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BOUQUET DI FIORI PER LA QUARANTENA

 

 

testo di Donata Bonometti

Abbiamo gia parlato in questo blog delle piante da marciapiede, i fiori da spartitraffico, che, in questi settimane di chiusura da covid, senza passaggio, con l'inquinamento in ribasso, abbiamo viste fiorire per le strade come se avessero radici nei giardini del re.

In un angolo cementato del marciapiede, vicino all'Albergo dei Poveri, ho visto crescere giorno dopo giorno un fiore elegantissimo, che si è replicato attorno, con un ciuffo di simil pistilli lilla a formare una sorta di batuffolo. Meglio di me ve lo spiega il disegno qua sopra. Fiore leggero, pronto a farsi spampanare dal vento, eppure un combattente della vita, una Trachelium Coeruleum, pianta avventizia, spontanea nell'Europa Occidentale che addirittura prolifera sulle pareti esterne della chiesa di Santiago de Compostela. Cosi ci racconta Mario Calbi appassionato botanico, con un passato di assessore ai servizi sociali del Comune di Genova e un presente di partecipazione dentro "Oltre il Giardino" un circolo di studi  ligure che fa germinare idee sulla qualità dei servizi alla persona.

Mario Calbi, in questi giorni di quarantena in cui gli era permesso recarsi al mercato, ha cominciato ad osservare, con l'acume e la passione che gli è propria, quel che i marciapiedi e gli interstizi delle pietre lasciavano nascere in liberta. A maggior ragione con una forte riduzione della presenza umana anche se di piante abituate a tutto si tratta, dalla pisciatina del cane al calpestio. Mario Calbi le ha raccolte e disegnate ed ora i ritratti colorati di queste piante, simbolo della spontaneità, sono diventate una mostra  nella sede del centro culturale Zenzero in via Torti 35 a Genova.  Dal 18 giugno al 3 luglio. Ogni giorno dalle 17 tranne sabato domenica e lunedi....

Una quarantina di disegni dove sono ritratte le erbe "che il loro essere poco intriganti me le ha rese piu intriganti". Fa dire a Calbi la sua attenzione alle cose e alle persone umili.

Ecco per esempio l'ortica il cui solo pensiero della vicinanza ci irrita, che essendo impollinata dal vento è dotata di fiori di diverso colore, dal giallino all'amaranto. Non ci viene voglia di farne una frittata bensi un bouquet, che Calbi ha sicuramente composto nelle sue passeggiate urbane. Ripercorrendo anche una passione che risale al tempo dei suoi genitori che gliela hanno trasmessa e si protrae negli anni in cui era assessore comunale perchè i fiori gli servivano "per mettere la testa altrove". Fino ai tempi odierni in cui Calbi tiene, in diverse associazioni, lezioni teoriche per poi portare i suoi alunni (di ogni età, si intende) alla verifica nei prati che fanno da corona alla città.

Si diceva; avevamo gia trattato in questo blog il tema delle

graminacee, conosciute come “madri” di orzo e riso, avena, grano, ma meno conosciute nella loro funzione ornamentale, anche se stanno diventando oggetto di culto nell’arredo green.  Sono rustiche, non esigono manutenzione particolare, hanno foglie che variano di colore durante l’anno così quando il giardino sfiorisce si pennella con delicatezza di grigio rosa giallo e persino blu. 

Si chiamano fra gli altri Miscanthus, Panicum, Pennisetum e ancora la più nota Festuca o l’Erba delle Pampas. Barriere frangivento o tappezzanti e ancora bordure, oppure mischiate a fiori così da rimpolpare parti di giardino.

Fiori da marciapiede, dunque.

Quindi c'è l'occasione per riparlare della Cascina Bollate a Milano dove lavorano giardinieri e detenuti, affiancati da una ventina di volontari:  perché il vivaio è all’interno di una casa circondariale.   Cascina Bollate produce piante da fiore, perenni e annuali, erbe ornamentali e una collezione di rose antiche e buddleje, l’albero delle farfalle. E le graminacee adottate come ornamentali. Piante insolite, amano dire a Bollate. Il Covid ha rallentato anche questa attività. Ma è necessario non abbandonarli e aiutarli, anche con l'acquisto on line, per una ripresa graduale ma certa. Hanno un sito e una pagina facebook ricco di info e fotografie, cataloghi.

  Ricordiamo che Cascina Bollate produce  lavoro.
I detenuti infatti imparano un mestiere – quello del giardiniere - che dà un senso alla loro pena finché sono dentro e una chance al loro futuro quando usciranno. Dicono : "Formiamo giardinieri professionali e non forzati del decespugliatore". Due grandi serre, diecimila metri quadri di terreno. Ci tengono a precisare che i detenuti che lavorano hanno una detrazione in busta paga per il mantenimento in carcere.

 Ci raccontano i giardinieri di questo particolare vivaio “circondariale” dando lezioni di botanica anche su facebook che «queste erbacce flessuose e leggere, così da sposarsi benissimo con le rosacee, sono anche artefici del mantenimento di una certa gerarchia del giardino. Insomma le graminacee sono sentinelle dei nostri spazi verdi. E si replicano con facilità perché le impollina il vento e a volte anche gli animali attraverso il loro pelo». E crescono velocissime.

Cascina Bollate è in Via Cristina Belgioioso 120, Ingresso angolo Via Montello/Via Belgioioso, Telefono: 331 290 6448

 

 

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