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BALLATA PER DARE CORAGGIO A UNA DONNA

 

testo di Stefano Villa

Afferrata per i capelli, coperta d'insulti e gettata con la testa nel water perchè ha passato una serata a cena con le amiche. Sono anni che suo marito si comporta da aguzzino, e che, in un crescendo di violenza la umilia e la terrorizza, ma la barbarie di quella sera è l'ultima.

Lei dice Basta! Come il titolo della canzone scritta da Ivano Malcotti per dar voce a questa e altre storie, tutte purtroppo vere di violenza maschile contro le donne. "Questa sera ti ho sfidato/ho raccolto le mie botte/ti ho sputato sulla faccia/con le ossa ancora rotte". E poi la telefonata per denunciarlo "chiusa nella stanza/col rumore dei tuoi calci/le minacce di obitorio/brutta troia non provarci".

Basta! sarà presentata per la prima volta a Sori l'8 marzo prossimo,cantata da Giulia Eleonora Musso accompagnata dal GLAM Quartet (nella foto) di Clarissa Leonardini, Maria Cozzani, Maria Valentina Montuori, Giulia Gatti e musicata da Davide Piero Runcini nel programma che il Comune del Golfo Paradiso alle iniziative per i diritti delle donne e alla lotta contro la violenza. “Quasi sempre a perpetrarla – dice Rita Falaschi, responsabile delle volontarie al centro antiviolenza Mascherona di Genova – è qualcuno con le chiavi di casa, mariti, fidanzati, compagni, padri, fratelli e il problema è profondamente sedimentato nella cultura e nelle relazioni impari fra uomo e donna. Sempre più donne però rompono il silenzio, svelano il segreto che abita le loro case e vanno sino in fondo.” Come sta facendo anche la giovane donna, emblema di tutte nei versi della canzone, che si è ribellata agli insulti, alle umiliazioni, alle aggressioni e alle botte del marito. Lei ha chiuso quel tremendo vissuto con la separazione, ma ha dovuto lasciare Genova e trovare casa e lavoro a centinaia di chilometri di distanza perchè deve essere protetta da quel massacratore che non ha mai smesso di minacciarla.

Ivano Malcotti, poeta e drammaturgo  del Gruppo Città di Genova è anche operatore sociale: “Aiuto e sostengo le persone - spiega – quando devono affrontare decisioni difficili, ma necessarie come un problema della salute e in questo ruolo raccolgo anche le storie di donne che si confidano e cercano aiuto per uscire dalla spirale della violenza”.

I loro carnefici sono quasi sempre a casa, spesso insospettabili. “Conoscevo un signore – racconta Malcotti - interessato anche ai nostri lavori artistici che consideravo un modello di correttezza e bontà d'animo. Sino a quando la figlia non mi ha detto “mio padre è un mostro”. Una storia terribile come un incubo, dalla madre continuamente picchiata e terrorizzata alla sorella maggiore che per difenderla finisce in ospedale, presa a calci e scaraventata giù dalle scale, a lei più piccola che oltre a vedere tutta quella violenza la subisce con ingiurie e insulti di ogni tipo. Anche se poi ha troncato qualsiasi rapporto con quel padre, le ferite del passato non hanno chiuso con lei che, come in una inesorabile e lancinante coazione a ripetere finora ha avuto solo compagni violenti, dal picchiatore a quello che l'aggrediva e l'umiliava verbalmente.”

E troppe volte la violenza maschile finisce con un assassinio : ogni tre giorni in Italia c'è una nuova vittima dei femminicidi.  Morti, violenze, aggressioni alle quali sempre di più le donne si ribellano, per rompere il silenzio e fermare i loro aguzzini. Anche rivolgendosi ai centri antiviolenza. Fra il 2018 e il 2019 più di mille donne complessivamente hanno contattato il Mascherona di piazza Colombo che offre servizi di “ascolto e accoglienza, supporto personale anche di tipo psicologico, assistenza legale e per le emergenze e le urgenze di lasciare la propria casa anche l'inserimento in una struttura protetta” dice Rita Falaschi. Poi i percorsi, complessi e sofferti, continuano accompagnando le donne nell'orientamento al lavoro e nella ricerca di un nuovo alloggio.

Le volontarie del centro fanno anche molte attività di formazione e sensibilizzazione nelle scuole, per ragazze, ragazzi e insegnanti sul superamento degli stereotipi di genere.

Il centro antiviolenza genovese Mascherona è in piazza Colombo 3/7 - centroantiviolenzamascherona.it - tel.3491163601 – 010587072) . Chi vuole diventare volontario puo scrivere alla mail antiviolenzamascherona@ilcerchiodellerelazioni.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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