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NELLA VILLA DI UN GENIO DELLA RISATA

 

 

testo di Donata Bonometti

Non è una buona pratica no, permettere che una villa liberty con annesso magnifico parco, dimora del piu grande clown del secolo scorso, dove ha lasciato l'eredità delle sue geniali stravaganze, sia aperta al pubblico  solo tre ore nel pomeriggio di ogni lunedi. Non è una medaglia da appuntare al mondo della cultura il fatto che questo museo della intelligenza, tradotta in risata, stia per essere affidata ad un privato dalla proprietaria, l'istituzione pubblica la Provincia di Imperia, perchè è in via di smantellamento e non sa piu che farne. Non si sa piu come gestire un tesoro, per il quale basta un pò di fantasia, perchè per il resto qui ce ne è in abbondanza. Per fortuna che due funzionarie della Provincia sono sempre li molto appassionate nella visita guidata affiancate da una volontaria del Fai, Fondo Ambiente Italiano. Per il resto della settimana si chiudono porte e  cancelli su questo mondo caleidoscopico di vetri colorati impressi nei finestroni non casualmente,  perchè se ti ci incammini nei pressi, in certe ore in cui il sole gira come gli gira, i tuoi abiti cambiano colore e tu stesso cambi colore, la tua anima, la tua faccia in un trasformismo che ti diverte senza tregua. Lo stupore soprattutto ti corre dietro ovunque per le stanze dalle ceramiche azulejos e dai lampadari anni Venti, per le scale regali, su quella terrazza dominante il parco, la pagoda, il laghetto e là in fondo l'immancabile mare. Insomma non è una casa ma un circo in pietra. Di riconoscibile immortalità. 

Dunque ci troviamo in villa Grock a Imperia, e un po di storia di questo personaggio ve la voglio raccontare. Anche se la trovate su numerosi siti. Tra questi    https://www.imperiadavedere.it/luoghi/3438-villa-grock.html#Grock_il_re_dei_clow

Charles Adrien  Wettach  nasce in Svizzera nel 1880 da famiglia povera, da umile padre orologiaio che gli trasmette l'amore per la musica e l'arte circense, racconta di sè che "siccome non avevo niente giocavo con tutto e cosi ho imparato a far nascere l'allegria dal niente o meno di niente..." e sarà il mantra della sua vita. A 14 anni è gia funambolo uomo-serpente-giocoliere e via via la sua passione si affina e si snoda fino a calcare i palcoscenici piu famosi, proclamato  all'Olimpia di Parigi  re dei clown, entrando nelle grazie e nell'ammirazione di personaggi come Chaplin, Olio e Stanlio ,persino Hitler prima che diventasse il mostro, Whiston Churcill, i re di Spagna. Grock è il clown rivoluzionario, prima di lui erano muti, erano pantomimi, lui impara a parlare otto lingue, quindi non solo boccacce, ma comunicazione di chi trae la meraviglia dal niente e la condivide. Un uomo cosi, di questi tempi abbastanza tristi e bui, ci restituirebbe un senso diverso della vita.. Si racconta che quasi ottantenne poco prima di morire nel 1959 durante in intervista si prese il piede lo alzò fino all'orecchio per fingere di rispondere ad una telefonata...immaginate la versatilità e l'agilità di quel corpo nonostante la vecchiaia.....Ebbene la casa è come il suo corpo, cangiante, in continuo travestimento, con simboli esoterici e massonici ovunque a raccontare storie di cui afferri solo il mistero. Casa di un genio, di un clown e di un grande innamorato perchè Grock si invaghi di una donna piemontese, operaia di Garessio, primo amore che reincontra poi e che non lascerà piu e per amor suo si fa costruire questa villa ad Imperia, dove i genitori di lei avevano una casa.  Villa che in anni di abbandono venne visitata anche da Brigitte Bardot, Alain Delon e la figlia di Chaplin con l'idea probabilmente di acquistarla dall'ultimo privato che la possedeva, fino a che rilevata dalla Provincia di Imperia nel 2013 divenne  Museo del Clown.

Resta molto di Grock in questo luogo, chic e anche kitsch, come le duemila lampadine attorno al laghetto perchè il circo produce gioia e l'acqua è gioia che ribolle, le vetrate che incendiano gli abiti di colori, e poi il suo costume, le sue abnormi scarpe, il suo violino, stili architettonici in convivenza immaginifica, forse per dare vita a un puro sogno di armonia cosmica, un' attenta ricerca della perfezione, forse il raggiungimento della felicità. Egli annotò di se stesso "Sono il risultato di mezzo secolo di osservazione e di ostinazione, del desiderio di perfezionare cio che era gia perfetto. Credo di esserci riuscito"

Questo 2019 è l' anniversario dell'incoronazione all'Olimpia avvenuta appunto nel 1919, gia una serie di associazioni dell'imperiese hanno collaborato per la creazione di un carro allegorico dedicato a Grock nell'ultima sfilata di Sanremo, ora si attendono altri eventi per non spegnere mai la luce sulla figura di un uomo che fece dei giochi anche con la luce il suo linguaggio. Attendiamo buone pratiche per Grock

Per info www.museodelclown.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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