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LO STUDENTE PARTIGIANO NELL'AULA DI INGEGNERIA

 

 

testo di Donata Bonometti

Venticinque Aprile senza corone delle istituzioni e con le associazioni e i cittadini che le intrecciano per sè e per gli altri,  25  aprile preceduto da una  giornata di celebrazione della bandiera di Genova, di surrettizio significato perchè  sembra una foglia di fico....In uno stato di alterazione  e confusione delle istituzioni che non sanno piu da che parte stare mentre basta seguire La Storia per saperlo,  ringraziamo le associazioni di volontari e di appassionati che continuano a tenere viva e bruciante ancora di dolorosa memoria la Liberazione. Dagli inizi di aprile è stato un susseguirsi di eventi e di incontri soprattutto, ma non solo nei sotterranei della Casa dello Studente. Che ricordiamo, furono scoperti e recuperati negli anni Settanta dagli studenti che a colpi di piccone sulle pareti  ritrovarono quei tunnel, quelle celle, ancora grondanti sangue delle torture dei nazifascisti. Luogo sacro che diventerà Museo della Resistenza. Dove classi di studenti si sono succeduti ad ascoltare, a inorridire, ma a riempire anche di orgoglio l'apprendimento degli eroismi di loro coetanei, sfrontati ,quasi, davanti alla morte per liberare il Paese. Quello che noi oggi piu o meno degnamente abitiamo.

Cosi è successo che l'11 aprile l'aula Magna di Ingegneria fosse gremita di ragazzi in occasione del settantacinquesimo anniversario dell’assassinio di Giacomo Buranello, torturato e fucilato dai nazifascisti il 3 marzo 1944. Era un partigiano, era uno studente della facoltà di Ingegneria di Genova. Promossa dal Centro di Documentazione Logos, dall’ANPI e dall’Università di Genova è stata una risposta alla giunta del Municipio Centro Levante che, adducendo problemi di bilancio e quindi di risparmio, ha deciso di ridurre il numero di corone d’alloro per i partigiani. Scelta argomentata affermando che ormai a quelle cerimonie” non partecipa nessuno”.

Quindi non sarebbe stata messa alcuna corona nell’Aula Magna della Scuola Politecnica intitolata allo studente di Ingegneria e partigiano Giacomo Buranello.  E invece una folla di studenti e professori universitari "hanno riempito l’Aula Magna, ascoltato con attenzione i vari interventi, infine sono state deposte due corone d’alloro come era doveroso fare". Dice chi ha promosso l’iniziativa presentata da Luca Sansone del Centro di Documentazione Logos  e che ha visto tra gli altri l’intervento del Rettore Paolo Comaducci, di Giulia Pellegri, Vice Preside della Scuola Politecnica, del Vescovo ausiliare Monsignor Niccolò Anselmi e di Giordano Bruschi , partigiano “Giotto”. Le fotografie dell'evento sono di Giorgio Scarfì.

Negli stessi giorni gli studenti del liceo linguistico Grazia Deledda  hanno dialogato con Barbel Schindler- Saefknow illustrando il loro lavoro di traduzione dei volantini della Resistenza operaia a Berlino, inviati da lei.  Era presente anche una delegazione della Scuola Germanica. In questi giorni preparatori al 25 aprile ecco  la mostra fotografica sulla Resistenza operaia a Berlino (1942-1945) realizzata dall’unione dei Perseguitati del regime nazista di Berlino ( Die Berliner Vereinigund der Verfolgten des Naziregimes – Bund der Antifaschistinnen und Antifaschisten)  I 22 pannelli della mostra  sono esposti nel Sotterraneo dei Tormenti e nei locali della mensa fino al 25 aprile.

L’iniziativa della mostra è partita da tre donne i cui padri sono stati condannati a morte dai nazisti: Barbel Schindler- Saefknow, figlia di Anton Saefkwnow, Susanne Riveles, figlia di Johannes Kreiselmaier e Annette Neumann, figlia di ErwinFreyer. . Raccontano i componenti delle associazioni che hanno organizzato l'evento. "Ormai da diversi anni abbiamo stretto una collaborazione con questa associazione antifascista di Berlino, tutto è iniziato dal fatto, per loro veramente sorprendente, che abbiamo dedicato il Sotterraneo dei Tormenti ad un operaio tedesco.. Il Museo della Resistenza europea della casa dello Studente è stato inserito in Germania nell'elenco dei siti da visitare in Italia. Negli anni scorsi ci ha fatto visita anche il figlio di Rudolf Seiffert, operaio internazionalista tedesco, caduto per mano della barbarie nazista, che ci ha donato alcune foto della sua famiglia e una scacchiera in legno fatta a mano dal padre, il tutto è esposto nel Sotterraneo dei Tormenti. Gli scacchi hanno i pezzi neri con i simboli del fascismo e del nazismo, i pezzi rossi con i simboli del socialismo."

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