COME TI DIVENTO MAESTRO CARTAIO


testo di Donata Bonometti

"....in tutta Europa altra carta non s'adopra che quella dei genovesi" cosi si legge in un documento d'archivio del 1567 e in quei tempi la zona di Mele, borgo dell'immediato entroterra urbano, aveva diffusa rinomanza per la sua florida industria cartaria. Per l'abbondante e costante presenza dell'acqua che dava forza ai mulini e alla ferriere, fino a che nel 400 si diede il via alla lavorazione della carta, fiorentissima fino a tutto il secolo successivo e fino al Seicento quando nelle corti di mezza Europa,nelle cancellerie di Spagna e Inghilterra, si usava esclusivamente la carta di Mele. Nel Settecento, nel bacino del Leira, si contavano 60 cartiere.

Tradizione elitaria, quasi, quella del ciclo della carta che si spegne nel Novecento e alla fine dello stesso secolo si riaccende con un corso, finanziato da Regione e Unione Europea, che formò un certo numero di maestri cartai. Uno, Giuseppe Traverso, è rimasto il custode, l'operatore, la guida, l'anima del Museo della Carta, allocato in una fabbrica "do papè" con gli antichi macchinari. Accogliendo e seguendo circa duemila bambini all'anno. Scolaresche spinte dallo stupore di adoprarsi con impasti di stracci, affidandoli ai macchinari, per poi ritrovarsi il prodotto di un foglio in mano.Che per i nativi digitali è come toccare una pietra con annessi geroglifici egizi...Battute a parte, un' esperienza che li entusiasma. Ma avvince anche i visitatori adulti che vengono introdotti all'arte di fare la carta toccando davvero con mano il senso della tradizione che l'artigianato, la manualità, restituisce. Giuseppe Traverso, raccontando come il recupero di un antico mestiere pure carico di storia abbia un suo indubbio fascino, precisa che la produzione della carta a Mele non è solo dimostrazione culturale. Si vende. Nel book shop interno al Museo, ma non solo. Sono agende, diari , quaderni, biglietti da visita o per occasioni cerimoniali. Per gli appassionati del genere, e come non esserlo?, c'è una opportunità di appagare i sensi del ritrovamento di un profumo e di un esperienza di tatto che solo quella carta lì puo trasmettere. Oggetti belli, con una loro eleganza.

Il museo è anche sede di eventi culturali dedicati al territorio ma con invito esteso a tutta la città. E''l'associazione di volontari Le Muse che se ne occupa. Pochi giorni fa hanno presentato il libro di Alberto Folli "L'autostop spiegato a mio figlio" di cui abbiamo parlato a dicembre in questo blog e domenica 9 febbraio alle 16 e 30 si organizza un incontro con gli autori di due libri "Incendio nel bosco" e "Appennino Piemontese".

Chi volesse vivere un paio d'ore dentro il museo ha poi a disposizione uno spazio ambientale molto attraente con sentieri che ti portano lontano o vicino partendo dall'Acquasanta, fino a Punta Martin, lungo il Masso del Ferrante, fino al Cian delle Figgie.... Escursioni per esperti e meno esperti che in questa stagione possono regalare il saluto delle primule, la tenerezza del nuovo verde.

Il Museo della Carta di Mele è in via Acquasanta 251, per informazioni e prenotazioni per laboratori e visite telefonare allo 010.6319042 o 347.1679042

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