QUEL CHE RESTA DI DIECIMILA GIOCATTOLI...CERCA CASA


testo di Donata Bonometti

Orsetti di peluche pronti a imbarcarsi sulle navi che a fine gennaio ricominceranno a solcare il mare di Lampedusa. Per restituire un sentimento di normalità ai bambini appena salvati dal mare-mostro. Rivestiti, nutriti e poi consegnati al caldo di una coperta e di un giocattolo .

Altri giocattoli, questa volta non di peluche ma di legno (ed è una richiesta espressa), raggiungeranno i villaggi del Madagascar dove operano i volontari della Nextonlus, giochi ma anche libri sono gia destinati ad una scuola elementare e ad alcune case famiglie di Genova, all'associazione di solidarietà in Senegal. Parliamo di tutto quel che resta della immensa generosità dei genovesi che all'iniziativa "Giocattoli senza frontiere" organizzata da una squadra di associazioni di cui vi diremo poi, hanno aderito portando nei vari punti di raccolta oltre diecimila giocattoli che sono diventati la gioia di 2500 bambini . Ma nella sede di Genova Solidale .capofila dell'iniziativa, rimangono ancora sacchi di strenne che comunque vanno oltre i babbinatale e le befane, perchè atmosfere di festa e di compagnia valgono anche a febbraio. Scrivendo a genovasolidale@gmail.com ci si puo prenotare per ritirarli. Va da sè che i volontari preferiscono associazioni, scuole, case famiglie al singolo, perchè la distribuzione sarebbe troppo impegnativa e dispersiva.

Dunque torniamo a dicembre. Grazie all’impegno di oltre 600 volontari e di più di trenta associazioni queste migliaia di giochi, libri trenini lego monopattini biciclette pattini e chi piu ne ha piu ne metta, sono stati sanificati e distribuiti gratuitamente in decine di punti della città. Dalla Cgil, all'Anpi, all'Arci, alle Società di Mutuo Soccorso, alle associazioni degli immgrati, ai vari circoli, ai folti gruppi di giovani fra cui spicca 16100 che ha avuto l'idea di Giocattoli Senza Frontiere. Queste alcune delle forze in campo. E qualcuno ce lo dimentichiamo di sicuro e ce ne scusiamo, ma non vogliamo qui fare la lista della generosità ma darne lo spessore. Che alla fine è la missione di questo blog.

Nel vuoto squallore di entusiasmi che genera il Covid a Genova questa manifestazione sembrava evocare quelle immagini da film anni Cinquanta, dove luminosi Babbi Natale invadono le strade e scalano i grattacieli. Nella realtà una animazione continua di altruismo e di voglia di costruire la felicità dei bambini.

Ma il sindaco Bucci lo sa cosa succede e cosa si muove nei quartieri della sua città? Lo sa che queste squadre di volontari, con molti molti giovani in presenza fissa, sono l'ossatura della Genova che a volte traballa, la città dei poveri, nuovi e vecchi poveri, la città dei perenni dimenticati? Meglio si informi prima di mettere mano ai Municipi che possono essere i complici ideali di questa città altruista, nonostante tutto. Nonostante quel covid malefico che ci respinge nelle case.

E passate le feste per costoro non è gabbato lo santo. Hanno gia in calendario altre iniziative di sostegno e di vicinanza. Senza dimenticare che la dove il Comune non raggiunge con il pacco degli alimenti le famiglie che magari sono bisognose ma non per la burocrazia o il punteggino Isee, ecco che ci pensa questa carica dei Seicento.





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