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SU PER LE CREUSE SI INERPICA LA SOLIDARIETA

 

 

testo di Stefano Villa

Comincia fra le 7 e le 8 del mattino e spesso finisce alle 10 di sera con le ultime consegne. È  lunghissima, nel tempo crudo e pericoloso della pandemia, la giornata degli operatori sociosanitari della cooperativa che per l’Unione dei Comuni del Golfo Paradiso (Bogliasco, Pieve Ligure e Sori) portano i farmaci e la spesa al domicilio delle persone più anziane e dei nuclei familiari più fragili perché possano restare sempre a casa.

Bogliasco oltre al borgo sul mare ha le frazioni sulla collina di Poggio Favaro, San Bernardo e Sessarego. Pieve si estende dalla costa a Pieve Alta e alla frazione Corsanico. Sori dal capoluogo marino si ramifica in otto frazioni sui versanti ripidi dei monti: Canepa, Capreno, Lago, Levà, San Bartolomeo, Sant’Apollinare, Sussisa e Teriasca. Le località sono molte e “ci sono abitazioni dove con l’auto non si arriva – dice Ivano Malcotti, operatore sociale e counselor - bisogna salire a piedi sui sentieri a portare la spesa o i medicinali alla persona o alla famiglia che l’aspettano”.

L’Unione dei Comuni del Golfo Paradiso ha un numero – 3756067361 – da chiamare dal lunedì al venerdì fra le 9 e le 17 per chiedere questi servizi, destinati alle persone più anziane, ai nuclei che hanno persone con disabilità o altre fragilità o a chi,  come nella quarantena sanitaria, non deve mai per alcuna ragione uscire di casa. Le richieste vengono trasmesse alla cooperativa che gestisce questi ed altri servizi per l’Unione con sei operatori sul territorio. “La priorità – dice Malcotti – va naturalmente ai farmaci urgenti, poi quelli per le consuete terapie individuali e la spesa alimentare e dei generi di prima necessità”.

Gli operatori ritirano i medicinali dalle farmacie che hanno già ricevuto la ricette dai medici e poi vanno a consegnarli. Per la spesa – se ne può chiedere una alla settimana – si comincia andando a casa della persona per ritirare in una busta la lista dei prodotti e il denaro per acquistarli. Poi si va nei supermercati e infine si riparte per portare la spesa con il resto e gli scontrini. “Per completare tutte queste operazioni quando la persona abita in una frazione lontana servono anche più di due ore” e questo spiega perché per soddisfare tutte le richieste quotidiane, anche una quindicina, le giornate degli operatori fra consegne di farmaci e alimentari arrivino sino a notte. E poi ci sono altri servizi, come l’assistenza all’igiene personale in certi casi e per Ivano, che è anche counselor, il supporto alla socializzazione e psicologico per ragazzi e adulti con disabilità o fragilità.

“Naturalmente in questo periodo così drammatico le attività si svolgono online, a distanza – dice Malcotti – ma cercando comunque di trovare il tempo per mantenere quotidianamente i contatti. Così se un ragazzo vuole mostrare i suoi disegni, i giochi o i progetti che sta elaborando, lo può fare su skype, come raccontare le sue preoccupazioni”.

Consegnare nelle case delle persone per farle restare a casa è un compito fondamentale e letteralmente vitale in questo difficilissimo periodo e gli operatori sociosanitari lo sanno molto bene. E anche se proteggersi con i dispositivi previsti e rispettare le distanze interpersonali prescritte, com’è naturale, non cancella del tutto le preoccupazioni e il timore per il virus, loro resistono, dice Malcotti. “Succede anche a noi di avere paura, ma nessuno del gruppo ha mai chiesto di restare a casa. Siamo tutti qui”.

Nella foto un borgo sopra Sori. E un volontario della associazione arrivato a destinazione in una delle case di dell'entroterra

    

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