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DENTRO LA PANCIA DI GENOVA

 

di Annalisa Rimassa

 Archi, cascate, vertiginose discese e tubi di marmo candido a raccogliere acqua cristallina. Stanze intessute da nidi di ragno. C’è una Genova magnifica sotto le scarpe dei pedoni e i ruggiti dei bus. E' la terra che, a strati, continua a parlare di sé, di una Liguria antica e di gente che l’ha edificata e vissuta.

E c’è un gruppo di scienziati, architetti, storici dell’arte e archeologi, che quella Genova ipogea da trent’anni esplora e cura,  volendo tenere a bada abusivi e invasori: «Proponiamo al Comune di appoggiare il nostro progetto - anticipa Stefano Saj, architetto, presidente del Centro studi sotterranei, direttore di Opera Ipogea-Journal of Speleology in Artificial Cavities - ovvero di far conoscere, tutelare e sostenere la Genova sotterranea: è anche il nostro sogno», si lascia andare Saj il cui gruppo faceva parte di “Italia Sotterranea” dodici siti simili a quello genovese da proteggere.

Poi, però, non se ne è fatto nulla così come nell’oblio è caduta quella parte del progetto Civis, anno 2000, che contemplava pure la messa in sicurezza e la tutela di quel patrimonio,

Oggi la sfida è di nuovo aperta: in una città che, annota Saj milanese e genovese d’adozione, ha giusta fama turistica.

E basterebbe mettere in sicurezza il sottoterra per richiamare studiosi e turisti fornendo loro una mappa ipogea. Esiste già per la città di Helsinky (circa 600 mila abitanti, poco più di Genova) e l’idea ricorda il collaudato tour nelle fogne di Parigi. In Turchia, ecco un altro esempio di valorizzazione, il Centro studi sotterranei conduce missioni scientifiche autorizzate dal ministero della Cultura. Tra Liguria e mondo ipogeo, dello staff fanno parte Andrea De Pascale, archeologo, direttore scientifico del centro e conservatore del Museo Archeologico del Finale e proprio Stefano Saj, che del gruppo genovese è presidente oltre che direttore di Opera Ipogea-Journal of Speleology in Artificial Cavities.

Ma a Genova, un turismo stivaloni e caschetto, che osservi e non distrugga, esplori e non rischi, quanto potrebbe costare? Lo studio del Centro stima da poche migliaia di euro a cifre milionarie. Dipende. Da quale entità di lavori scegliere e quanti siti aprire al pubblico evitando crolli e pericoli.

Intanto, mentre l’equipe calcola e progetta, si saggia l’impatto su pubblico. A breve riaprirà per la seconda volta il ricovero in galleria di Campi, costruito nel 1943 per ospitare gli operai della vicina industria, oggi serba in un dedalo di tunnel oscuri, anche le pittografie dell’epoca: educative scritte degli operai che, ad esempio, stimolano a fare in fretta nel trovare scampo alle bombe, perché anzitutto sempre bisogna pensare a chi cerca salvezza dietro di noi.

Alla prima apertura, il 4 marzo scorso, una folla da tutto esaurito ha convinto che la Genova al buio piace: al pari del panorama marino e dei musei. Il che non significa abbandonare tesori cari ai viaggiatori generando confusione: «Noi non conduciamo scavi archeologici ma esperienze e ispezioni speleologiche verso le radici della città - sottolinea Saj - e pensiamo ad una via sotterranea che colleghi i palazzi dei Rolli ».

Convinti che Genova può mostrare inedite sfaccettatura, i ricercatori rammentano pure la cinta urbana dei forti, più grande della muraglia cinese, anch’essa pronta a narrare la sua storia: durante la Prima Guerra Mondiale centinaia di migliaia di prigionieri austro-ungarici furono smistati in diversi campi di prigionia Genova compresa. Alloggiati a Forte Begato, centinaia di prigionieri furono nuova forza lavoro di una città depauperata di giovani, tutti mandati in guerra.

E torniamo a oggi.

Risulta dal sito del Centro Sturi Sotterranei che il 14 aprile ci sarà la visita all'interno del Ponte Monumentale di Genova, definito Un Sotterraneo Sospeso nel Vuoto. Spiegano gli esperti " Visita ad un'insieme di gallerie e grandi sale ipogee contenute all'interno della "pancia" del Ponte. Gli esperti del CSS vi accompagneranno attraverso un tombino, un cunicolo tecnologico e poi ancora un pozzetto, facendovi penetrare in questo sotterraneo molto particolare dove cammineremo sull'estradosso dell'imponente arcata strutturale del ponte, tra contrafforti di pietra muniti di grandi fornici ogivali che regalano suggestivi scorci architettonici, e arriveremo nel salone dove si ergono per 20 metri in altezza le Mura della Cinta Fortificata voluta dall'Ammiraglio Doria nel 1536.La visita è da considerarsi di “medio” impegno e pertanto è sconsigliata a persone con problemi alle articolazioni (di gambe e braccia), con girovita superiore a 185 cm (si deve superare un breve pozzetto di circa 70 cm di diametro) e a quanti soffrono di claustrofobia. Si consiglia abbigliamento sporchevole e scarpe da trekking.Centro Studi Sotterranei fornisce: caschi speleo con frontale a luci led e cuffie personali sotto-casco (di tipo usa-e-getta). Saranno presenti almeno quattro accompagnatori (tecnici esperti laureati) del CSS.Tempo di visita previsto: 75 minuti circaNumero massimo di visitatori ammessi alla visita: 15 persone circa".

Per prenotarsi contattare,  da lunedi 9 aprile, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, la responsabile visite Gilda Bologna al numero: 348 0866217.

Infine. In occasione della mostra ”Pammatone: dagli ospedali alle soglie dell’età moderna”(da giovedì 5 aprile a domenica 1 luglio al museo dei Cappuccini di viale IV Novembre), il gruppo del Centro rammenterà storie nascoste: il sottoterra dell’Acquasola, il più grande giacimento osteologico d’Europa, sito a rischio di passeggiate abusive sulle ossa della peste del Seicento, le gallerie e i rivi del Ponte Monumentale, la Commenda e il stesso arco di fondazione dell’anno 1156 . E poi: Pammatone e le strutture medievali, l’Albergo dei poveri con le vestigia dei fondi dove durante le peste morirono sei dei nove architetti che lo progettarono

 

Questo reportage della giornalista Annalisa Rimassa, aggiornato dall'amministratore del post con gli appuntamenti in calendario del Centro Studi, è comparso sulla cronaca del Secolo XIX.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

flitti. Mentre, l’ospedale Galliera custodisce sotto di sé un misterioso occhio ellittico.

Informazioni: Centro Documentazione del Centro studi sotterranei, corso Magenta

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