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CAMMINANDO SULL'ACQUEDOTTO ANTI-STRESS

 

 

 

testo di Enrico Bottino

I segni dell’acqua nel paesaggio italiano sono diversi e straordinariamente affascinanti grazie al suo incessante scorrere, alle sue luci, alla sua voce. L’acqua insieme all’opera dell’uomo modella il paesaggio e condiziona la storia delle persone e della società, un’evoluzione naturale e culturale che ritroviamo anche quando camminando si è prossimi alla città. La “Via dell’Acquedotto storico” – dopo il successo registrato da “I Forti della Superba- è la seconda iniziativa del programma “Genova a Piedi”. Domenica 16 febbraio cammineremo lungo l’imponente opera architettonica che per quasi nove secoli ha garantito il rifornimento di acqua al capoluogo ligure.

L'approvvigionamento idrico della Superba e del suo porto, in epoca medievale, era limitato ai rii delle vallecole laterali al Bisagno. Solo nei secoli successivi, soprattutto nel Seicento, rispondendo alle nuove esigenze imposte dallo sviluppo economico e dalla crescita demografica, la Repubblica Marinara si adoperò per prolungare il tracciato e aggiungere altre prese più a monte. Questo fino all’anno 1917, quando venne ratificato l’atto di non potabilità dell’acqua che fluiva nell’antico acquedotto civico di Genova, segnando così un rapido declino del condotto per assenza della necessaria manutenzione. Ancora oggi il canale, a pendenza costante, si sviluppa a mezza costa per circa 25 chilometri, sul versante idrografico destro della val Bisagno, iniziando la sua corsa a nord della città.

Lungo il condotto sono ancora visibili mulini, chiuse, fornaci, ponti e opere che testimoniano stratificazione strutturali dall'epoca romana sino ai primi del Novecento. L’esempio più imponente lungo questo monumento architettonico è rappresentato dai ponti-sifone e dai ponti-canale e proprio da uno di quest’ultimi, quello di Cavassolo, che con sei arcate scavalca il torrente Canate, ha inizio l’itinerario a piedi che terminerà presso il ponte-sifone di Molassana.

È proprio vero, l’approssimarsi della città non cancella la strana sensazione che si prova percorrendo la via dell’acquedotto: l’essere ancora in campagna, nonostante tutto.

 La via dell’acquedotto è ancora oggi ben individuabile a Cavassolo, a nord della città, grazie ad un importante ponte-canale a tre livelli che attraversa la valle dell’affluente Davagna. Una serie di sei archi rampanti tra le campate dei cinque pilastri sostiene un canale coperto con lastre di pietra di Luserna. Passato l'oratorio di S.Rocco, si fiancheggia la centrale di filtraggio dell’Iren dove viene depurata l’acqua del Brugneto. La tappa successiva è la galleria della Rovinata, del 1830. Seguendo il canale coperto si giunge al ponte-canale sul rio Torbido, con ben sette campate, le ultime due poste ad angolo (anno 1623). Prima di transitare sul ponte-canalesi notano due filtri che in passato consentivano ai dodici “Custodi di Campagna” di controllare la qualità dell’acqua e la sua portata, soggetta alla sottrazione abusiva da parte dei contadini. Anche qui come a Cavassolo l’impeto dell’acqua, proveniente dalla presa del rio Torbido, serviva ad azionare le pale di due mulini e ad alimentare una grossa fornace. Il successivo ponte-canale del rio Piaggetti è più stretto per la minore portata del canale (anno 1350).

Una creusa conduce all’abbazia romanica di San Siro di Struppa. Nel medioevo la pieve si trovata ad un crocevia importante tra la via per Creto e Montoggio verso la valle Scrivia e quella della val Trebbia verso Bobbio e Piacenza. Camminando sempre sui lastroni di pietra locale, l'acquedotto prosegue tra muretti a secco, alberi di ulivi e le case dell'antico borgo di S. Siro. Superato il rio dei Consiglieri e giunti al cimitero di Molassana e all’Oratorio di San Giovanni Battista di Molassana, apparentemente l’antico acquedotto sembra interrompersi tra le case: non è così, la tappa successiva sarà il ponte-sifone sul torrente Geirato.

Una escursione semplice, priva di difficoltà, per tutte le età che già ho proposto piu volte!   L’itinerario vede la partecipazione di due guide ambientali escursionistiche (GAE), figure professionali che hanno il compito principale di accompagnare il gruppo illustrando loro le caratteristiche ambientali, morfologiche e paesaggistiche dell'area visitata. Informazioni sul mio sito www.trekkinginliguria.it. Vera e propria guida on line completa degli itinerari piu affascinanti della regione e da cui sono tratte le immagini.

 

L'amministratore del blog precisa che attorno all'acquedotto da anni si sono adoperate le forze di numerose associazioni della Valbisagno soprattutto, il che significa che molto volontariato si è messo in campo per tenere il piu in ordine possibile il percorso, farlo conoscere fra la gente e nelle scuole (come dimenticare le iniziative, notevoli per quantità e di qualità, di Giordano Bruschi e di sua moglie Giusi) e per incalzare le istituzioni affinchè si facessero carico della salvaguardia. Si prevede un impegno finanziario del Comune per rendere l'acquedotto  interamente percorribile. Parte del restauro è gia stato ultimato, ora si deve provvedere, tra le ultime cose, alla sostituzione di un centinaio delle antiche lastre di Luserna che negli anni si sono lesionate o rotte.

Le numerose associazioni che si dedicano da sempre a questo imponente e singolare manufatto fanno riferimento alla Associazione Acquedotto Storico Genova, che coordina le iniziative fra gli altri del Circolo Creativo Culturale via Sertoli o dell'Associazione Gau. Enrico Bottino, l'autore di questo post, è curatore del sito www.trekkinginliguria.it , e della pagina facebook Escursionismo Liguria. Con le guide AGAE Davide Costa e Stefano Spadacini punta a distrarre gli escursionisti dal mare facendo loro conoscere l'entroterra.  Una Liguria piu recondita. Una Liguria da camminare.

Sabato 4 maggio sarà un momento di aggregazione, di socializzazione e conoscenza della via dell’Acquedotto storico di Genova.Il Municipio IV Media Val Bisagno sostiene  un evento insieme alle Associazioni che hanno adottato questo stupendo itinerario storico e che da anni coltivano la cultura del fare costruttivo e della generosità disinteressata.Associazioni, comitati e gruppi di amici che si stanno impegnando insieme al Comune, in un’azione di recupero e valorizzazione dell’Acquedotto storico.

Tra le attività di riqualificazione dell'acquedotto  c’è stato il posizionamento lungo il percorso delle targhette del Numero Unico Europeo d'emergenza 112 . Ci sarà l’inaugurazione – il taglio del nastro avverrà all’ingresso del ponte-canale di Cavassolo alle 08:30 circa – e poi cammineremo tutti insieme, racconta Bottino, lungo i venti chilometri dell’acquedotto fino al ponte-sifone sul Velino. Sarà una festa per tanti. Con un percorso piu breve e uno piu impegnativo. Il primo da Molassana e il secondo da Cavassolo.Con punti di abbandono e punti di ristoro.Info su

escursionismoliguria@gmail.com

 

 

 

 

 

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