LA SFIDA DI VIVERE E LAVORARE NELLA PROFONDITA DEI MONTI


testo di Donata Bonometti

Entroterra, campagna, micropaesi abbandonati dove qualche eroico resiste radicato e nutrito dei suoi ricordi, qualche altro eroico ci prova a trasferirsi, a vivere di ambiente, a pennellare primavere, perchè quelle case non diventino ammassi di pietre gelate. Quanti negli anni, anche di professione a Il Secolo XIX, ne ho visitati per intervistare gli abitanti, i superstiti, i nativi di ritorno, e quelli stanchi di resistere e pronti a lasciare,rammaricati, quei cieli puliti. Penso a Realdo nell'imperiese un borgo con gli orti a strapiombo su un salto di falesia di 300 metri, dove un uomo, avendo ereditato dai nonni dei locali, era tornato dall'estero per aprire una locanda e tentare l' albergo diffuso. Sono passati quasi 10 anni, ricordo la sua cucina con un formaggio di potente profumo, di intenso e raro sapore. Formaggio di terra brigasca. Di questo uomo di buona volontà ne aveva parlato, mi pare, anche National Geographic.

E come non citare Tonno di Valbrevenna, tre abitanti, negli anni Ottanta, tra cui la Candida che oggi sarebbe ben oltre i cento anni, tutto quel che restava di un paese che agli inizi del 900 vedeva mille abitanti dediti alla coltivazione del grano di montagna. A Tonno poi sono arrivati (e ripartiti) alcuni stranieri, ristrutturando alcune delle case , qualche genovese vi ha creato il suo buen ritiro, e mi ha mostrato antiche fotografie del borgo, custodite come un tesoro.

E che dire di Fascia, che scorre in queste ore di una domenica gelida e ventosa, sugli schermi della televisione indicato come il paese piu anziano di Italia......Il paese dei partigiani, il paese dei narcisi. Il passato di sangue, di battaglia, di paura. L'attualità di una natura in bianco che attira ogni anno lassu chi non puo fare a meno di visioni cosi, per rigenerarsi. Curva dopo curva in mezzo a una montagna aspra ma generosa di orizzonti e colori. A Fascia, nell'alta Valtrebbia, con questo primato recentemente emerso, sono saliti anche alcuni giovani, ad affiancare i grandi vecchi. A marzo dopo 23 anni qui nascerà un bambino. La mamma gestisce un agriturismo. Abbasserà per forza la media che qui tocca i 66 anni e Fascia probabilmente perderà il primato.

E in questi giorni la notizia del ritorno, dopo venti anni, di un abitante in un microcosmo quale è Craviti di Borniga, nella zona di Triora. 1300 metri di altitudine nell'Alta Valle Argentina. L'acqua è arrivata soltanto pochi mesi fa. Qui è approdato , da Nizza, un neopensionato Michel Pugliesi, originario corso, e la sua seconda casa è diventata la prima. Non piu la dimora estiva ma a tempo pieno. Un uomo dalle mille terre che alla fine ha trovato il paradiso qui, dove mi sento bene nella testa e nel corpo. E l'unico abitante ed è capitato che per settimane non abbia visto anima viva. Leggete la sua storia su Sanremonews.it c'è una intervista molto dettagliata e coinvolgente.

Ora però, sempre in tema, abbiamo in serbo un appello per un altro mini borgo che è a rischio sopravvivenza. Ne vedete la magica fotografia che apre la pagina facebook dell'agriturismo Il Maggionciondolo . Ci troviamo a Dova Superiore in val Borbera, frazione di Cabella Ligure. L'agriturismo, inaugurato venti anni fa, è stato il segno potente del salvataggio di Dova dall estinzione. Il progetto Cooperativa delle Terre Bianche ne è stato il motore. Scrive Giampiero Carbone sul sito Giornale7 :l’obiettivo era raccogliere il fieno nei prati, di venderlo e con esso anche alcuni prodotti tipici. I soci costruirono un capannone e nel 1990 una stalla dove da allora sono allevati mucche e vitelli, in estate portati al pascolo. Otto anni dopo è stato ampliato l’acquedotto e da vent’anni si svolge la Festa della Montagna. La mente della rinascita di Dova Superiore è stato don Luciano Maggiolo, parroco del paese, che ora è anziano e teme di non riuscire più a mandare avanti tutta la “baracca”. Così, ha deciso di chiudere la cooperativa e prevede di creare un museo dedicato alla storia contadina nella sede della società. All’agriturismo, invece, ci ha pensato Giacomo D’Alessandro, l’ideatore del Cammino dei Ribelli (“130 km a piedi in 7 giorni nella sconosciuta Val Borbera. Un cammino sociale nella natura selvaggia dell’Appennino tra Liguria e Piemonte, per ascoltare storie sorprendenti e incontrare i testimoni di una ostinata rinascita contadina, sociale, spirituale”), poco prima di Natale ha lanciato un appello su Facebook: “Aiutiamo don Luciano a continuare un sogno”. Continua Giacomo: C’è un tempo per ogni cosa, adesso è il tempo di trovare nuove persone o una famiglia che vogliano prendere in gestione il Maggiociondolo, e continuare, rilanciare, una storia di resilienza, passione, ospitalità, vita rurale, auto-produzioni, turismo sostenibile. Certo, una sfida, in un luogo lontano, dal fascino grande, come grande è la scommessa di abitarlo. Gli abbiamo promesso che avremmo fatto girare il suo appello”.

Ecco anche il suo l'annuncio su facebook. Si offre un intero Agriturismo, completamente attrezzato di cucina professionale, sale da pranzo e camere da letto, ad un affitto simbolico di 600€ all'anno.

Vi è in più anche la stalla e un fienile-capannone, questi ultimi in vendita ad un prezzo da concordare.

Contattateci ai numeri: 0143-919977 e 0143-919949

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