PER BEGATO E GHETTO UN AMORE DI PORTIERATO




testo di Donata Bonometti

Pacchi su pacchi, quasi settecento, carte dorate, fiocchi, e dentro una strenna, giochi, ma anche sciarpe e berretti, una golosità, un libro, una crema da notte o un acqua di colonia perchè anche se la povertà spesso ti frequenta, hai sempre diritto al decoro e anche alla bellezza. E dentro ogni pacco la grazia di un biglietto di auguri dedicati allo sconosciuto che riceverà il regalo. In questi giorni nei locali del portierato sociale di vico Untoria a Genova, è arrivata una moltitudine di babbi natale, ma senza renne e cappelli rossi. Semplicemente genovesi generosi e affettuosi. E ora volontari e educatori di due associazioni porteranno i pacchi in case- famiglie, dove mamme e bambini, ma non solo, ne saranno sorpresi.

E' un festoso debutto del portierato sociale del centro storico, affacciato non a caso sulla piazza Don Andrea Gallo, gestito dalla cooperativa sociale Villa Perla Service con partner la Comunità di San Benedetto, a seguito di un bando di Fondazione Carige e Compagnia San Paolo, mirato a questa iniziativa sociale che, con altri enti e associazioni, ha gia in testa una serie di progetti, in attesa che la pandemia se ne vada. Alcuni ce li illustra Vanessa Bracali, di Villa Perla Service. Esempio: un' aula all'aperto per fare lezione in piazza da parte delle scuole del centro storico, un accordo con l'Università perche gli studenti di lingue diano disponibilità per chi ha bisogno di imparare, per meglio inserirsi. E ancora un' azienda di coltivazioni bio che potrebbe posizionare vasconi per fornire rudimenti sugli orti urbani. E ovviamente il portierato, una volta inaugurato, sarà uno sportello per le piu svariate richieste, un punto di incontro, supportato anche da una piattaforma on line che sarà chiamata la banca delle competenze. Esempio. La signora Maria, anziana, sa cucinare, il giovane Marco no ma compra gli ingredienti. L'uno non sa o non puo fare ciò che l'altro invece si, e viceversa. Insieme realizzeranno il piacere della tavola.

"Questo portierato avrà il grande pregio dello spazio aperto ad utilizzo di tutti, in tempi in cui questa condizione ci è stata negata. Una piazza, di cui il centro storico è da sempre carente" esordisce Domenico Chionetti presidente della Comunità di San Benedetto, Il portierato si affaccerà su una piazza dei bisogni di varie anime, dai bambini delle scuole, agli abitanti del ghetto, stranieri e non, fra cui le trans straordinario presidio del territorio da sempre, piazza di incontri fra le differenze, allontanando cosi la microcriminalità che già dove c'è luce e vita, se ne va. Una piccola periferia enclavica, peraltro a due passi dalle strade patrimonio dell'Umanità..."

Spostiamoci a Begato nei locali che ospitano l'altro portierato gestito dagli educatori della Comunità di San Benedetto con partner Agorà, e la straordinaria collaborazione di Leroy Merlin. E Bricoman. Che han messo a disposizione materiali e utensili per intervenire nella manutenzione degli appartamenti. Scandalosamente dimenticati da Arte, l'agenzia regionale per l'edilizia popolare. Case ammuffite, impianti idraulici che perdono, pareti che si scrostano, cemento che si gonfia, finestre rotte e via dicendo. L'inadempienza dell'istituzione vede d'altro canto questa iniziativa, unica nel suo genere, che va oltre l'aiuto materiale, che peraltro incide fortemente su un recupero di qualità di vita di decine di famiglie. Va oltre e cerca ancora una volta di fare comunità. "Cerca di creare appartenenza al quartiere, che dovrà vivere a breve l'abbattimento della Diga- Una rivoluzione urbanistica che in teoria dovrebbe vedere il coinvolgimento degli abitanti. Di operazione difficile si tratta" , osserva Marco Malfatto che per la Comunità di San Benedetto, gestisce il porteriato di Begato, "perchè le istituzioni non saranno cosi disponibili, d'altro canto gli abitanti di questo quartiere per lo stato cronico di abbandono, hanno una sedimentata diffidenza, o al contrario sono molto richiedenti appena si affaccia qualcuno ad occuparsi del quartiere. E le richieste a volte debordano, si fa difficile rispondere".

Ma ce la mettono tutta Erik e gli altri educatori che gia avvertono la circolazione di buoni sentimenti fra loro e gli abitanti. "Ci vogliono bene"

Oltre ad aver portato mobili in case dove non c'era niente di niente, aver aiutato nel sistemare porte rotte e lavandini che perdevano, raccontano che ci si occupa anche della spesa di anziani invalidi e di alcune famiglie molto disagiate con minori che ovviamente risentono del clima. "Siamo pieni di lavoro" dice Erik. Ma sorride nel dirlo.


I locali del portierato sociale si trovano nel palazzo di via Pedrini 27 messi a disposizione dal municipio della Valpolcevera.

I locali del portierato sociale del centro storico sono nel palazzo di vico Untoria 19 rosso. ,

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