DONATORI DI MUSICA IN OSPEDALE


testo di Donata Bonometti

La sala d'attesa dell'ospedale diventa il palco per ospitare un pianoforte a coda, un microfono. Una soprano, un pianista. La platea è formata da pazienti oncologici del reparto, i loro parenti, gli operatori socio sanitari, i camici bianchi, ma anche i volontari che vi si aggirano. I pazienti che riescono a raggiungere la sala d'attesa, i pazienti che, non avendone le forze, tengono aperte le porte delle camere dove la musica prendendo il largo, arriva, approda. Sarà la storia di Madame Butterfly o di Norma a proiettare tutti quanti in una dimensione molto intima, quella saletta d'aspetto di solito carica di dolore o di speranza, e per questo molto emozionante se riempita di musica. Anche per la cantante, il musicista, stando ben attenti che la commozione non salga alla voce, non rallenti l'agilità delle mani....E la commozione li sta, accomodata in prima fila.

Sono artisti importanti e qualificati quelli che fanno parte dell'associazione Donatori di Musica come volontari in questa iniziativa particolare che coinvolge in Italia oramai 17 ospedali fra cui il San Martino di Genova. Dove, nel reparto di oncologia, venerdi 25 gennaio alle ore 16.30 si terrà un evento musicale con la soprano Irene Cerboncini e il pianista Massimo de Stefano. Un evento non aperto al pubblico, ma dedicato solo a questa platea che vi abbiamo descritto. Ci racconta Irene Cerboncini "Pazienti, malati, infermieri, medici , parenti di solito condividono diagnosi sofferenza terapie anche in previsione di una ritrovata salute, ma questa è ben altra condivisione. E' una piccola oasi dove si scambiano un momento di bellezza invece che la malattia, una oasi preziosa posso permettermi di dire, perchè gli artisti dell'associazione di volontari sono selezionati appositamente". Vuol dire che Donatori di Musica intende offrire un momento pregiato e non un po di musica a buon mercato tanto per sollevare l'umore di un reparto ospedaliero. C'è appunto chi calca il placoscenico del teatro della Scala o del Carlo Felice e poi della sala d'attesa di oncologia 1 al San Martino.

"Loro si meritano tutto cioò, riflette Irene Cerboncini, per la gran fatica che fanno di combattere, per vincere. Se ce la fanno" Partecipe da sempre a concerti di beneficienza l'artista dice che si tratta di ben diversa esperienza, perchè là c'è un pubblico eterogeneo, cosi come in qualsivoglia teatro, qui c'è l'essenza di una umanità che vive una angoscia particolare, che la musica stempera, perchè a loro esclusivamente rivolta.

E' proprio dall'esperienza nascono i Donatori di Musica .Nel 2007 un musicologo e direttore artistico, degente all'ospedale di Carrara, propone al suo primario di organizzare un concerto - quel che faceva prima e vuol continuare a fare nel modo in cui gli è possibile. L'esperimento ha una ricaduta oltre le previsioni, tanto che l'evento si trasforma in sistema.

Associazione Donatori di Musica è una rete di musicisti, medici, infermieri e volontari che dal 2009 organizza stagioni di concerti nei reparti di emato-oncologia degli ospedali italiani. È nata da un’idea di Maurizio Cantore, ora primario dell’Oncologia dell’Ospedale di Mantova, che in precedenza dirigeva l’Oncologia di Carrara.. Ai 17 ospedali coinvolti si sono recentemente aggiunti un reparto di chirurgia, uno di radioterapia, due hospice ed un centro di salute mentale. Sono 165 i musicisti che aderiscono ufficialmente alla rete, tutti concertisti di fama, che donano il loro concerto per creare un’occasione di emozioni, in una situazione che valorizza anche la dignità del malato.

Fabio Levi e Enzo Nicolodi della Fondazione Alexander Langer che ha premiato l'associazione lo motivano in termini molto eloquenti: "...... nella malattia oncologica il malato può vivere momenti di vulnerabilità estrema, in cui il corpo può ridursi a un groviglio di sofferenza nelle mani di chi ha la facoltà (e l'onere) di decidere le terapie e i tempi, modi, luoghi in cui applicarle. Oggi la medicina ha imparato a riflettere su se stessa, sulla propria vocazione, sul proprio ambiente; da anni in molti ospedali c’è chi si sforza di "umanizzare" la degenza promuovendo iniziative per lo svago e la socializzazione. Giusto, ammirevole. Ma i Donatori puntano a qualcosa di diverso: a contrastare un modello di medicina che ancora tende a sequestrare il paziente in una enclave istituzionalizzata, a rinchiuderlo nell'identità esclusiva di "malato di cancro"

Per rompere la segregazione, per dare spazio alle molte cose che un malato continua a essere, la via maestra è costruire legami fra i degenti, i loro familiari e amici, gli artisti, gli operatori sanitari..... La presenza nel reparto dei musicisti, un pezzo di mondo dal quale i pazienti sono stati esclusi o si sono lasciati escludere, ha consentito - dicono i Donatori - una “rivoluzione imbarazzante” per la sua semplicità: iniziata dalla consapevolezza che ognuno è nello stesso tempo sano e malato, spesso in transito da una condizione all'altra, la rivoluzione è approdata alla scoperta che non necessariamente il paziente è la figura che chiede e riceve, può altrettanto bene essere quella che offre e dà. In questa logica di scambio, l'artista porta la sua musica, gli operatori le proprie conoscenze, i malati il proprio sapere: esperienza del dolore, ma non soltanto, anche storia della vita che si è vissuta e si spera di tornare a vivere.E' un insieme che protegge dal rischio di diventare, proprio malgrado, "malati professionali". Ed è una critica pratica alla nostra cultura, in cui il cancro è avvolto da un'aura perturbante che rende difficile persino nominarlo, e che può falsare i rapporti e le parole. L'esperienza dice che ci si può opporre.

Per informazioni www.donatoridimusica.it, A Genova in Oncologia 1 dell'ospedale San Martino referente Annamaria Pessino. Mail annamaria.pessino@hsanmartino.it

Nella fotografia una esibizione degli artisti volontari in un ospedale e la soprano Irene Cerboncini in una delle sue interpretazioni sui palcoscenici piu importanti

ma.

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