"NON SCHERZATE MAI CON IL FUOCO"


testo di Donata Bonometti

Ho un amica che da 27 anni lavora al Centro Ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova. Centro di eccellenza che ha visto negli ultimi anni , fra le persone ricoverate, le vittime sul lavoro della Thyssen Krupp e del disastro ferroviario di Viareggio. Storie violente di dolore, che lasciano cicatrici anche in chi si prende cura di chi vi sopprav

vive, o soccombe. Uno di questi giorni, siamo andate a prendere un caffe insieme, dopo il suo turno di notte, e l'ho vista esibire una maglietta dalla dicitura esplicita: no alcool no ustione. Concetta, infermiera di lungo corso, ogni estate assiste, spesso con una impotenza terapeutica che la turba perchè certe aggressioni non lasciano scampo, alle ferite e alla morte di persone che scherzano col fuoco. Che maneggiano bottigliette di plastica per attizzare un barbecue, per bruciare dell'erba secca, o un nido di insetti che si è insediato in qualche anfratto della casa di campagna. O per accendere una stufa se le sere estive in collina si fanno freschette.

Recentemente, mi racconta, una coppia con casa sulle alture della riviera di Ponente, dando fuoco a delle fascine, ha subito una morte atroce. La donna avvolta dalle fiamme e uccisa sul colpo, il marito nel tentativo di aiutarla, è stato a sua volta preso dalle fiamme ed è morto al Centro Ustioni dopo pochi giorni.

Lo so non è argomento di leggerezza vacanziera ma se ogni estate registra morti cosi tremende ma altrettanto evitabili mi sembra ottima l'idea della prevenzione a tutti i costi, anche con una maglietta, anche con una divulgazione via social di alcune buone pratiche. Campagna di prevenzione e di informazione ci sono, vi lavora da sempre anche la SiuST, Societa Italiana Ustioni, ma vanno comunque incrementate, non va perso il passo dell'educazione soprattutto partendo dalle nuove generazioni. Allora ci si prova anche con il fai da te. Concetta racconta di aver visto nelle corsie del Centro lottare con la morte, e non sempre farcela, persone che "sanno", ma che nella fretta di attizzare il fuoco commettono spaventose imprudenze. Come non citare il cantante Gianni Morandi con gli arti fasciati. Anche lui reduce da un intervento inconsulto sul prato della sua casa di villeggiatura.

Fa da supporto alla campagna dell'infermiera di Villa Scassi, Vincenzo, 25 anni, di Novi Ligure, futuro osteopata, che a 12 anni in seguito ad un incidente domestico fu ricoverato per quasi due mesi al Centro di Sampierdarena. Indossa a sua volta la maglietta perchè spera in un messaggio persuasivo verso chi " rischia di vedere poi sulla sua pelle le conseguenze di imprudenze impressionanti in nome del: ma sì l ho sempre fatto e non è mai successo niente..... Ho subito numerosi interventi chirurgici, vari interventi con innesti di cute, al volto, al torace e all'addome. Ora sono cicatrici quasi invisibili, ma il ricordo, anche se con grandi vuoti, non si è rimarginato"

Leggo su internet che esiste una associazione che si chiama Gau e che è nata circa 20 anni fa a Torino per opera di una persona passata attraverso la terribile esperienza, ora è ex presidente dell'associazione, ma continua a battersi per chi vive il post-ustione e ovviamente per la prevenzione. Si chiama Tommaso Acchiardi, ha condotto una battaglia di sensibilizzazione sull’uso dell’alcol denaturato (quello rosa, per intenderci) tutt’oggi responsabile di circa 300 casi di ustioni gravi all’anno e del 10% dei decessi. Battaglia che ha registrato numerosi incontri con i rappresentanti del Ministero della Salute e con i produttori di bottiglie di alcool il cui ritorno di fiamma anche a distanza di due metri, puo causare ferimento e morte. Ha guidato e vinto una campagna per il Ministero della Salute sulla modifica del foro di uscita dei contenitori di alcol che a causa della loro conformazione sono responsabili della nebulizzazione dello stesso e conseguentemente del ritorno di fiamma causa degli incidenti.

C’è molta confusione sulle proprietà dell’alcol – racconta Tommaso – che ad oggi può essere tranquillamente sostituito sotto ogni aspetto da prodotti molto più validi, economici e sicuri, come l’alcol in gel. Ancora oggi viene infatti usato per ravvivare fiamme libere e sono molte le leggende metropolitane che attribuiscono a questa sostanza un effetto disinfettante in caso di ferite e detergente in ambito domestico, ma la realtà è ben diversa. Molti non sanno che l’alcol è batteriostatico, stordisce quindi i batteri per pochi minuti senza ucciderli e quindi non impedendo una potenziale infezione.

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