IN VIAGGIO PER UN PRESEPE NEL POZZO


testo di Donata Bonometti.

Presepe. Dal termine prae innanzi e saepes una siepe, un luogo chiuso. Di sostanza un luogo posizionato davanti a uno spazio chiuso, una stalla in questo caso. Tutto il mondo di animali, pastori, lavandaie, adolescenti e anziane, isole di palmette e pozzi, monticelli di muschio e ruscelli di carta argentata che animano la suggestione. Che corrisponda alla nostra fede religiosa, che sia solamente il compiacimento del nostro spirito per un evento intimo. Attorno ai presepi c'è sempre una folla di volontari che crea, con i materiali piu disparati. Che settimane prima, con un rito sentimentale, comincia ad allestire, a recuperare statue e costruzioni, va nei boschi a cercare un verde vivo. Mezzo mondo conosce il presepe di Manarola, da una idea e dalla passione di Mario abitante della zona che anni e anni fa, utilizzando materiale di recupero soprattutto elettrico, illumino la collina alle spalle del borgo. Oramai un must. Una visita obbligatoria. Ma in questa coda di feste natalizie vorremmo segnalarvi alcuni presepi, aperti ancora per qualche giorno, forse meno noti, piu decentrati, che richiedono magari una salutare passeggiata per conoscerli. E ci aiuta in questo compito Enrico Bottino, maestro-esploratore dell'entroterra, (escursionismoliguria@gmail.com) segnalandoci appunto il presepe nel bosco di Viganego nella Val di Lentro, unico nel suo genere, con le casette in pietra alte 60-70 centimetri, rispecchiando lo stile delle costruzioni locali. Con le attività tipiche del nostro entroterra, parti meccaniche in movimento mostrano il mulino, il frantoio, addirittura la "lince". Nel museo civico Tubino ecco il presepe di Masone, un paese in miniatura degli anni Trenta con vecchi mestieri e le vecchie usanze. La fucina, il maglio, i boscaioli, i contadini, i falegnami e il fumo dei camini.... E ancora il presepe di Crevari , straordinario ed emozionante, in 200 metri quadrati allestiti nel salone della parrocchia di Sant'Eugenio, offre allo spettatore una particolare immersione nella Natività. Il presepe di Borzonasca vede la "firma"di Andrea Corbetta, scenografo del teatro della Tosse ed allievo di Lele Luzzati. Il presepe anche questo Natale è arricchito dell’immagine del Bambin Gesù benedetta da Papa Francesco in occasione dell’udienza Generale. E ancora il presepe, noto e visitato da sempre, di Campoligure che oltre ad essere meccanizzato in modo molto efficace propone la rappresentazione tutte le arti e i mestieri manuali che si svolgevano nella zona: dal lavoro nei campi alle officine dei chiodaroli, da forme tipiche di artigianato ai lavori domestici delle massaie. Riproducendo i monumenti del vecchio borgo come il castello Spinola, il convento dei Padri Gerolimini, il ponte medievale di San Michele. Non a caso manca l’oratorio dei S.S. Sebastiano e Rocco perchè li il presepe è allestito.

Infine. Mettiamoci in macchina o in treno e immaginiamo di lasciare la Liguria per raggiungere Orvieto Per parlare di un presepe underground ma anche di una opera di volontariato tramandata di padre in figlio. Va raccontata. Circa trent'anni fa una famiglia di Orvieto inizia la ristrutturazione della propria casa e si accorge di avere sotto i piedi un pozzo, che durante i lavori si rivela uno straordinario complesso ipogeo. Alla fine dei venti anni di cantiere la scoperta sarà di un ambiente sotterraneo profondo 36 metri scavato nel tufo, con nove sotterranei con tombe cisterne cunicoli risalenti al periodo etrusco fino a quello rinascimentale, insomma un mondo di 600 anni di vita nelle viscere della terra. Il pozzo della Cava, cosi si chiama,è un luogo di origine etrusca cui fa mettere mano nel 1527 papa Clemente VII, e chiuso il secolo dopo .....

"Il recupero ha rappresentato un sogno durato anni e costellato di lungaggini burocratiche, sebbene avessimo dichiarato di voler eseguire tutti i lavori a nostre spese. Domande presentate e ripresentate e ben sette anni di attesa per avere l’autorizzazione definitiva, rimpalli tra uffici perchè non esistevano leggi che agevolano i privati intenzionati a riportare alla luce i propri tesori e renderli fruibili". Cosi il proprietario che divenne di fatto un archeologo-volontario. Perchè quando Tersilio Sciarra si imbatte nel ritrovamento chiede aiuto, anche finanziario, alle istituzioni, alle soprintendenze. Gli risposero che doveva arrangiarsi perchè proprietario e che se avesse aperto un cantiere archeologico doveva autofinanziarsi. Per venti anni Sciarra con le sue forze fisiche e finanziarie, anno dopo anno, ha scavato, e alla fine reso fruibile pezzo di Orvieto underground e ora insieme al figlio ne gestisce le visite. Dentro il pozzo ogni anno viene allestito un presepe di rara suggestione, con effetti teatrali e scenici, lo capite bene. E ogni anno si sceglie una narratrice o un narratore, quest'anno è Giuda. Su internet trovate tutte le indicazioni necessarie che comunque vi riporto via della Cava 28

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