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IL MIELE ALLA SPINA NELL'ALVEARE URBANO

 

testo di Marco Corzetto

Cinque occhi, 4 ali, sei zampe….non stiamo parlando di un “marziano” ma dell’insetto più studiato al mondo: l’ape. Studi che hanno permesso di vincere premi Nobel (Karl von Frisch- “la danza della api”), di scrivere migliaia di testi, girare numerosissimi film e documentari.

Questo insetto, che raggiunge in volo una velocità di 25 km/h e si allontana dalla propria casetta fino a 3 km, una distanza enorme viste le sue dimensioni (ma il maschio fa ancora di più spostandosi a 14 km per trovare una femmina con la quale accoppiarsi), da sempre affascina l’uomo.

Vive all’interno di una società democraticamente governata da una “monarca”, la regina, pronta ad essere “sacrificata” ogni qualvolta le cose non vanno come dovrebbero andare.

Ognuna delle 60.000 api che costituiscono la famiglia ha un compito specifico all’interno dell’alveare, che cambierà con il trascorrere dei propri giorni di vita: in questi 45 giorni (aspettativa di vita per un’ape operaia) assolverà a tutti i compiti a lei previsti tranne quello, pur essendo femmina, di deporre uova; obbligo che spetta invece alla regina la quale ne depone ogni giorno una quantità, in peso, superiore a quello del proprio corpo (oltre 2.000 al giorno).

Quindi l’alveare è un magnifico “superorganismo”: ogni singolo individuo ha un ruolo specifico a seconda dell’età, nessuno da ordini ma tutti obbediscono! Chi vuole avvicinare questo mondo ha una occasione magnifica entrando nell'apiario urbano di Genova di cui vi parliamo in finale di post.

Torniamo dunque alle nostre amiche api che sono insetti fedeli e interessati ad un unico tipo di fiore per volta e solo a lavoro ultimato, alla fine di ciascuna fioritura, cambiano tipo di pianta.

L’apicoltura da sempre affascina l’uomo: nulla è più rilassante che sedersi su un prato ad osservare questo insetto nella sua laboriosa attività, tra un fiore e l’altro…..un lavoro indispensabile perché garantisce l’impollinazione tra le piante e quindi la produzione di frutti e di semi. A ben pensare quindi è indispensabile alla nostra sopravvivenza tanto che si dice che “l’ape non è apprezzata per il suo instancabile lavoro ma perché compie questa opera per gli altri”.

Qualcuno ne ha timore: leggende metropolitane disegnano l’ape come un insetto pericoloso, aggressivo, molesto ma niente di tutto questo è vero: l’ape è un insetto timido e pacifico, ben consapevole che la sua puntura le provocherà la morte.Colpisce, raramente, ma solo per difesa: sacrifica la sua vita per la famiglia, dimostrando ancora una volta il suo altruismo!

E la sua puntura, per quanto possa essere dolorosa, può essere una panacea! Il veleno viene estratto per essere utilizzato in farmacia allo scopo di produrre costose creme anti-age o per pomate antireumatiche ed ora perfino medicinali antitumorali….già perché si è da poco scoperto che per le sue proprietà vasodilatatrici delle arterie si ottiene una “pulizia” delle cellule malate, tanto che l’incidenza di tumori tra apicoltori professionisti è particolarmente bassa.

Ma noi “apicoltori” amiamo immaginarla mentre vola tra un fiore e l’altro, nelle sconfinate e verdi praterie che la rendono libera; ed amiamo i suoi prodotti, il suo miele, la cera, la propoli, il polline….

Recentemente è pure stata brevettata un’arnia in grado di ottenere “il miele alla spina” (arnia Flow hive, presente all’interno dell’Apiario Urbano Genovese di Struppa)!

Con questa meravigliosa arnia non serve nemmeno essere apicoltori per raccogliere miele fresco e puro, poiché è sufficiente avvicinarsi alla parte posteriore della casetta, girare una manovella ed attendere alcuni istanti……… il barattolo di miele verrà riempito dal saporito “nettare degli dei”.

Vivere l’apicoltura è certamente un’esperienza molto diversa dal “raccontarla”, abbiamo molto da imparare da questo insetto, presente sulla terra molto prima di noi.

La sua cera ci ha illuminato, la sua propoli curato, il suo miele ha allietato i nostri palati.

Ma la cosa che più di tutto dovrebbe stupirci è la loro unione, dove il singolo è destinato a morire in breve tempo ma la famiglia, unita, è capace di garantire la sopravvivenza ad altri insetti, piante, uomini! 

Amo le api, le osservo fin da bambino…mi hanno reso un uomo migliore ed è anche per questo che divulgo il loro lavoro ma mai avrei immaginato di arrivare ad avere tante iscrizioni ai corsi che da pochi anni organizzo in città! Oltre mille persone, molte delle quali ora si dilettano ad esercitare l’apicoltura. E proprio in questi giorni ricominciano le lezioni mentre la natura esplode e con essa il daffare quasi frenetico delle api....

Forse anche per questo motivo è sorta l’Associazione Apigenova e l’apiario urbano genovese, a Struppa. Un luogo ove didattica, passione, amicizia possono fondersi insieme.Sorge su una superficie messa a disposizione dal Municipio Medio Valbisagno e permette ai fruitori dell’area, ora circa 30 persone, di condividere insieme ad amici, magari al termine di una giornata di lavoro, la passione per le api. E’ un luogo visitato da curiosi e scuole, dove si possono osservare le strane casette posizionate al suo interno: dall’antico bugno villico (tronco cavo) alla nuovissima arnia alla spina, dalle curiose arnie a vetri alle innovative arnie in polistirolo.E’ un luogo ove si viene accolti da una decina di galline, libere di girare tra le arnie, adottate dagli apicoltori come mascotte!

L'associazione ha sede in Via San Fruttuoso, 32 a  Genova

Telefono: 010 509163
E-mail: info@studiotecnicodelverde.it

 

 

 

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