LA TRAVERSATA PER RICORDARE LA MAMMA


testo di Donata Bonometti

La partenza è prevista per domani mercoledì 12 giugno, condizioni meteo e mare permettendo, da Capo Peloro (Messina), con arrivo a Cannitello, nei pressi di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). È’ in questo tratto di mare che Alberto Sassoli, genovese innamorato del mare, ha deciso di compiere l’impresa, nuotando per oltre tre chilometri e mezzo insieme ad altri trenta “super-atleti”. L’impresa di Alberto Sassoli è sportiva, in omaggio al nuoto che ha scandito fasi importanti della sua vita e lo ha visto gareggiare agonisticamente sin da bambino, approdare, poi, alla pallanuoto, diventare bagnino di salvataggio e, quindi, istruttore di nuoto e allenatore federale di pallanuoto. Ma questa traversata dello Stretto è anche in ricordo della madre di Alberto, scomparsa a causa di un ictus. E dunque l’impresa sportiva si propone di sensibilizzare noi tutti sulla prevenzione di questa patologia grave che i Italia registra, ogni anno, 150 mila nuovi casi, con un tasso molto elevato di invalidità. Si calcola, infatti, che gli invalidi permanenti a seguito di un ictus siano oggi più di un milione.

Lavorando da oltre dieci anni in Boston Scientific – multinazionale che opera nel settore dei dispositivi medici e che sostiene la traversata– Alberto sa quanto si possa fare per la prevenzione e il trattamento di questa patologia, ma anche quanto ci sia ancora da fare per stimolare l’attenzione collettiva. Per far capire che ha dimensioni e costi medici, personali e sociali enormi, lo si puo provare anche a colpi di bracciate.

Per questo, ha affidato la sua testimonianza ad A.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione Italiana per la Lotta all’Ictus cerebrale. Associazione di cui su questo blog abbiamo scritto nel novembre 2017 raccontando dell'iniziativa del coro formato da persone colpite da ictus che si incontra per le prove di canto all'ospedale San Martino. Un gruppo dove si condivide non solo l'amore per la musica ma anche la forza di risalire e di recuperare insieme energie del corpo e dell'anima.L'associazione A.L.I.Ce. sosterrà la traversata di Alberto Sassoli, allestendo sul litorale messinese, che vedrà la partenza dei nuotatori, un desk presso cui un team di neurologi e di emodinamisti effettuerà test medici gratuiti ai presenti, con la distribuzione di materiale informativo sulle terapie disponibili.

“L’ictus cerebrale – dichiara Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus è una patologia che comporta un gravoso onere anche dal punto di vista socio-economico e che può essere infatti evitata nell’80% dei casi attraverso il riconoscimento e il trattamento dei principali fattori di rischio quali la fibrillazione atriale,l' ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, alimentazione non corretta, scarsa attività fisica. È nostro compito, quindi, educare la popolazione perché prevenire l’ictus è possibile. La nostra associazione, in particolare, affianca da sempre le persone colpite da ictus con l’obiettivo di creare una rete di contatto e condivisione con chi ha già vissuto la stessa esperienza, fornendo informazioni non solo sulla prevenzione primaria, ma anche sulle opportunità disponibili nelle complesse fasi del post ictus”. Dunque l'attività del coro di cui si è detto, ma non solo.

Alberto Sassoli, professionista genovese appassionato di mare e di nuoto (qui nelle foto prese in prestito dal sito strettoweb.it), e i responsabili di A.L.I.Ce. sperano che la sfida, che si consumerà abbracciando il mare dalla Sicilia alla Calabria, porti un buon numero di

persone ad effettuare uno screening sul litorale di Messina e aiuti la raccolta fondi di AL.I.Ce. in favore della prevenzione all’ictus, contribuendo a fare conoscere meglio i rischi legati a questa patologia molto grave ma che, con le nuove cure, si può prevenire, curare, superare e sconfiggere.

Per maggiori informazioni www.aliceitalia.org.

ARCHIVE
RECENT POSTS
SEARCH BY TAGS
  • Facebook - White Circle
  • Instagram - White Circle

© 2107 Pieni di giorni

 Ci riserviamo il diritto di cancellare ogni commento che riteniamo inopportuno se non addirittura offensivo dichiarando fin d’ora che non ci riteniamo responsabili di affermazioni lesive nei confronti di terzi.