NEL CUORE DEL VALLONE CHE RISCHIA LA PERDIZIONE

testo di Gianluigi Guerra


Salendo oltre Saint Jacques, ultimo paesino della val d'Ayas, sulla sinistra ci si inerpica in un vallone incontaminato

una rarità nel panorama ormai antropizzato delle valli alpine. E' il vallone delle Cime Bianche di Courtod che collega la val d'Ayas alla Valtournanche, luoghi molto amati e frequentati dai genovesi e dai liguri in generale. Ci piace raccontare la battaglia ambientale che da alcuni anni è in atto per salvare il Vallone, attraverso vari comitati, perchè sappiamo che la farete vostra, se già non vi avete aderito.


Dunque incamminiamoci per il Vallone. La natura ti spinge a percorrerlo seguendo inconsapevolmente la Kramenthal la via dei mercanti che in epoca medioevale quando il passo del Teodulo, allora chiamato mont Servin cioè colle selvoso era libero dai ghiacci e transitabile in ogni stagione, univa Svizzera e Italia. La valle d'Ayas dipendeva allora dalla abbazia di San Maurizio di Agau nel canton Vallese e questa era una delle principali e più ricche vie per il commercio transalpino.

Forse questa attività ha reso meno appetibile questa valle per il pascolo fatto sta che a parte due baite abbandonate all'alpe Mas e alcuni ruderi all'inizio del vallone, - non baite contadine ma posti di polizia dove venivano filtrati e bloccati i transiti in caso di peste- , non ci sono insediamenti umani ma solo

una ampia mulattiera.

Questa natura incontaminata, perfetta, rende ancor più impietoso il paragone con la valle di Cervinia allorchè si raggiunge il colle superiore delle Cime Bianche. Dall'altra parte letteralmente non c'è un filo d'erba, tutto distrutto da piste da sci bacini per l'innevamento artificiale e strade bianche. il panorama è meraviglioso

con il Cervino che troneggia ma se abbassi lo sguardo ti rendi conto dello scempio causato dall'uomo.

Ora, incuranti della bellezza da preservare e miopi sulle ricadute turistiche gli oligarchi della consorteria alberghi/funivie vogliono violentare questo vallone

e cementificarlo con funivie che saranno poi seguite naturalmente da ristoranti piste alberghi strade ecc, ecc.

Oltre al dispiacere feroce di immaginare questo lembo di paradiso reso sterile e brullo come è già l'altro versante, credo sia anche una scelta scellerata e stupida dal punto di vista economico.


Il mondo sta cambiando, la sensibilità dei cittadini (e i turisti sono cittadini del mondo) sta cambiando! ad esempio nel 2019 il valore prodotto dal cicloturismo in Italia ha praticamente raggiunto il valore prodotto dallo sci invernale (7,6 miliardi contro gli 8,2 dello sci senza contare che gli impianti di risalita in val d'Aosta sono in perenne

perdita finanziati dalla Regione ) E' cosi assurdo pensare che i futuri turisti privilegeranno la bellezza naturale e delle città d'arte rispetto allo sfrenato consumismo del turismo da ricchi coatti nel nome del sacro totem dello sci da discesa?

Tra 20 anni sicuramente una valle cosi ricca di storia, di particolarità geologiche uniche, di comunione con la natura attirerà un turismo rispettoso e consapevole a scapito del machismo degli oligarchi che vogliono il comprensorio sciistico più grande delle alpi come se per lo sciatore fosse importante e più bello passare ore e ore in funivia

anziche con gli sci ai piedi.


Molte forze si fronteggiano. I propugnatori del progetto si riempiono la bocca di pelose considerazioni sullo sviluppo economico della valle mentre le associazioni e i cittadini, forti dei vincoli ambientali e della loro capacità di giudizio sulla scelta miope e devastante di questo progetto cercano di bloccarlo.

E intanto, ahim癡, tra qualche anno gli impianti resteranno fermi per mancanza di neve e il Teodulo potrà essere raggiunto e percorso senza "bagnarsi le scarpe" possibilmente attraverso un vallone delle Cime Bianche uguale a quello usato per il commercio nel medioevo.

Se volete conoscere l'attività di una delle associazioni che seguono passo passo la vicenda da quando se ne è iniziato a parlare cinque anni fa e vi si oppongono anche con azioni di conoscenza e divulgazione del territorio ecco "Ripartire dalle Cime Bianche". Il sito è lovecimebianche.it il numerodi cell per contatti 3355412512 la mail è cimebianche@gmail.com

Su youtube digitando: ayas e la scomparsa della kramenthal potete trovare una impeccabile lezione di storia sulla valle d'Ayas e la sua importanza nei commerci negli ultimi secoli del medioevo e nei primi dell'era moderna grazie all'autore della ricerca Rodolfo Soncini Sessa

Se invece volete vedere la bellezza della valle andate su ayastrekking un sito fatto molto bene dove ogni escursione viene descritta e illustrata. la gita alle cime bianche

l'tinerario n.5




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