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"I PRIMI A MORIRE DI AMIANTO FURONO I GATTI"

 

Questo post assembla riflessioni di miei colleghi de Il Secolo XIX che hanno lavorato, per anni con appassionata professionalità,  sul tema delle morti sul lavoro, in porto soprattutto, a causa dell'amianto. Ora le loro inchieste sono confluite in un libro.

 

MARCO GRASSO "C'è chi ricorda ancora che i primi a morire furono i gatti. Colonie di randagi che entravano negli stabilimenti d'inverno, in cerca di caldo, cibo e affetto. Gli operai li nutrivano, loro si facevano le unghie su quei trapuntini, usati in quasi tutte le lavorazioni, su cui tanti si sedevano nelle pause o poggiavano il pranzo. Dopo qualche tempo i gatti cominciarono a perdere il pelo, avevano gli occhi cisposi, finché li ritrovavano senza vita. Qualcuno pensò che ci fosse un maniaco che li avvelenasse. Nessun lavoratore, allora, sapeva quali effetti devastanti avesse l'amianto. A Genova e in Liguria dal 1996 al 2015 sono stati registrati 2.850 morti di mesotelioma, oltre 3mila malati, 130 all'anno in media. E' una stima al ribasso, perché l'amianto influisce su tanti altri tumori.

Il mesotelioma, lo prende invece solo chi è stato esposto alla fibra, ne basta una, e ci si ammala fino a 40 anni dopo. Eppure, mentre a Casale Monferrato, a Taranto, a Milano, a Trieste, per le stragi silenziose sono stati processati i datori di lavoro, a Genova sono finiti sotto processo solo 1.500 lavoratori, accusati di una presunta truffa sui riconoscimenti pensionistici, tutti assolti dopo dieci anni di vicenda giudiziaria.

 

MARCELLO ZINOLA. Fu una indagine alla rovescia di Genova che coinvolse questi 1500 indagati per truffa per la concessione dei cosiddetti benefici amianto per lo scivolo pensionistico, concessione che interessa chi ha lavorato esposto all'amianto e ha una ridotta aspettativa di vita (non tutti gli esposti per fortuna si ammalano, ma per chi si ammala di mesotelioma che può emergere sino a 45-50 anni dopo l'esposizione la prognosi è infausta). Nessun condannato tra i lavoratori, sindacalisti, ma dieci anni di lotte per ottenere giustizia e la restituzione della dignità violata. Con giornate in cui al mattino c'era la manifestazione o l'occupazione e al pomeriggio il funerale di un collega appunto morto di mesotelioma come raccontano le storie del libro che abbiamo realizzato in cui c'è anche una puntuale rilettura delle 6000 pagine di inchiesta. Con la controinchiesta operaia che ha consentito di recuperare dati e documenti oggi in mano alla procura. A Genova sono stati indagati per dieci anni i lavoratori vittime ma non c'è ancora un giudizio, un'indagine chiusa sulle possibili responsabilità di queste malattie legate all'amianto che hanno segnato e segnano pesantemente Genova, La Spezia e Savona facendo della Liguria una delle prime tre realtà della tragedia amianto.

 I sacchi di amianto arrivavano dal Canada, dall’Unione Sovietica, dal Sudafrica, destinati quasi sempre agli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato.Scrive l'inviato  Matteo Indice raccogliendo questa testimonianza. «A volte sì, ci dormivamo sopra, per riposarci in pausa. Erano la cosa più morbida a portata, nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo dopo ». A dettare i ritmi di quel lavoro, che i camalli della Compagnia unica hanno ripetuto per più di trent’anni sulle banchine, erano i “gestori di chiamata” appartenenti al Cap, il Consorzio autonomo del porto, antesignano dell’Autorità Portuale.Dal “riposo” sui sacchi all’azione collettiva Pensavano che non fosse pericoloso, almeno non così tanto pericoloso. E però a trenta o quarant’anni di distanza, il conto da pagare - per qualcuno - è quello della vita. Perché aver maneggiato quei sacchi, aver respirato così tanto amianto allora, ha causato a decine di ex scaricatori il mesotelioma pleurico, il tumore incurabile che uccide mediamente in meno di due anni. I casi fra gli ex soci della Culmv (acronimo di Compagnia unica lavoratori merci varie) hanno seguito u n trend più o meno stabile fino al 2008, quand’erano 5-6 all’anno. Ma  ci si avvia al temutissimo picco, che gli studi del registro mesoteliomi prevedono nel prossimo quinquennio.

 

 Marcello Zinola e Marco Grasso hanno scritto un libro che riporta anni di lavoro giornalistico collettivo. Parleranno di tutto questo lunedì, insieme a chi ci sarà e a chi non c'è più. Il libro si intitola "La strage silenziosa - Genova e i morti d'amianto, storia di una battaglia operaia"edito dalla Cgil con Rubettino e si presenta lunedi 29 ottobre alle 16.3 all'Aula di San Salvatore in Piazza Sarzano a Genova

 

 

 

 

 

 

 

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