COME TUO FIGLIO MA NON LO E'


testo di Donata Bonometti

Avere in affido un bambino vuol dire aprirgli tutte le stanze della propria casa e ancor prima del cuore, senza trasformarlo nel proprio figlio. Vestirlo, ascoltarlo, tirargli due urla o accarezzarlo con altrettanto gioioso rumore. Raccoglierne le paturnie, le provocazioni, le non-voglie senza avvertire tutto ciò come un fallimento personale. Crescerlo con costante impegno sapendo che seguirà un distacco. Consegnargli qualche ideale, qualche valore, che a casa sua magari non ha mai intercettato, case dove spesso si aggirano vari tipi di povertà. Insomma restituirlo alla sua famiglia d'origine, se mai fosse in grado di riaccoglierlo, con una idea meno confusa di una collettività dove quel ragazzino, immagina, prima o poi, di inserirsi. Con il lavoro, con l'amore,con la qualsivoglia missione che si sente dentro.

I bambini vengono dati in affido anche su sentenza del Tribunale dei Minori quando la famiglia originaria ha problemi di diversa natura a tenerli con sè. E' temporaneamente inadeguata. E' il Comune ad affidare tramite i servizi sociali questi minori a comunità che lo stesso Comune sostiene economicamente in questa delega formativa che dura fino alla maggiore età. Comunità dove i bambini vivono spesso in diversi alloggi seguiti da due educatori, un maschio e un femmina, a "interpretare" una famiglia con una coppia genitoriale.

L'affido può avere anche un altro modo di esprimersi. Quando non una comunità ma una famiglia, dopo un determinato percorso con i servizi sociali del Comune, prende con sè un bambino, senza investire su di lui. Che vuol dire? Ben sapendo che non automaticamente diventerà figlio adottivo. Figlio per sempre. Un passaggio cruciale questo. Tirar su un bimbo per mesi, magari per anni, sapendo di poterlo perdere, sapendo che il bacio della buona notte, la paghetta, i rimproveri per il votaccio, l'abbraccio guadagnato e inaspettato possono essere accantonati da una separazione. Ci si deve preparare ad un ruolo cosi delicato, consci di essere un tramite per la vita di un essere umano.

Deve essere il servizio sociale a formare queste famiglie e se ciò non avviene con i dovuti tempi e modi ne risentono tutti. Avviene? Si dice che i Comuni siano sempre meno preparati a preparare. Per insufficienze economiche o organizzative. Anche se i minori in difficoltà con le famiglie naturali sono cosi aumentati numericamente da configurarsi come emergenza. Chi forma le famiglie affidatarie deve saper cogliere alcuni dettagli significativi. Tra gli altri: si tratta di genitori che sono in grado di affrontare anche rifiuti caparbi o provocazioni quotidiane da parte di creature complicate che ti mettono costantemente alla prova? sono magari coppie che avendo fallito la strada dell'adozione si rifanno con l'affido non avendo capito che di ben altro si tratta? dunque sono pronte per un'avventura d'amore che può conoscere dubbi e paure di non farcela?

E' importante questa fase preparatoria. Conosco la storia di un bambino dato in affido ad una giovane coppia che dopo alcuni mesi che stava con loro è stato riportato, dall' oggi al domani, in istituto, perchè stava per arrivare in famiglia un bambino adottato. Il "vero" bambino, il "vero" figlio. Gli spiegarono che purtroppo doveva cedere la stanza mentre lo impacchettavano con il suo zaino e le sue felpe per "riportarlo indietro". Una espulsione di tal fatta ti segna la vita per sempre. Forse questa giovane coppia, gia dotata di per sè di conclamata insensibilità, non era stata debitamente informata e formata....

Per fortuna che attorno alle comunità di accoglienza gravitano numerosi volontari che mettono a disposizione il loro tempo libero ma anche le loro casa, nei fine settimana, nelle vacanze, per far si che questi bambini respirino aria di famiglia. Si riprendano.

"Attualmente a Genova sono in affido circa 332 bambini. Sono tuttavia ancora molti, troppi, i bambini che non hanno trovato una famiglia pronta ad accoglierli, in attesa che i problemi a casa si attenuino o si risolvano. Per questi bambini l'unica alternativa è una struttura comunitaria che per quanto attenta alla loro crescita e ai loro bisogni non può creare l'intimità di rapporti e il calore di una famiglia serena." Cosi si legge sul sito del Comune di Genova per quanto riguarda gli affidi che vengono attivati in numero di una quarantina ogni anno. Ma non bastano. Si fanno sufficienti campagne di informazione rivolte alla città per coinvolgerla?

Va detto che sono numerose le associazioni di volontariato che gravitano nel mondo dell'affido. Citiamo l'Alpim, Associazione Ligure dotata anche di una commissione affidi che si occupa del reperimento, formazione e sostegno a famiglie disposte all'esperienza dell'affido, in collaborazione anche con le altre associazioni.

Tutte le info le trovate sul sito A.L.P.I.M - Associazione Ligure per i Minori Via Galata 39/7- Genova. Orario di segreteria: Dal Lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30Tel: 010562004

E-mail: segreteria@alpim.it

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