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FIORI DA MARCIAPIEDE E LADY ROSE

 

 

testo di Donata Bonometti

Siccome si avvicina la primavera e il tempo da dedicare ai nostri spazi verdi, ecco un vivaio molto particolare. Qui troviamo una bellezza botanica che puo anche essere senza fiori, o dimessa nei suoi colori, e rintracciabile ovunque: anche nelle aiole spartitraffico. Per ritrovarsi, come vere signore, in terrazzi che sono salotti, in giardini che sono cornici. Parliamo delle “erbacee”, nome botanico.

Tra loro le graminacee, conosciute come “madri” di orzo e riso, avena, grano, ma meno conosciute nella loro funzione ornamentale, anche se stanno diventando oggetto di culto nell’arredo green.... Graminacee, da gramen che sta per Filo d’Erba: appassionati di giardino, che passate ore nel ritaglio verde attorno a casa, se volete giocare con le graminacee tanto di moda andate nei vivai specializzati  soprattutto del Nord Italia.  Sono rustiche, non esigono manutenzione particolare, hanno foglie che variano di colore durante l’anno così quando il giardino sfiorisce si pennella con delicatezza di grigio rosa giallo e persino blu. E quando d’inverno la brina si ferma sugli steli, o il vento fruga fra le foglie sono inaspettata poesia, quasi quanto un cespuglio di camelia a febbraio.

 

Si chiamano fra gli altri Miscanthus, Panicum, Pennisetum e ancora la più nota Festuca o l’Erba delle Pampas. Barriere frangivento o tappezzanti e ancora bordure, oppure mischiate a fiori così da rimpolpare parti di giardino.

Fiori da marciapiede, dunque.

Li trovate anche alla Cascina Bollate a Milano dove lavorano giardinieri e detenuti, affiancati da una ventina di volontari, e seguiti dalla coordinatrice Susanna Magistretti:  perché il vivaio è all’interno di una casa circondariale.   Cascina Bollate produce piante da fiore, perenni e annuali, erbe ornamentali e una collezione di rose antiche e buddleje, l’albero delle farfalle. Piante insolite, amano dire a Bollate.La cui richiesta è sempre piu frequente.

  Si possono acquistare alle fiere cui partecipano e si possono ordinare anche on line.  Oppure si acquistano durante le visite in vivaio. Essendo il vivaio dentro un carcere non è aperto al via vai di acquirenti.  Ci sono orari stabiliti che trovate sul loro sito. A fine febbraio si chiudono le iscrizioni se volete partecipare, il 3 marzo, ad un corso di sette ore sulla potatura delle rose, gli impianti, la concimazione i problemi fitopatologici. Le rose, passione di Bollate e nel caso mica tanto fiori da marciapiede, sono anche molto apprezzate in cucina. Nel vivaio di Bollate c'è una volontaria di origine brasiliana che dà consigli su come utilizzare i petali in cucina, dalle torte al pinzimonio.

Dunque Cascina Bollate produce  lavoro.
I detenuti infatti imparano un mestiere – quello del giardiniere - che dà un senso alla loro pena finché sono dentro e una chance al loro futuro quando usciranno. Dicono : "Formiamo giardinieri professionali e non forzati del decespugliatore". Due grandi serre, diecimila metri quadri di terreno. Da lavorare non manca. Ci tengono a precisare che i detenuti che lavorano hanno una detrazione in busta paga per il mantenimento in carcere. Ragione per cui il carcere di Bollate versa ogni tre mesi 150 mila euro all'Erario.

 Ci raccontano i giardinieri di questo particolare vivaio “circondariale” dando lezioni di botanica anche su facebook che «queste erbacce flessuose e leggere, così da sposarsi benissimo con le rosacee, sono anche artefici del mantenimento di una certa gerarchia del giardino. Insomma delle sentinelle dei nostri spazi verdi. E si replicano con facilità perché le impollina il vento e a volte anche gli animali attraverso il loro pelo». E poi crescono velocissime, per chi ama vedere subito riscontri del proprio pollice verde, avrà soddisfazioni da questo giardino dei semplici.

Si puo chiamare eccellenza un carcere? Se sì Bollate lo è. Oltre al vivaio c’è un ristorante gestito da detenuti, una officina,un allevamento oltre alla coltivazione e alla vendita delle piante su cui ci siamo soffermati e altre attività di cui parleremo piu avanti. Il cinquanta per cento della popolazione carceraria è attivo. Esercitando anche del volontariato “esterno”  aiutando Bollate ad avere scuole e giardini in ordine.

Possibile che il carcere di Bollate non possa essere “copiato” da altri carceri dove il recupero non è visto come una operazione fondamentale per tutta la collettività?

Ultima (dotta) riflessione. Ognuno di noi è un albero. Duccio Demetrio per esempio, filosofo e scrittore, racconta di essere  una magnolia. Ognuno di noi ha una pianta  che lo riconduce ad una stagione della vita.   Demetrio, che cita lo scrittore Jacques Lacarriere: “L’arte di curare i giardini non vuol dire solo addomesticare la natura, ma rappresenta la sensibilità per i giorni che verranno”.  . E, parlando proprio della sua magnolia, racconta come ognuno di noi veda in un albero una illusione di stabilità, nonché la capacità della natura di reinventare sempre la propria specie. In tempi di precarietà, questi sentimenti fanno bene. 

 

Per contatti con Cascina Bollate

info@cascinabollate.com, Via Cristina Belgioioso 120 Milano; visite  telefonando al 3312906448

Bella e ricca di consigli la pagina facebook da cui è tratta la fotografia.

 

 

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