VIVE LA LEZIONE DEL PROF."MERE"


testo di Donata Bonometti

Era un professore particolare. Cosa si intende? Seguiva ad uno ad uno i suoi alunni di scuole medie, ne curava la crescita anche interiore e soprattutto cercava di cogliere il valore, il talento, in ragazzi che invece rischiavano l'emarginazione. Seminava sentimenti di giustizia , perchè a tutti consegnava strumenti per essere adulti, e bravi adulti . Consapevoli, preparati, istruiti, fosse l'ultimo degli immigrati arrivato il giorno prima o il figlio della famiglia "bene". Con modalità diverse per rispettare le diversità. Non uno escluso. Dunque seguace incondizionato della lezione di Don Lorenzo Milani e in particolare del suo motto: ”Non c’è niente di più ingiusto che far parti uguali fra disuguali”. Sembrano solo belle parole, anche un po retoriche, quindi a rischio di risultare svuotate. Invece un po' di insegnanti di questo stile educativo, io credo ce ne siano ancora, quelli che amano la scuola profondamente e non mollano mai. Per questo dedicare un incontro-convegno al professor Carlo Mereta a dieci anni dalla scomparsa è come dedicarlo a tutti coloro che si riconoscono in questo profilo che ho tratteggiato qui sopra, coincidente con la sostanza di una professione valorosa. In un paese quale è il nostro che in settantanni di repubblica non ha conosciuto un governo che fosse uno che si ponesse come priorità la scuola e i suoi utenti, i suoi professionisti. Quindi quando un insegnante dà il meglio di sè, dà tutto di sè, diventa il mito che non dovrebbe diventare. La rarità in una depressione generale.

Comunque. Carlo Mereta, genovese, morto dieci anni fa a 59 anni, era insegnante di lettere alla scuola media Don Milani di Genova, scuola dove per generazioni si sono mischiati ragazzini provenienti dal centro storico e dai quartieri altoborghesi, alimentando così lo stimolo degli insegnanti ad una convivenza anche educativa di una certa cura.

Carlo Mereta è stato anche un insegnante di mio figlio. Ne ricordo la passione di certi colloqui coi genitori, le incazzature veraci, la simpatia umana, un'allegria

contagiosa mantenendo a volte lo sguardo severo. Non risparmiava ai genitori reprimende di spessore. Insegnava anche a loro a vivere meglio il loro compito. Gli adolescenti, che non sembra ma hanno una antenna in piu, lo amavano incondizionatamente. Lo chiamavano Mere o Meretz.

Lui che non aveva avuto figli, si portava i suoi studenti a casa, dove la compagna di una vita sapeva e conosceva e condivideva, aiutandoli a recuperare, se ne avevano bisogno, studiando con loro al tavolo della cucina. D'inverno ma soprattutto d'estate quando la scuola era chiusa ma non per il professor Mereta, che portava i suoi alunni senza vacanze, o a rischio di lavori occasionali, in biblioteca per esempio. Quella per ragazzi , la De Amicis in Porto Antico dove il direttore Francesco Langella era suo complice e sodale in questo compito di accompagnare i ragazzi verso il bene straordinario della lettura.

Alla morte di Carlo Mereta all'interno della sua scuola Don Milani un gruppo di volontari, in parte ex insegnanti o insegnanti in attività, ha dato vita ad un luogo di lettura, la biblioteca Carlo Mereta https://biblioteca-colombo.wikischool.it/, perchè come si legge nel sito...."Leggere, potere leggere, avere il gusto di leggere, è un privilegio...È un privilegio della nostra intelligenza, che trova nei libri l'alimento primo dell'informazione e gli stimoli al confronto, alla critica, allo sviluppo.È un privilegio della fantasia, che attraverso le parole scritte nei secoli si apre il varco verso l'esplorazione fantastica dell'immaginario, del mareggiare delle altre possibilità tra le quali si è costruita l'esperienza reale degli esseri umani.È un privilegio della nostra vita pratica, perfino economica: chi ha il gusto di leggere non è mai solo e, con spesa assai modesta, può intessere i più affascinanti colloqui, assistere agli spettacoli più fastosi". E parole di Tullio de Mauro sono.

Venerdi, 12 aprile, alle ore 17 alla biblioteca De Amicis in Porto Antico si terrà un incontro per ricordare i dieci anni della morte di Carlo Mereta organizzato dal fratello Federico che non casualmente ha voluto intitolare questo appuntamento "Non uno di meno".

Vi parteciperanno Ester Armanino, Paolo Cortigiani, Francesco Langella, Pino Petruzzelli. Una sorta di tavola rotonda, che io coordinerò, con un fluire di chiacchiere, ricordi e riflessioni interagendo ovviamente con tutti i presenti.

Nelle due fotografie, che mi ha mandato Monica Terminiello collega di Mereta, ecco il prof ai parchi di Nervi con una collega e nell'altra in mensa con un collega e un alunno mentre fa il suo celebre gesto della trombetta.

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