SONO UN AUTISTICO CON LA COSTELLAZIONE IN TESTA


testo di Stefano Villa

Sentirsi un extraterrestre in mezzo agli altri, stato d’animo frequente di molte persone con disturbi dello spettro autistico. Per loro è quindi fondamentale trovare i canali più adatti tra il mondo interiore e quello esterno, per dar voce a sentimenti, sogni, interessi e affermare la propria identità. Come il vulcaniano Spock, primo ufficiale del capitano terrestre Kirk sull’astronave Enterprise e protagonista della serie di Star Trek, sempre alla ricerca, con mille risorse, del miglior equilibrio possibile tra due mondi. Per far emergere capacità e talenti delle persone nello spettro autistico, rafforzando la loro consapevolezza di sé, a Genova è nato il progetto Me la canti Te la suono. Ideato da Simonetta Lumachi, pedagogista clinica di Philos Accademia Pedagogica e Ivano Malcotti drammaturgo e autore dell’associazione Gruppo Città di Genova lavora su percorsi e strumenti che favoriscono l’espressione delle emozioni, pensieri, idee, speranze attraverso narrazioni, storie di vita, scrittura autobiografica declinate anche in fumetti, romanzi o canzoni. Come Shutdown Meltdown con i versi di Ivano Malcotti, la musica di Stefano Cabrera e la voce di Flavia Barbacetto sulla vita e i pensieri di F.C., condivisa parola per parola con lui. “Scriverla – dice Malcotti – è stata un’esperienza molto intensa, ha significato soprattutto stare in ascolto per cercare di capire, senza mai rischiare di travisare, cesellando più volte ogni verso fino a trovare le risonanze più vicine a lui”. F.C. ha avuto solo a 45 anni la diagnosi di sindrome di Asperger, nei disturbi dello spettro autistico. Una persona di grande cultura, laureato in lettere, autore di intense e potenti foto artistiche con un’inestinguibile passione per l’astronomia iniziata da piccolo, guardando sui libri le immagini di stelle e pianeti ben prima di imparare a leggere. Una passione talmente viva e sempre presente in lui da farlo scherzare, raccontano, sull’ipotesi che anche il suo Dna abbia la forma di una costellazione.

F.C. non nasconde però grandi sofferenze fra “Shutdown un coltello nella schiena” e “Meltdown che taglia ogni schema” dice la canzone in cui ripercorre anche i drammatici solchi scavati in lui dall’idea suicida, nata nella solitudine di un’infanzia da ‘strano’ in famiglia: “il pensiero di ogni giorno/quel bambino alla scrivania/che pensava al suicidio/come unica poesia”. Lui ama la letteratura, conosce il fascino, l’energia e la potenza delle parole e anche se usarle può significare fatica, stress e dolore non rinuncia a raccontare ciò che prova “io non riesco a tacere/non son forte in empatia/ma cerco un altro modo/tra silenzi e

ipocrisia” anche per aiutare altre persone a trovare consapevolezza e strumenti di vita. La canzone sarà inserita in un videoclip con una serie di fotografie di F.C., scelte da lui, a scandirne i versi. Sarà presentato dopo l’estate e diventerà introduzione per conferenze e incontri di esperti e addetti ai lavori sui disturbi dello spettro autistico. “L’esempio di F.C. fa comprendere quanto sia fondamentale mettere in luce il talento di ogni persona – dice Simonetta Lumachi - per aiutarla ad esprimerlo. C’è chi disegna o scrive benissimo, sa recitare, parla molto bene una lingua o suona”. Ogni persona è diversa, i suoi problemi possono essere nella comunicazione, dal silenzio più totale ai discorsi incessanti ma spesso fuori contesto, all’ecolalia di chi ripete all’infinito battute e canzoni, o nell’esprimere solo interessi stereotipati, ristretti e totalizzanti come “sapere tutto sulla Formula Uno, su Beethoven o gli imperatori romani”. La chiave è trovare il canale preferenziale di comunicazione e trasformare l’interesse particolare in un valore positivo per andare oltre le ombre più difficili e dolorose come le chiusure ermetiche dello shutdown o le esplosioni di rabbia incontenibili del meltdown. “I due termini – spiega Lumachi - definiscono atteggiamenti rilevati esclusivamente nello spettro autistico: uno stimolo sensoriale come l’odore di un cibo o la sirena di un’ambulanza possono determinare il corto circuito di una delle due reazioni”. “Abbiamo anche – dice Simonetta Lumachi - tradotto tutto il programma delle primarie usando gli aspirapolveri, l’unico interesse di un bambino. Nel parlare di cosa può fare un certo modello, come si utilizza, dove e chi lo produce entrano in gioco per esempio la matematica, l’uso dell’italiano, la logica, la geografia”. Oltre al progetto Me la canti Te la suono fra i tanti laboratori di Philos c’è anche quello sul doppiaggio, curato da un’attrice e doppiatrice professionista, dove si proiettano spezzoni di film in lingua originale e i ragazzi guardando il labiale imparano a entrare

in battuta e a colorarne anche l’effetto emotivo. Poi c’è la radio web (radiophilos.wordpress.com) con il conduttore Andrea Carretti che dà voce alle passioni e agli interessi dei ragazzi e delle ragazze, dalle recensioni dei manga giapponesi a quelle musicali, dalle tecniche artistiche per lavorare la plastilina, alla versione fantasy di Robin Hood a tanto altro.

L'associazione Philos è a Genova in via Caffaro 10 cell 3497990497 accademiaphilos@gmail.com e i quattro ragazzi nella fotografia sono fra coloro che partecipano ai progetti che vi abbiamo descritto.

Il gruppo in concerto sono invece i partecipanti de "La voce in piu" spettacolo musicale che oramai fa il giro d'Italia partendo dalla casa madre di Bergamo.

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