BAIA O GHIACCIAIO?LA DONNA DAI DUE AMORI


testo di Stefano Villa

Dall’incanto delle Due Baie sul mare di Sestri Levante alla magia del Bianco, del Piccolo San Bernardo e del Ruitor che dal ghiacciaio sprigiona la formidabile energia delle cascate sopra la Thuile. “Questo è davvero un posto speciale - dice Paola Gastaldo - non solo per la conformazione e la posizione geografica, ma perché qui ho trovato me stessa e trent’anni fa ‘quelli di La Thuile’ mi hanno accolta”. In zona Paola gestisce il B&B di famiglia, fra le mura della stessa casa dov’era nato il bisnonno di suo marito e da pochi anni è aperta anche l'osteria. E pensare che il primo incontro di Paola con La Thuile, a dodici anni, è finito in un’arrampicata a piedi nudi e martoriati. Abituata a giocare in spiaggia a Sestri Levante, dove si riempiva di alghe sugli scogli, quell’estate vede per la prima volta le Alpi.

Paola arriva in Val d’Aosta nella colonia genovese con tanti figli di operai, come suo padre che lavora alla Fit Ferrotubi, ma quelle montagne così potenti le fanno soggezione. Per salire al rifugio del Deffeyes, a 2.500 metri di fronte al Ruitor servono gli scarponi, ma Paola non ne ha mai visti. La mandano in magazzino a prenderli e ne trova un paio che sembrano della sua misura. Non è così: già a Le Joux, da dove parte la salita al rifugio e alle cascate, Paola ha le caviglie insanguinate. Allora li annoda in spalla e sale al rifugio a piedi nudi.

Quell’esperienza indelebile per molti anni resta l’unica a La Thuile per Paola. Dopo il diploma lascia Sestri Levante e per tre anni lavora in Inghilterra, nella hotellerie dei grandi alberghi del gruppo Charles Forte. Poi nel 1989 vive da vicino la caduta del Muro. Mentre il mondo cambia è a Berlino in un cinque stelle Intercontinental come chef de rang “A quei tavoli ho fatto accomodare anche Luciano Pavarotti, Michael Jackson, Dustin Hoffmann, Tom Cruise o Jodie Foster”. Prima di Berlino Paola ha lavorato in uno storico locale di Chiavari, L’Armia. Frequentato anche da Fabrizio De Andrè e un giorno trova il coraggio di chiedergli un autografo. De Andrè, a tavola con Mauro Pagani, Ivano Fossati e il campione europeo dei 10.000 metri Stefano Mei le dice l’autografo te lo faccio, però belin Paola chiedilo anche agli altri’ e lei adesso li conserva tutti. Dopo Berlino Paola pensa di trasferirsi in Australia nella rete dei lussuosissimi Intercontinental quando arriva la chiamata da una delle località alpine dove ha mandato il curriculum: di nuovo La Thuile. Le offrono lavoro in hotel per bar e sala e lei accetta.

Il primo cliente, alla fine del 1991, è ancora al suo fianco. “Moreno mi ha colpita subito – dice Paola – ma ho dovuto fargli il filo per tutto l’inverno, l’ho persino invitato io a mangiare la pizza”. Diventano una coppia, vanno a vivere insieme e nel dicembre 1995 si sposano. Lei lavora negli hotel, lui esperto pilota dei gatti delle nevi ogni notte batte le piste da sci e la vita in alta montagna non è facile: “il giorno del nostro matrimonio – racconta Paola - si rompe lo spartineve e siamo dovuti correre a comprarne uno nuovo, pagato 7 milioni di lire. Funziona ancora benissimo, ma è costato più del viaggio di nozze che non siamo riusciti a fare”. A La Thuile nel 1997 e nel 2000 nascono le figlie di Paola e Moreno che vedono spesso papà e mamma “con la pala in mano”.

I genitori, infatti, oltre alla propria cominciano a ristrutturare nel complesso familiare un’altra abitazione bruciata durante la guerra. Si fa strada l’idea del bed and breakfast, ma il cammino è tortuoso. Moglie e marito però non si arrendono mai, davvero capaci di fare tutto. Compresi migliaia di chilometri sulle loro Vespe d’epoca in giro per l’Europa. Moreno e il padre di Paola, scomparso da poco (un mese dopo la moglie) hanno costruito da soli tutta la scala interna di legno del B&B, aperto nel 2009. Sette anni dopo arriva anche l’osteria, nell’antica baita degli attrezzi, con la cucina di Paola che nella sua sorprendente vita professionale ha incontrato anche un grande chef come Gianni Raccagni.

Nel 2016 Moreno ha smesso di pilotare i gatti delle nevi, affiancando Paola nel B&B frequentato da clienti di tutto il mondo: dal Quebec canadese al Giappone, dalla Norvegia, alla Russia alla Finlandia e con molti il rapporto diventa speciale e duraturo. “Un giorno – ricorda Paola – telefona una coppia di svizzeri per sapere se abbiamo posto e se possono portare gli animali. Rispondo di sì, anche a noi piacciono molto, abbiamo due cani e quattro gatti. Quando sento ‘però i nostri sono due asini’ mi sorprendo un po’, ma dico che va benissimo. Veder arrivare quella coppia partita dalla Svizzera a piedi, accompagnata dagli asini, per arrivare sino alla Costa Azzurra è stato l’inizio di una bella amicizia. Sono rimasti qualche giorno con gli animali sistemati tranquillamente sul prato. Ci vediamo e ci sentiamo ancora”. Parla invece di un’altra epoca la magnifica macchina da scrivere Olivetti con carrello lungo ‘contabile’ appartenuta a una cugina della madre di Paola, emigrata in California. Come lo storico telefono in bachelite, salvato dallo smantellamento della Fit, è un simbolo dei profondi legami di questa donna di montagna con il suo passato di bambina ligure di mare. Che ha già vissuto tante vite e raccoglie storie fantastiche.

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