UN FESTIVAL SUL LAVORO CHE TORNA UMANO


testo di Donata Bonometti

Si parla di lavoro anche in un Bar Empatico dove c'è qualcuno di preparato e appropriato pronto ad ascoltarti. E a sopire le tue ansie, con le tisane anche, ma con le parole esperte soprattutto. Si parla di lavoro anche in una cena il cui ricavato sarà destinato a bambini in difficoltà.. Si parla di lavoro come pensiero che perseguita se non c'è, o che al contrario dà senso alla vita. Basta non eccedere anche in quest'ultimo caso. Ecco che allora si parla di lavoro se diventa oggetto di stress in qualche modo da smaltire. Può servire per questo la danzaterapia, i laboratori di arte, la meditazione, ma anche la terapia della risata. Ma è utile anche apprendere da esperti il significato della figura del leader per approfondire il ruolo del lavoratore dipendente o le relazioni fra diverse generazioni che si passano il testimone. E si parla inevitabilmente di spazi per i giovani dedicando loro workshop utili e stimolanti, dando informazioni sui fondi e incentivi a disposizione delle startupp del territorio. A chi vuole mettere in pratica le proprie idee e non vuole smettere di sognare. Ma anche a chi vuol sapere che ne sarà delle pensioni.

Si parla di lavoro in un modo che definirlo alternativo è banale. Meglio olistico. Meglio ancora come buona pratica. Tre giorni di pensieri sul lavoro come elemento di vita e di comunicazione, di relazione e quasi di sentimenti. Chi lo vive come una prigione in questi incontri troverà modo di segare le sbarre. A mettere in piedi questo progetto ambizioso, proprio perchè propone un cambiamento interpretativo di questo mondo che nel bene e nel male ci riguarda tutti, è un consulente del lavoro della Spezia, Giorgia Caporilli, che ha visto l'appoggio di Confcommercio della Spezia e del Comune di Santo Stefano Magra. Che ospitera questo Festival. Dal 21 al 24 novembre nell'area dell ex Ceramica Vaccari luogo simbolo della Val di Magra. Dove imprenditori illuminati pensavano anche al benessere dei dipendenti. Archeologia Industriale salvata dal Fondo Ambiente Italiano da cui abbiamo preso in prestito questa suggestiva fotografia.

Giornate cadenzate dal filo conduttore,come si è detto, delle buone pratiche nel mondo del lavoro: la prima verterà su “Lavoro, Etica e Benessere”. La seconda giornata su “Welfare e Solidarietà”, mentre quelle di sabato e domenica rispettivamente sui temi “Lavoro e Benessere” e “Lavoro e Arte”. Conferenze e workshop. Al Festival saranno presenti diversi punti di ascolto, tra cui quelli di Inps, Conform, a disposizione per test psicoattitudinali per orientare le scelte lavorative, Regione Liguria, Info Lavoro del Comune della Spezia, Tempor, Banca UBI e molti altri.

Ci saranno conferenze sul;etica del lavoro, con professionisti che dimostreranno come lavorando con il sorriso, con creatività, in modo accogliente e positivo, non solo migliora la produttività ma anche la salute delle persone.E poi il contorno dello stare bene. Dallo street food agli spettacoli teatrali alle,mostre fotografiche.

In televisione in questi giorni è ritornata la storia di Adriano Olivetti, interpretato da Luca Zingaretti in una fiction molto ben fatta. Olivetti diceva. "La fabbrica non puo guardare solo l'indice dei profitti . Deve distribuire democrazia, ricchezza, cultura e servizi". In qualche modo questo Festival si ispira a figure imprenditoriali che hanno saputo fondare il proprio successo anche sulla condivisione con i propri dipendenti, con il rispetto e la valorizzazione del lavoro e migliorando la loro qualità di vita. Nel Festival ci sarà spazio anche per una premiazione delle aziende del territorio che abbiano attuato buone pratiche e processi di ricambio generazionale.

Riflette e conclude Giorgia Caporilli: "La parola crisi, però, nel suo significato etimologico, significa “cambiamento” proprio perché è nei momenti di crisi che ci troviamo di fronte ad una sfida: o si cambia e si cresce o si soccombe. Per questo motivo il lavoro deve diventare fucina di nuove idee, nuova progettualità, risanamento del territorio. Il lavoro deve riprendere il proprio posto per l;uomo, ritornando creativo e solidale, in una parola deve ritrovare la propria “umanità". agli spazi dedicati alla musica e alla danza“

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