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UN'ALTRA STRAGE DEGLI INNOCENTI

I

 

testo di Donata Bonometti

Traffico di organi, bambini e giovani uomini e donne africani o asiatici, o sudamericani,abitanti di paesi dalla miseria piu profonda,  come contenitori da sventrare per estirpare il gioiello di un rene, di un fegato.  Per poi sopprimerli o ricucirli nel peggiore dei modi.  O lasciarli a morire per strada o nel deserto. E' una tragedia dell'umanità che ha molti testimoni, pensiamo solo ai medici che visitano gli sventurati allo sbarco a Lampedusa e sono gli stessi a riferire di cicatrici spaventose sui corpi privati di organi. Questi espianti sono spesso il prezzo della traversata, chi non ha soldi paga così.

Si parla di cinquemila bambini scomparsi al loro arrivo in Europa, si pensa che in questa moltitudine ci sia chi è destinato a finire su un tavolo operatorio. Qualche inchiesta giornalistica piu ficcante riesce a portare prove della mattanza, la quale comunque prosegue,  con la connivenza occidentale.

Vorrei a questo proposito rimandarvi ad una intervista su Tivu Duemila avvenuta due anni fa con Padre Claudio Avallone, missionario dei Servi di Maria, venti anni in Sudamerica, Brasile,  Amazzonia, e mancato ai primi di febbraio a Roma dove, per la sua precaria salute, oramai era tornato stabilmente, come vicario della Chiesa di Santa Maria in Via. 

Salute precaria perchè padre Claudio, nella sua vita  era stato aggredito da oltre dieci attacchi di malaria e l'uso frequente di chinino  gli ha distrutto i reni, costringendolo negli ultimi anni ad un trapianto. Le coincidenze, in questa storia, sono intrise di mistero davvero sovrannaturale.

Il sacerdote che ebbe il coraggio, nel 2003, di denunciare il traffico di organi in Mozambico, dieci anni dopo conoscerà lo stato gravissimo dei  suoi reni. La sua vita sarà breve comunque,  nonostante la straordinaria  generosità di una parrocchiana. Che gli ha donato un rene.

Quindi raccontiamola la storia di Padre Claudio Avallone dalla lunga e intensa esperienza missionaria, soprattutto nel profondo dell'Amazzonia, senza risparmiarsi mai. Vi arriva neppure trentenne,  uno spirito di combattivo oppositore delle ingiustizie perpetrate soprattutto verso i piu indifesi, i poveri, gli sfruttati. Missionari come ce ne sono tanti certamente, ma alcuni piu di altri  affrontano qualsiasi pericolo  pur di non abbandonare la terra dove sono pastori d'uomini ai limiti del mondo. Padre Avallone era amico e condivideva il pensiero di Chico Mendes. Sindacalista, politico e ambientalista brasiliano, morto ammazzato nel 1988. Colui che, battendosi contro il disboscamento della foresta amazzonica, diventerà il leader del sindacato dei seringueiros portando le rivendicazioni delle popolazioni indigene alla ribalta mondiale. Padre Avallone ha lottato al suo fianco. Probabilmente condividendo con lui anche il carcere. Padre Avallone che per difendere la sua chiesa dall'irruzione di un malavitoso, l'aveva affrontato rimanendo ferito in una aggressione armata.

  Lo avevo conosciuto, negli ultimi anni, in Italia; incontrando cosi una persona che portava con sè eloquenti tracce di una esperienza umana e sacerdotale che non ti lascia uguale.

Era pure un interessato lettore di questo blog cui suggeriva argomenti e riflessioni.

Torniamo al tema iniziale, il traffico di organi. E per ricordare padre Claudio ecco la sua relazione avvenuta in diretta in televisione due anni fa e ribadita in diverse interviste.

Padre Claudio riferisce che in un convento delle missionarie della sua congregazione una suora viene assassinata nel 2004, dopo ripetuti angoscianti episodi di intimidazioni e violenze.  Siamo a Nampula in Mozambico. La missionaria insieme alle altre suore e a religiosi della sua stessa congregazione, per primo Padre Claudio Avallone, denunciava da anni le uccisioni di bambini e adolescenti da parte di trafficanti d'organi. Il sacerdote era stato inviato dai superiori della Congregazione in Africa proprio per sostenere le missionarie. E per capire.  

Poco distante dalla missione,  vicino ad un capannone la terra aveva restituito ossa e resti di cadaveri di bambini straziati. Ed evidentemente mutilati. Parte degli abitanti si recavano in missione per dare la loro testimonianza dell'orrore. Tra loro anche i genitori di queste creature. Una missionaria laica ospitata nel convento era riuscita a scattare fotografie. Alcuni dei bambini che si erano sottratti alla strage  riportavano episodi che non potevano lasciare dubbi.

La polizia si linitava ad archiviare come casi di riti di magia nera. Ma le suore sapevano che da quel capannone attiguo al convento  spesso si levavano in volo piccoli aerei: lì dentro si compiva l'orrore. Per opera di un europeo di nazionalità sudafricana con la complicità della moglie danese. Nella tenuta, nel capannone, ufficialmente c'era un allevamento di polli, ma come affermò nell'intervista, con  un sorriso amaro, padre Avallone, "di polli non ne abbiamo visti,ma di aerei che atterravano e decollavano si".

La denuncia nel 2004 coinvolge e scuote anche l'Europa. Le autorità del Mozambico, recalcitranti, sono costretti ad aprire un' inchiesta, ammettono il traffico gestito da una rete internazionale, ma certi che presto il silenzio, come un sudario, sarebbe calato sulla vicenda. Dei due responsabili, che nel capannone avevano portato a termine sacrifici di bambini, non si è saputo piu nulla.  Avallone non ha smesso di parlarne descrivendoci la mostruosità di questa infanzia brutalizzata anche per fini sessuali, minori rapiti o venduti per diventare parte dell'esercito dei bambini-soldato, uccisi per sacrifici umani o rituali tribali. E non ultimo per il commercio internazionale di organi "che prevede una macchina criminale ben organizzata e ramificata". Così disse. Che la sua testimonianza resti un riferimento imprescindibile.


 La foto è tratta dalla pagina facebook di Roberto Ravera che nello specifico non c'entra con l'argomento trattato. Ma è il primario di Sanremo che  in Sierra Leone  ha fondato un centro di cura sociosanitaria per minori. Dove da sempre si mira al recupero anche psicologico di bambini soldati e minori sfruttati. Di lui e della sua straordinaria opera abbiamo gia scritto nel blog. Titolo "In ferie nel paese delle pestilenze" nella categoria Noi Cosi.

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