TRAMEZZINO, GAZZOSA E RICREAZIONE NEL BAR DEL MANICOMIO


testo di Donata Bonometti

Governato da pazienti psichiatrici, è' l'unico bar nell'ex manicomio, al centro dell'unica aerea rivissuta e resa disponibile alla città da parte dei volontari di Quarto Pianeta, associazione di cui abbiamo spesso parlato su questo blog. Fra loro incontrerete Vincenzo, forse il paziente piu anziano che ha conosciuto il manicomio quando era ancora ragazzo, meno di venti anni, e oggi ne ha quasi 70, per lungo tempo ha lavorato come barista, oggi si da da fare tenendo in ordine le aiole all'ingresso, sistemando i tavolini. E' un uomo cordiale e sorridente, l'intera vita di segregazione ha trovato spazi di tregua nell'impiego dentro quel locale che è a tutti gli effetti pubblico perchè serve i pazienti, ma anche gli operatori, chi segue i corsi di formazione, il gruppo dei fisioterapisti, e volendo oggi anche gli utenti di Casa della Salute, l'ultima battaglia vinta dal Coordinamento Quarto Pianeta.

Nel bar incontrerete otto pazienti tra i quaranta e i cinquant' anni, che preparano panini, servono caffe e bibite, insomma una palestra lavorativa nel caso in cui ci si volesse provare davvero ad entrare nella pienezza dell' autonomia. Comunque una occasione quotidiana per lavarsi, vestirsi, avere cura di sè lasciare una stanza vuota per entrare in una popolata di amici, colleghi, avventori. Altra vita.

Dentro il bar si è sorvegliati da quadri che ritraggono gatti perchè un tempo, li fuori nel verde rigoglioso del giardino, c'era una colonia felina accudita dai pazienti. E da una grande emozionante fotografia in bianco e nero che ritrae Franco Basaglia circondato dai malati del manicomio di Gorizia, affiancato da Antonio Slavich, che fu direttore a Quarto negli anni Ottanta. A lui si deve l'apertura di questo bar, (oggi spostato dall'edificio centrale a quella che è stata la lavanderia, ristrutturata e arredata dalla Asl) e la fondazione della associazione La Scopa Meravigliante. Presto spiegato questo titolo magico, si scopa via la polvere della prigione manicomiale con l'arte. Di ogni tipo essa sia, da quella teatrale a quella visiva. Nasce come associazione di pazienti e i loro parenti, e dipendenti del manicomio. Viene unificata negli anni alla cooperativa sociale Il Rastrello. La "scopa" fu uno dei segni del cambiamento, che oggi conosce rallentamenti, se non passi indietro. Ristagna di nuovo la polvere su progetti e aspettative in particolare del Coordinamento Quarto Pianeta i cui volontari vanno avanti, implacabili, in questa continua spinta di apertura alla città dell'ex manicomio. Ma che fatica. Il laboratorio di ceramiche, il bar, la sala per mostre e dibattiti, la Casa della Salute, il Museo delle Forme e delle Materie Inconsapevoli e una serie di eventi musicali e artistici privilegiando i giovani, in dieci anni in una porzione di manicomio ha ripreso a scorrere linfa. Ma che fatica.

Perche nonostante accordi e tavoli, incontri e dibattiti con le istituzioni questa area, chiamata Spazio 21, rimane in una palude di decisioni mai assunte. Sono dieci anni, dicono dal coordinamento, che da quarto si tenta di aprire un dialogo con la città convinti che questo luogo abbia qualcosa da dire. Franco Basaglia sosteneva che si fa cultura soltanto nel momenti in cui si tenta di cambiare la realtà e che la produzione di cultura nuova non puo che nascere da una pratica sociale nuova. Quarto Pianeta si è mosso in questo senso e ora durante l'evento dei prossimi giorni vuole invitare i genovesi a parlarne. Vuole stanare i genovesi e portarli qua. A conoscere, divertendosi.

Per accendere per l'ennesima volta luce colori e suoni ecco dunque il decimo festival organizzato da Quarto Pianeta che inizierà martedi 14 settembre per concludersi il 18. Quattro giorni di eventi sotto il titolo RIcCreazione davvero per tutti i gusti e le tendenze. Mostre spettacoli convegni musica video workshop nell'ex ospedale psichiatrico di Quarto. "Si vuole anche cosi ribadire la potenzialità dell'ex Op come polo culturale aperto ed inclusivo e richiedere di concludere l'iter urbanistico che vede lo Spazio 21 ancora come proprietà sospesa" E come tale impraticabile sentiero per nuovi progetti. Sull inclusione, la socialità, la salute, ma anche dell'arte della musica della democrazia urbana, "costruendo luoghi- argomenta Amedeo Gagliardi portavoce del coordinamento- dove il discorso della cura, nella sua natura multidisciplinare possa diventare espressione culturale e percorso di innovazione sociale verso il bene comune"


Trovate il ricco programma della manifestazione su genova24.it, e sulla pagina facebook Quarto Pianeta




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