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DONNE IN FABBRICA, UOMINI AL FRONTE

 

 

testo di Donata Bonometti

"Carte, immagini, riprese d’epoca in grado di riconsegnarci una Genova che non esiste più, e di raccontare, oltre alla grande storia industriale della nostra città, anche una storia più minuta fatta dei volti, voci e grafie incerte degli uomini e delle donne che hanno reso possibile con il loro lavoro l’affermarsi della città ligure quale vera capitale industriale a livello europeo. Qua ritrovate la memoria collettiva del mondo imprenditoriale, che noi salvaguardiamo".

Cosi ci presenta la Fondazione Ansaldo il suo presidente Braccialarghe. Istituzione che ha sede in Val Polcevera vicino alla medievale abazia di San Nicolò del Boschetto, nell'antica stupenda villa seicentesca Cattaneo dell'Olmo che in questi giorni si apre a visite guidate, si dispone ad essere conosciuta e ammirata  dalla città, all'interno di una manifestazione, dal carattere nazionale, che si intitola Settimana della cultura di Impresa, dal 9 al 23 novembre. ...Visite guidate, rassegne cinematografiche, che si possono prenotare allo 0108594170  rivolgendosi al sito info@fondazioneansaldo.it.

Dunque possibilità di vedere filmati storici e di visitare Fondazione Ansaldo e lo stabilimento di Ansaldo Energia. Occasioni rare, da non perdere. Un modo per incoraggiare il maggior numero di persone a farsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell'Europa. Laddove i musei di impresa si mostrano come espressioni del legame tra comunità e territorio, luoghi preziosi di innovazione e creatività, motori di sviluppo sociale e culturale. Ma anche la storia della fabbrica, un tempo sintesi della capacità impreditoriale e dal valore operaio , saperi e sudori simboleggiati dalle tante ciminiere avvolte da densi fumi.

Un po di storia. Istituzione senza fine di lucro e dotata di personalità giuridica, la Fondazione Ansaldo nasce formalmente nel 2000  e rappresenta il risultato di un lungo percorso iniziato nel 1980, anno in cui venne inaugurato e aperto al pubblico l’Archivio Storico Ansaldo, il primo caso di archivio d’impresa in Italia. 

Ad oggi gli archivi sono costituiti da oltre 15 chilometri lineari di documentazione societaria, contabile, amministrativa e tecnica, prodotta a partire dalla metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri da imprese industriali quali i gruppi Ansaldo, Bombrini, Perrone, Bruzzo, Costa Armatori, Dufour, Fincantieri, Finmare, Ilva-Italsider, e da altri soggetti economici quali la Borsa Valori di Genova o il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure. Nella Fototeca e nella Cineteca sono invece concentrate oltre 400.000 pezzi originali tra lastre, pellicole, stampe, diapositive e album, e 5.000 pellicole relative ai più svariati aspetti della vita economica e sociale italiana del Novecento. Attraverso queste immagini è possibile documentare, a partire dalla fine dell’800, l’attività di centinaia di imprese, soprattutto industriali, e di intere filiere produttive, ma è possibile illustrare anche altri importanti aspetti quali, ad esempio, le trasformazioni tecnologiche, l’organizzazione del lavoro o le forme e i mutamenti del paesaggio industriale.

Nel corso del tempo la Fondazione ha ampliato il proprio raggio d’azione e dall’originaria dimensione esclusivamente archivistica è diventata oggi un’istituzione dedicata ai temi della cultura economica, d’impresa e del lavoro in senso più ampio, collocandosi idealmente tra il mondo della cultura ed il mondo del lavoro, la Fondazione promuove oggi ricerche, iniziative ed eventi culturali, attività di alta formazione tecnologica e manageriale, continuando comunque a svolgere un ruolo di tutela e di valorizzazione del patrimonio archivistico prodotto dalle imprese e da altri soggetti economici. Dotata di installazioni interattive pensate per un’utenza non specialistica con le quali è possibile visualizzare e incrociare fotografie, filmati e documenti. Postazioni che hanno come obiettivo principale quello di rispondere alla richiesta di conoscenza espressa dal sistema scolastico e, in particolare, dal turismo culturale. Grazie a queste caratteristiche la Fondazione vanta un’utenza composita e diversificata: oltre a studiosi, laureandi e studenti vengono spesso accolti operatori culturali, film maker, giornalisti e appassionati.1800 visitatori all'anno che con una iniziativa di questo genere possono moltiplicarsi.

Grazie a questa coralità di fonti, anche momenti storici particolarmente complessi ed articolati come la Grande Guerra vengono restituiti oggi in tutte le possibili prospettive, dallo scritto padronale in cui si commentano le consistenti commesse belliche, alla lettera dell’operaio che umilmente chiede un sussidio di guerra o che manifesta il proprio disagio di fronte all’ingresso delle donne in fabbrica, chiamate per la prima volta nella storia a dare il loro contributo alla produzione e a sostituire chi era partito per il fronte.

Le fonti riportano dati capaci di impressionare ancora oggi, oltre 10.000 cannoni, 3.800 aerei, oltre dieci milioni di proiettili prodotti dalla sola Ansaldo durante la prima guerra mondiale; uno sforzo bellico talmente impressionante da meritare ai fratelli Perrone, che a quel tempo gestivano la società, il soprannome di Fabbri di Guerra, dato loro dal monocolo alato Gabriele D’Annunzio che, con una dedica autografa apposta su una foto dell’epoca, così li ringraziava al termine della celebre trasvolata su Vienna del 1918 a bordo di uno SVA Ansaldo. In occasione del centenario del 4 novembre è' stato da poco pubblicato e presentato il libro di Eligio Imarisio  dal titolo La Fabbrica Italiana nella società e nelle arti ottonovecentesche.

La Fondazione Ansaldo si trova in corso Perrone 118, telefono 0108594125..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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