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LUNGO LA VIA DEL NEBBIOLO CHE NON C'E' PIU'

 

testo di Francesco La Spina

C’era una volta il Nebbiolo della Val Brevenna. Sì, proprio il vitigno pregiato, oggi pregiata tipicità del Piemonte, una vera e propria ricchezza per alcuni piccoli borghi del territorio incassato che dalla Valle Scrivia sale verso l’Antola: Casottino, Cerreta e Carsassina, in particolare, in virtù della bella esposizione al solatio, potevano vantare una produzione di ottima qualità di un vino assai ricercato nell'ambito dell'economia chiusa che un tempo caratterizzava le zone attorno alla “montagna dei genovesi”.

Oggi, certo un po’ malinconicamente, si possono scorgere tra la vitalba e le spine, le antiche piante di uva, ormai inselvatichite, che comunque resistono alla soffocante vegetazione conseguenza dell’abbandono. Una testimonianza che la gente di Val Brevenna, orgogliosa, continua a tramandare, e alla quale si può attingere anche attraverso iniziative grazie a cui la cultura contadina, usi e tradizioni dell’entroterra, non sono condannate all’oblio. Domenica prossima, 15 settembre, si rinnova così l’appuntamento con “Le vie del vino”, iniziativa giunta alla seconda edizione, dopo il successo dell’anno scorso.

Si tratta di una facile ma suggestiva escursione ideata da un giovane abitante di Molino Vecchio, Paolo Brassesco, studioso delle tradizioni locali, innamorato della sua terra: si camminerà lungo i sentieri tra Clavarezza e Cerreta, compiendo brevi tappe nei luoghi dove erano fiorenti le viti di Nebbiolo. Itinerari e terre che lo stesso Brassesco ha ben raccontato nel libro “Vino dei nostri monti”, scritto con Mauro Valerio Pastorino ed edito da Sagep.

Nella pubblicazione viticoltura e produzione enologica in Val Brevenna tra il XIX e la metà del XX secolo sono raccontate attraverso le testimonianze orali raccolte presso chi ha vissuto quelle realtà, facendo luce sulle tecniche di coltivazione della vigna e della produzione del vino, lasciando spazio ad aneddoti e ricordi, sottolineando le curiose caratteristiche differenze lessicali. Nel corso del cammino tra Clavarezza e Cerreta verranno letti alcuni capitoli del libro con la possibilità di un riferimento diretto, visivo, ai luoghi di cui si parla, con il segnavia cerchio giallo barrato, che negli ultimi anni viene costantemente ripulito sia dagli abitanti dei paesi circostanti sia dai forumisti di Quotazero.com, un sito indispensabile punto di riferimento per gli escursionisti liguri. Si incontrerà quasi subito la Capanna del Tu, antica cascina attrezzata con tavoli e panche, dove sarà proposto un ristoro casalingo con prodotti del territorio. Al rientro a Clavarezza, infine, per tutti i partecipanti, spazio alla degustazione dei vini, protagonisti della giornata.(Nella foto il gruppo dei partecipanti edizione 2018)

Partecipare del resto è semplice: basta farsi trovare pronti sul piazzale di Clavarezza, dove si posteggia facilmente arrivando dalla strada che dal fondovalle (la si imbocca ad Avosso, tra Casella e Montoggio) porta alle località dell’alta Val Brevenna. Si parte alle ore 9.30, rientro previsto per le 12.30-13. A fare da guida Paolo Brassesco e altri abitanti del luogo, felici di mostrare le ricchezze culturali e territoriali. E’ consigliato un abbigliamento idoneo per l’escursione, con scarponcini. Le condizioni meteo saranno particolarmente favorevoli, con temperatura assolutamente gradevole. La partecipazione è gratuita; chi vorrà, liberamente, potrà lasciare un’offerta per ripagare almeno in parte l’impegno degli organizzatori.

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