni e vede 85 imbarcazioni tagliare la linea di partenza per attraversare l'oceano e arrivare fino ai Caraibi. Lo spirito di questa traversata oceanica rievoca romanticamente le grandi regate del passato , piccole barche e grandi sognatori che ricercano uno stile di vita semplice legato ai valori e al rispetto del mare.

É per questo che sono membro di Sea Shepherd,.

(Dice Wikipedia.La Sea Shepherd Conservation Society è un'organizzazione senza scopo di lucro che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini ed è registrata negli Stati Uniti)..

Navigando ho potuto vedere con i miei occhi quanto siano inquinati i mari e quanto il cambiamento climatico sia drammaticamente veloce. Il mio obiettivo é di mostrare tutto questo tramite video e foto, perché la questione riguarda veramente tutti, anche chi non lo vede, o non lo vuole vedere. Un reportage a tu per tu col mare.

Il progetto è stato complesso da gestire e la ricerca di sponsor non è stata facile, soprattutto qui in Italia dove la vela non è uno sport molto conosciuto e seguito. Almeno non con costanza e adesione popolare come altri sport. Tuttavia si son messi al mio fianco alcuni sponsor importanti fra cui l'Università di Genova. Potete seguirmi sulla cartografia ufficiale della regata, potete anche registrare il link diretto https://www.minitransat.fr/suivi-de-la-course/cartographie sul vostro telefono e ogni tanto gettare un occhio per seguire l'evoluzione della regata.Pensatemi forte e inviatemi buone energie.Soffiate forte sulle mie vele ! Vi porto con me

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