LUNGO LA VIA FRANCIGENA, ANCHE CON LE STAMPELLE


testo di Maurizio Galbiati

Ho sempre camminato.

Ricordo che quando avevo 13 anni ed ero entrato negli Scout il mio capo mi disse: “Maurizio, lo scoutismo entra dai piedi!”. Non avevo ben capito cosa volesse dire.

Negli anni dell’adolescenza camminavo in montagna come tutti, qualche volta prendevo il mio Vespino 50 andavo al Turchino da solo e poi anche con la neve raggiungevo il Dente o il Faiallo. E da San Carlo di Cese facevo “in solitaria” la mitica Punta Martin. Poi da capo scout cominciai a proporre ai “miei ragazzi”, in estate, delle route (esperienze di circa dieci giorni in tenda) non solo in montagna (Gran Paradiso, Alpi Marittime,…) ma anche in Umbria e ad Assisi. Per loro, ma anche per me, era la scoperta dell’essenzialità (tutto quello che serviva era nel nostro zaino e il superfluo era meglio lasciarlo a casa così lo zaino era meno pesante) e la gioia del camminare era tanta a volte quanto la fatica.

Poi è iniziata la fase della vita professionale, lo scarso tempo a disposizione, gli impegni familiari, la figlia, insomma la vita di molti. Ho sempre continuato a camminare soprattutto sulle “mie montagne” a Limonetto dove da quasi quarant’anni ho una casa, mio “buen retiro”.

Per tutti i camminatori, in particolare per coloro che cercano di vivere anche una esperienza di fede, il mito è rappresentato da Santiago di Compostela e vivere l’esperienza del cammino come un vero Pellegrino.

Ed è così che nel 2014 con quattro amici abbiamo progettato il nostro primo Cammino. Il “Primitivo” da Oviedo a Santiago, 343 km attraversando tutte le montagne dell’Asturia e della Galizia. Lavoravo ancora e partimmo il primo agosto, giorno del mio sessantesimo compleanno. E da allora non mi sono piu’ fermato. Nel 2016 con mia moglie Enrica ho percorso il Cammino Portoghese da Porto a Santiago (160 km). Nel 2017 (oramai pensionato) in solitaria il Cammino Inglese da La Coruna a Santiago passando anche da Muxia e Finisterre (ca 200 km). E finalmente tra aprile e maggio del 2018 insieme al mio fraterno amico Paolo ho percorso il “vero” Cammino di Santiago da Saint Jean Pied de Port a Santiago di Compostela (800 km). Quest’anno sarei dovuto partire ad aprile per rifare il Cammino Portoghese da Vigo a Santiago per la via sull’Oceano ma il Covid mi ha fermato..

Quattro anni fa l'ente di Carrara Fiere mi ha chiesto di elaborare un progetto di un evento fieristico (il primo in Italia) sui Cammini: Carrara Fiere è praticamente sulla Via Francigena, il 43% di tutta la Via Francigena Italiana si sviluppa in Toscana. E così è nata Trek and Ways, un evento e un nuovo format per chi ama il turismo e il cammino lento a piedi o in bicicletta. Abbiamo realizzato due edizioni la prima nel 2019 e la seconda a fine febbraio 2020, poche settimane prima del lockdown. In una sorta di Agorà dove sono stati presentati libri e ospitati grandi camminatori testimoni e protagonisti di imprese e avventure o sfide e storie personali di valore (tra i tanti: Sara Zanni, Marco Olmo, Andrea Spinelli, Andrea Devicenzi, Fabrizio Papini, Carolina Monaci, Roberto Giordano, Salvatore Liggeri, Simone Ruscetta). Incontri con oltre sessanta personaggi. Inoltre in ognuna delle due edizioni abbiamo organizzato una Camminata sulla Via Francigena da Sarzana a Carrara seguendo il percorso “originale “ della Francigena: nel 2019 eravamo circa 400 camminatori e nel 2020 oltre 500. Oggi si direbbe un assembramento, allora eravamo felicemente in tanti.

Con molti di questi amici il legame e la passione per i Cammini va oltre l’evento di Carrara e continuiamo a sentirci e a condividere esperienze . Ad esempio non piu’ tardi di sabato 17 ottobre ho accompagnato Andrea Devicenzi (Andrea ha una gamba amputata e cammina con l’ausilio di due stampelle in carbonio progettate da lui stesso) nell’ultima tappa da Pontedecimo a Genova della sua ultima impresa: la Via Postumia da Grado a Genova, 930 km a piedi.

Interviene l'amministratore del blog, rimanendo rigorosamente in tema. La storia esemplare di Andrea

Devicenzi (nella foto un tratto del cammino con lui, davanti a tutti) la trovate anche sul sito di Emanuela Pericu, che non solo ha ripreso l'impresa nelle vesti di giornalista Rai, ma vi ha dedicato un racconto riportato anche sulla sua pagina facebook. Da cui abbiamo rubato la seconda, commovente fotografia, con l'amico Andrea. In attesa di ricominciare a camminare nei percorsi adatti al nostro cuore e alle nostre scarpe leggiamo, da casa, queste esperienze estremamente educative

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