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L'AUTOSTOP SPIEGATO A MIO FIGLIO

 

testo di Donata Bonometti

"Si tratta di una pratica apparentemente strana o che può sembrare difficile; in realtà è tra le più semplici, quelle di un bambino in libertà che gioca e gode a scoprire l'acqua e nell'acqua se stesso e il cammino che dà gambe alla sua curiosità". cosi Alberto Folli racconta quel che è una buona pratica in questo caso anche psicoterapeutica che consiste in una passeggiata riflessiva di gruppo in mezzo alla natura,  ma anche seguendo i torrenti, fino a raggiungere le sorgenti. In qualche modo un viaggio a ritroso nel nostro stesso tragitto esistenziale. Perchè l'acqua è madre.

Alberto Folli è sociologo, educatore professionale, orientatore e counselor;  ha lavorato all’ideazione e e alla gestione di servizi innovativi . Affascinato dalla natura e dai suoi riflessi sull’anima, “inventa” il counseling a mediazione naturale e, con altri amici, la pratica esplorativa della risalita dei torrenti chiamata streambed trekking.

Ci spiega "Ognuno di noi ha una sua geografia intima. La rappresentazione di paesaggi che si porta dentro. Una dimensione  tra il mondo interiore e il mondo che si snoda oltre il nostro corpo. Dunque portiamo in noi una o più mappe del mondo conosciuto, un mondo intimo esplorato magari durante l’infanzia e, talvolta, mai più calpestato dallo sguardo adulto. Altre volte, la vita ci ha spostati e questi paesaggi interiori, rimangono come isole, al di là del tempo e dello spazio. Oppure, come è capitato a me, ci si può trovare su una linea di confine. Fino a quel punto preciso (un muro, un albero, una vetta, una riva) è il mondo noto dei ricordi passati e recenti. Oltre un passo mai compiuto. L’infanzia con le sue emozioni e colori ha pennellato quella circoscritta geografia. Forse più in là ce n’è un’altra che ugualmente ci appartiene, ma non sempre lo sappiamo".  Avanza la proposta "Bisogna allargare l’area dei paesaggi interiori, tornare a respirarne l'aria, andare oltre, riscoprirli, sostarvi, avvicinarvisi lentamente al ritmo dettato dal proprio respiro, dal proprio passo e dal cuore. Come? Con i piedi, con il cammino".

Sulla sua pagina facebook Alberto Folli  tratta spesso il tema  del benessere profondo che proviene dall'immersione nella natura.  E cita neuroscienziati che ribadiscono come i sistemi cerebrali, spesso colpiti da stress o ansia, nell'arte del cammino risalgono da questi stati aumentando apprendimento, memoria e cognizione. Camminando aiutiamo noi stessi ad essere creativi e migliori anche nella risoluzione dei problemi: possiamo essere contemporaneamente nel nostro corpo e nel mondo, riusciamo a pensare senza estraniarci e senza dare peso ai pensieri negativi. E queste sono esperienze che ognuno di noi ha vissuto direttamente in occasioni di escursioni variamente impegnative. E i viandanti sono sempre piu numerosi e piu costanti in questa abitudine che piu diffusa è meglio è..

 Sempre sul tema del cammino Alberto Folli ha scritto un nuovo libro che si intitola "L'autostop spiegato a mio figlio" edizioni Leucotea che verrà presentato sabato 21 alle ore 18 presso Terra Wine bar di via Sant'Agnese 59 in zona Carmine a Genova . Con l’accompagnamento musicale dei “Mangiadischi” che sono soliti portare le loro musiche su un furgoncino Wolksvagen. A discutere con l’autore sarà presente lo scrittore Guido Conforti. In stile con Folli il libro non è solo il racconto di molti viaggi che scendono e risalgono la Penisola, corrono sugli assolati altopiani iberici, attraversano la notte lungo strade francesi o si spingono fino a Capo Nord. E’ anche una tavolozza di ricordi che si traducono in consigli per non perdere la bussola nelle difficoltà del viaggio, che è poi metafora di vita e relazioni. Per questo oltre a un libro di viaggi è anche una originale suggestione pedagogica.

L’autostop è avventura e incontro con l’altro, convivialità.

Aggiunge l'autore "Ci sono domande che pongono problemi di opportunità pedagogica e che sono, al tempo stesso, preziose opportunità di relazione. L’autostop è il terreno su cui il figlio ha chiamato il genitore a esprimersi, l’autostop che nell’esperienza riproposta al ragazzo è relazione, emozione,  ma anche tecnica, narrazione, sogno lucido, autonomia, ricerca e, infine, dono. Seguendo un proprio decalogo mentale, il padre rievoca ricordi che riecheggiano il mondo scomparso degli eventi da lui vissuti e accompagnano, passaggio dopo passaggio, per le strade d’Europa. Il ragazzo, ascoltando, trova la voglia di camminare, di immergersi nella natura circostante e nel groviglio misterioso di eventi che il passato rappresenta per tutti gli adolescenti curiosi".

 

 

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