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IL COMPLEANNO DI LUDOVICA PER GLI ALTRI

 

 

 

Una associazione del centro storico genovese aiuta le persone che vivono le piu diverse povertà in nome di una bambina che si chiamava Ludovica Robotti, volata via a nove mesi e mezzo di vita nel febbraio del 2010.  In nome di Ludovica si fa "giustizia e non elemosina" come ci tengono a precisare i suoi genitori e don Paolo Farinella, parroco del centro storico, che sta sul "fronte" da un bel po' di anni, e quindi conosce bene la differenza che fa.

 Leggiamo quel che il sacerdote ha scritto su un giornale, l'edizione genovese de La Repubblica, alcuni giorni fa e scopriamo una storia di impegno, che non rende meno gravoso il dolore di una famiglia resa orfana di una figliolina, ma ne cancella il colore della disperazione. "Ad aprile, ogni anno, nella chiesa di San Torpete, si fa memoria di una bambina morta a 9 mesi e mezzo: Ludovica Robotti, figlia dell’avvocato Emilio e della dottoressa Valeria Zirulia. Nel settembre del 2009 mi chiesero se fossi stato disposto a celebrare il funerale della loro bimba che sarebbe «sicuramente» morta entro l’anno di vita per una grave malattia. Di fronte alla loro richiesta, contro natura, ho cominciato a frequentare la famiglia. Ludovica è una «infante» (lett. in-fans, non parlante). Per nove mesi e mezzo ha regalato il suo sorriso contagioso, modulato con gli occhi e la bocca. Nel febbraio 2010, passando come una meteora, Ludovica muore". E questa è la cronaca di una famiglia che avanza verso una separazione ineluttabile con un prete che non la lascia mai,e che si prepara con loro. E li prepara. Sono gli anni in cui la crisi economica comincia a falcidiare lavoratori, famiglie, pensionati e in cui i poveri si fanno sempre piu poveri.

Ecco che lo sguardo sugli altri, su quegli altri che davano segno di non farcela più, riesce a dare una risposta alle domande angoscianti di un prete e di due genitori sulla morte di una piccolina di nove mesi e mezzo . Ecco don Farinella:" Non so quale sia il senso della vita di Ludovica Robotti, vissuta un sorso di giorni, per altro dolorosi. Non ho una risposta. So solo quello che ho sperimentato. Nel febbraio del 2010, al funerale in San Torpete, davanti a una un'immensa folla,. come un fulmine venne l‘idea astratta di creare una sua perenne memoria: nacque l’Associazione «Ludovica Robotti-San Torpete» con il motto «Dall’elemosina alla Giustizia».

Don Paolo Farinella cammina fra la gente con Vangelo e Costituzione e non manca mai di ricordare a tutti che l'articolo 3 della Costituzione dice che «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». All'atto della fondazione dell'associazione vi affianca la motivazione di natura spirituale, fondata sul Vangelo:" Uomini e le donne di qualsiasi paese, cultura, nazione, provenienza,sono «figli di Dio» con gli stessi identici diritti e doveri.La combinazione Costituzione/Vangelo è una miscela rivoluzionaria".

E colpisce molto il modo in cui don Farinella spiega l'attività dell'associazione "In questi otto anni Ludovica ha accolto centinaia di persone impossibilitate a vivere una vita decente, portatrici di sofferenze, fatiche, malattie, senza pensione e senza lavoro, a rischio di perdere la casa, in procinto di essere sfrattati, senza mezzi per fare studiare i figli e senza cure. Essa è di fatto un ente ausiliario del Comune di Genova perché i suoi Distretti territoriali indirizzano direttamente alla Robotti le persone che non prendono in carico perché «senza risorse».

Insomma,  questa bambina davvero vive e si muove nel flusso di amore e di protezione che scaturisce da questi volontari, 150 soci, italiani e no, credenti e no, che hanno come punto di riferimento la parrocchia di San Torpete. Un vero e proprio servizio civile e silenzioso. Finora l'associazione ha aiutato ex carcerati a trovare una via di reinserimento riuscito; ha bloccato sfratti esecutivi o in via di esecuzione; ha sostenuto imprese familiari a non fallire;ha acquistato alimentari, ove necessario;- riallacciato luce e gas e pagato bollette; ha garantito amministratori di condomini, bloccando le procedure per morosità. Ludovica sta dentro le giornate delle persone.

 E conclude don Farinella: "Potenza di una bambina, di una «infante», passata come un raggio di luce in mezzo a noi che, senza nemmeno aprire bocca, ha lasciato il segno e continua a generare vita e speranza a chi è stato totalmente abbandonato dalle istituzioni che ne avrebbero l'obbligo.  Buon compleanno, piccola Ludovica, maestra di vita e di politica sociale!".

La fotografia, una finestra piccola e ingentilita da tendine di mano femminile che occhieggia dalla parete scrostata di una casa, mi ha, come dire, ispirato questa storia. E' opera di Lucia Cina D'Angelo che ha un obiettivo sempre sensibile e attratto dalla umanità delle cose oltre che delle persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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