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EROS E GIOVINEZZA A BAGNO NELLA FONTANA

 

testo di Donata Bonometti

Mai visto un affresco così! Un 'ammaliante sequenza erotica nel salone del castello  popolato da gentildonne e cavalieri. Colori sgargianti che si rifanno al XIV secolo per un affresco che è la rappresentazione di uno dei desideri più ricorrenti di questo stagione storica: il desiderio di immortalità, comunque la paura di invecchiare e di perdere potere, anche sessuale, ma non solo. E la ricerca di un rimedio, qualunque esso sia, per prolungare i benefici di una seconda età. Affondando già nella terza.

Ecco una processione di persone anziane, quasi cadenti, uomini e donne che si avviano verso una fontana, trasportati da carri o cavalli. Vi arrivano comunque stremati, coi volti rugosi e le tempie grige. Si spogliano di gran fretta, acquistando improvvisa vigorìa, tolgono vesti e calzari, si tuffano nell'acqua e lì, miracolosamente, ringiovaniscono. Già nella fontana si avvinghiano in abbracci focosi, quasi agguantando oscenamente l'amato,  poi ne escono rimettendosi  dentro una processione questa volta non piu di esseri umani semi decrepiti, ma al contrario baldanzosa gioventu pronta all' amplesso. Che si intuisce dentro un boschetto, con musici all'esterno che intonano la colonna sonora.

Cosa c'entra il volontariato con questo set cinematografico, quasi, piu che un affresco, risalente alla fine del 1300? C'entra il Fai (Fondo Ambiente Italiano) che ha ricevuto decine di siti e li ha ristrutturati, tenendo aperti al pubblico dimore e castelli, edifici sacri, ville e parchi grazie ai loro volontari. Alcuni siti solo nelle giornate del Fai, altri per mesi e mesi. Come il castello della Manta, da marzo a novembre, di solito. Dove si trova questo affresco che ci ha davvero colpito: il maniero, del Marchesato di Saluzzo, in provincia di  Cuneo, è stato donato al Fai da Elisabetta De Rege Provana nel 1965. Il Fai vi ha impegnato 2 milioni di euro, finora, per restaurare il tetto e consolidare l'edificio, e all'interno i restauratori sono sempre al lavoro. All'accoglienza, nelle sale come guide, i volontari. Meglio, volontari-narratori, che in occasioni particolari,  porgono la storia di quel luogo, tramato di tradizioni, riti, feste, processioni. E pranzi attorno a camini, grandi come stanze.

Il maniero ti appare avvolto dalla colline della Val Maira e il Monviso che si staglia alle spalle. Attorno un parco secolare, dentro un edificio che da fortilizio viene trasformato, nel 1300-1400, in una dimora gentilizia di eleganza e nobiltà. Il proprietario, un intellettuale, un amante delle arti, tal Valerano, fa affrescare questo salone baronale con la storia della Fontana della Giovinezza che non si smette mai di guardare tanto ti coinvolge, ti tira dentro in questa sequenza che è il simbolo dell'esistenza stessa, del suo essere velleitaria, della sua caducità. E insieme del suo naturale godimento.

E sull'altra parete dame e cavalieri, in vesti  sontuose, capigliature e sguardi nel vento, armature e prati di fiori. Insomma. Si dice sia l' affresco tardo gotico di impronta profana piu importante d'Europa, ispirato ai romanzi cavallereschi.

All'interno del castello molti riferimenti ai volontari e un incitamento a diventarlo. Cartelli disseminati ovunque che richiamano all'adesione, perchè evidentemente ce ne è bisogno sempre di presenze disponibili. Anche se si sa, è fresca di polemiche il contrapporsi tra i volontari del Fai o che operano nel patrimonio artistico e ambientale e i diplomati in guide turistiche o laureati in beni culturali, che intravvedono nel volontariato un rischio per la propria professione. Su questo tema scottante  ci siamo gia soffermati nel post "Coccolati dal museo" in questa stessa categoria del Blog.

Torniamo nel maniero. Si comincia  ad aprile con una serie di manifestazioni. L'8 aprile Avventura in Castello dedicato a bambini e famiglie, il 22, il 29 e il 30 aprile visite guidate speciali con il racconto di testimonianze e aneddoti di chi ha vissuto nei pressi del castello e ne conosce misteri e bellezze nascoste.

Info Castello della Manta 0175-87822, anche per prenotazioni di gruppi.

 

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